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Su Caffè Letterario Disegna la tua storia

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Su Caffè Letterario è stato pubblicato un mio post Disegna la tua storia. Lo potete leggere e commentare se vi va di commentare.

Vi aspetto numerosi.

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Caro Diario – parte seconda

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La seconda e ultima parte di Caro Diario è pronta per la lettura.

Caffè Letterario

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Giorno 6

Non che io sia una tipa da relazione aperta ma Andrea ha deciso così. Un amore part-time. Lei è fondamentalista, desidera solo le donne e detesta le bisessuali. Non è una questione di principio ma di stile di vita. Mera forma mentis. Non ama il cioccolato al latte, la primavera, né le mezze misure. É contraria alle sfumature che vede come fumo negli occhi. Pretende decisioni nette e repentine. E ne impone altrettante. Così piuttosto che avere una storia con ‘una curiosa annoiata dagli uomini‘, come definisce le bisessuali come me, preferisce un amore silente ed esclusivo, anche se in coabitazione con un’altra.

Andrea piuttosto che provare a essere felice con una ‘storia kamikaze‘ (diavolo non smetto di citarla), preferisce concedersi e cedere amore come la peggiore tra i puttanieri. Claudia non è stato il racconto all’aperitivo del giorno prima. Lei era…

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Caro, Diario – parte prima

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Su Caffè Letterario la mia nuova fatica.
Buona lettura

Caffè Letterario

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Giorno 1
Da ieri sono in terapia.

Da qualche mese sono entrata in crisi come una quindicenne colpita da anoressia. Non mangiavo, non uscivo. Non rispondevo al telefono e non volevo vedere nessuno. Avevo paura della mia ombra. Non mi specchiavo per paura di vedere sul viso una ruga. Credevo di essere invecchiata precocemente. In realtà uscivo, telefonavo e mangiavo come una porcella per dimenticare quella storia che mi aveva fatto star male. Dentro di me c’era una dicotomia, che stava annientando la mia personalità. Nemmeno l’inizio dell’università era riuscita a rompere quel malefico cerchio che si stringeva giorno dopo giorno sempre di più, rischiando di soffocarmi.

Così mi sono decisa. Ho chiesto a Vanessa, se conosceva una valida psicoterapeuta. Solo maschietti mi ha proposto, accidenti, ma io volevo una femminuccia. Perché donna? Non lo so ma forse sì. Non mi va di parlare del mio intimo con…

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Il perizoma nero

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Nuovo post su Caff4 Letterario dal titotlo intrigante Il perizoma nero. Niente erotismo ma … lascio alla vostra curiosità scoprire di cosa si tratta.

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Tutto cominciò con un minuscolo perizoma nero.

Zoe aveva ascoltata questa storia da Ylenia, l’amica del cuore. Lei era una bella ragazza alta e slanciata, che non faticava a farsi notare. Amava essere al centro dell’attenzione, godersi gli sguardi lussuriosi dei ragazzi e l’invidia delle altre coetanee.

Quella volta però avrebbe preferito che le cose fossero andate in modo diverso. Aveva riso al termine del racconto ma forse era solo un modo per nascondere l’imbarazzo provato. Non era una che disdegnasse di flirtare con qualcuno oppure baciare appassionatamente in pubblico. Insomma per dirla in breve non poteva essere considerata una ragazza, che fosse timida o inibita. Tutt’altro.

Erano sedute al Caffè del Corso sulla via principale della loro città e si raccontavano piccoli o grandi segreti, come erano solito fare, quando si incontravano.

“Ieri ho mollato GianMarco. É stato un vero cafone” cominciò Zoe nell’attesa dell’aperitivo.

“Ma davvero?”…

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Avviso

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Su Caffè letterario ho cominciato a pubblicare un mini racconto, Enigna (prima parte), che è arrivato alla terza parte.  (la seconda è qui) . Ho pensato di proseguire con la quarta, la quinta e la sesta conclusiva puntata. su questo blog per non allungare troppo i tempi di lettura. Quindi sabato 1 novembre potrete leggere la quarta puntata. Poi a seguire le ultime due.

Buona lettura.

Dal diario di uno scrittore – agosto 1963

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Ancora una pgina tratta dal Diario di uno scrittore.
Buona lettura

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Il clandestino che hai a bordo e segue ogni tuo viaggio, che non vedi, ma avverti sottocoperta, si aggira come una spia per la nave, sale e scende dai boccaporti, fruga in cambusa, s’intrufola in tutte le cabine, lascia impronte ovunque. Viaggiate insieme, per mari scarlatti, per isole verdi.

Mi sono abituata alla tua occulta presenza. Narratore o poeta. Non posso fare nulla. Tu guidi la nave dove vuoi. Ma chi è Lei?

Leggevo queste poche righe, lasciate da un anonimo commentatore, la Musa che mi seguiva silenziosa nelle mie scorribande sul web, e mi domandava «Chi è Lei?».

Richiesta inutile e retorica perché sapevo perfettamente chi era lei. Come non potevo conoscere chi era lei? Solo uno stolto avrebbe potuto pensare il contrario.

La mente ritornò indietro nel tempo, riavvolgendolo fino a quel periodo che mi riusciva solo scrivere versi senza affanni, mentre il resto era una…

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Dal diario di uno scrittore – luglio 1962

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Su Caffè Letterario c’è un nuovo post.
Buona lettura

Caffè Letterario

Avevo finito l’esame di maturità scientifica il 18 luglio del 1962 ed ero stremato per la grande calura e lo stress nervoso di quattro scritti tosti e otto orali non meno impegnativi. In quegli anni si portavano tutte le materie senza eccezione alcuna ma come da copione erano cambiate le regole a metà anno scolastico: anziché l’ultimo, come era stato in precedenza, il programma era costituito dagli ultimi tre. Naturalmente fu una corsa contro il tempo, perché riesumare e preparare anche i due precedenti non era uno scherzo.

Il caldo quell’anno cominciò a picchiare duro già ad aprile. A maggio sembrava di essere in agosto. Giugno e luglio furono tremendi. Si annaspava nell’afa umida di Ferrara, boccheggiando dopo le dieci di mattino fino alla sera alle otto. Così con altri tre compagni decidemmo di studiare nel mio giardino all’ombra di un grande sicomoro dalle sei alle undici e nel pomeriggio…

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dal diario di uno scrittore – Estate 1972

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Per chi volesse leggere altri post può venire qui. Sarà il benvenuto.
Non scrivo solo io ma altr10 blogger molto più bravi di me

Caffè Letterario

Avevo scelto di lasciare un porto sicuro per avventurarmi in un mare ignoto, del quale non conoscevo i potenziali pericoli. Però mi dicevo: “Devo inseguire i miei sogni e cercare nuove esperienze. Se non adesso, quando?” Sì, perché ero un giovane di belle speranze che credeva in se stesso e negli ideali coi quali era cresciuto.

Dunque pieno di entusiasmo irresponsabile mi ero gettato tutte le paure dietro le spalle e avevo deciso di accettare un nuovo lavoro in una grande città. Conoscevo bene quello che stavo lasciando ma in ugual misura ignoravo quello che mi avrebbe aspettato.

“E poi se non si rischia che vita posso attendermi nel futuro?” mi dissi nell’affrontare questo cambiamento radicale nelle abitudini e nelle conoscenze. Tutto era novità, tutto era incognito: dai nuovi colleghi di lavoro alla metropoli con la fama di tritapersone.

Così cominciai una vita di pendolare tra Ferrara e Milano. Il…

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