Archivi categoria: Sognatori

Oggi pane casareccio

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foto personale

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Oggi pane fatto in casa. Mattinata di lavoro.

foto personale

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Farine, lievito madre, acqua e altro per rendere attraente il prodotto finale.

Pane nero, pane al kamut e al grano saraceno - Foto personale

Pane nero, pane al kamut e al grano saraceno – Foto personale

Pane nero, pane bianco al kamut, pane al grano saraceno.

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Poi frutti di bosco, fichi freschi, olive nere, noci, sesamo, papavero, finoicchina. Ho dimenticato qualcosa? Sì! I pomodorini del mio piccolo orto e chicchi di uva fragola.

Il cestino con uva fragola - foto personale

Il cestino con uva fragola – foto personale

Poi tutto nel forno. Peccato non avere un forno a legna.

foto personale

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Colp d'occhio - foto personale

Colp d’occhio – foto personale

Poi tutti a tavola!

Enigma – parte terza

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Correte, correte. Annuncio vobis che la terza parte di Enigma è pronto per essere letto e commentato su Caffè Letterario.
Buona lettura

Caffè Letterario

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Con la pancia piena di cartocci salgo in camera, decisa a mettere fine questa pazzia. Sento fremere lo smartphone nella mano. Lo porto all’altezza degli occhi. Li strabuzzo. Sono incredula. La determinazione a partire svanisce. Non posso crederci. Lo guardo ancora una volta e la decisione è presa.

Perché quell’ometto tutto bianco, barba compresa, scuote la testa. Cosa dici? La storia appare stantia? Beh! Puoi anche togliere il disturbo. Ma che razza di spettatori sono venuti stasera. Solo pronti a essere pignoli su tutto.

Scendo trafelata. “Se volessi rimanere ancora per qualche giorno, ci sono problemi?” chiedo alla proprietaria. “Nessuno, cara. La tua presenza è gradita. Puoi trattenerti quanto vuoi” mi dice con un bel sorriso.

“Potrebbe sentire se Yossuf è libero?”

“Certamente” risponde cortese.

Una telefonata in un linguaggio a me sconosciuto. Poi la risposta. “É impegnato ma tra mezz’ora si libera. Se ti va di aspettare”…

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PULCHERRIMA

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Vi invito a leggere questo breve racconto di Nunzia.
Non voglio anticipare nulla.
Per me è bellissimo.

Caffè Letterario

PulcherrimaL’uomo e la bambina seduti uno accanto all’altra, osservavano il cielo in religioso silenzio. Il sottofondo ritmico delle onde del mare si fondeva con il battito dei loro cuori, l’oscurità intorno esaltava lo scintillio della notte trapuntata da una miriade di punti luminosi, come diamanti adagiati su un manto di velluto nero.

«Papà quanto sono lontane le stelle?» chiese la bambina rompendo quel silenzio magico.

«Lontanissime Livia… anni luce!»

«E quanto è un anno luce?»

«Non ti basterebbero dieci vite per raggiungerle! Ora ti faccio vedere una cosa». L’uomo avvicinò il volto a quello della bambina e con il dito le indicò un punto nella volta celeste.

«Lassù ci sono delle stelle che formano un disegno, sembra un carro, lo vedi?» Livia si concentrò, strizzando gli occhi alla ricerca dell’immagine descritta dal padre.

«Eccolo! Lo vedo!» la bambina indicò il Gran Carro dell’Orsa Maggiore.

«Benissimo! Ora se segui con lo…

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Enigma – parte seconda

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Eccomi con la seconda parte di Enigma. Una storia ambientata a Palermo.
Buona lettura

Caffè Letterario

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Il passaggio dello Stretto di Messina è sempre emozionante, esattamente come la sorpresa al mio arrivo. Siamo arrivati a Palermo con solo mezz’ora di ritardo, tutto sommato trascurabile, considerata la lunghezza del viaggio.

Messo lo zaino a tracolla, ho avuto la fortuna di trovare un taxi libero fuori dalla stazione. Qualcuno mi guarda sorpreso… dico libero senza fare la immancabile coda. C’è qualcosa di strano? Sì? Ebbene ho avuto una botta di … fortuna. Dunque un taxi senza sgomitare e fare fila.

Salgo e noto un autista dalla carnagione olivastra. Quasi mi pento e vorrei scendere ma il tassista, mostrando un dentatura invidiabile, mi domanda dove devo andare.

“In via della Ginestra al numero 12” dico con un sussurro.

Non so il perché ma mi pare di aver notato nello sguardo un movimento di esitazione ma forse è poco convinto dell’indirizzo.

Il sole è ancora alto nel cielo…

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Il sacrificio dell’Arte. Rewind

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Ribloggo questo post, perché merita di essere letto e sostenuto.
L’Arte non è un bene svendibile, eppure il nostro patrimonio artistico langue e sta morendo.

assolocorale

2013 © lois_design "lo scempio di Santa Chiara" 2013 © lois_design “lo scempio di Santa Chiara”

Ormai è noto che nel nostro Paese quello che dovrebbe essere il petrolio è ridotto a poco più di una misera attrazione. Il Patrimonio Artistico dovrebbe costituire la leva principale della nostra economia, divenendo non solo fonte di guadagno ma anche di reclutamento di risorse umane per impieghi dignitosi legati all’intero mondo della cultura. Purtroppo però tutto questo non accade.

La nostra Costituzione all’articolo 9 recita:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione
.

Uno dei principi fondamentali sui quali si fonda l’Italia.

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Enigma – parte prima

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Un nuovo racconto per Caffè Lettario diviso in due parti.
La seconda e ultima parte sarà pubblicata qui su newwhitebear nei prossimi giorni

Caffè Letterario

Mi chiamo Angelica e fin qui niente di speciale. Un nome come tanti altri. Allora cosa c’è di interessante nel mio nome? Nulla, ve lo assicuro. Dunque perché ci fai perdere tempo? Se non ne avete, potete togliere il disturbo e cambiare blog. Non mi offendo.

Voglio invece raccontarvi una storia. Un’altra? Direte voi, che pazientemente mi state seguendo. Beh! É un po’ speciale. Non ci credete e penserete che sia la solita, già letta e masticata più volte. É forse un miscuglio perfetto tra Midnight in Paris e Moulin Rouge? Chiede un omino tutto bianco, che si spaccia per Orso. None, vi garantisco che non è così! Quanti di voi vorrebbero vivere, anche solamente per poco tempo, in uno scenario fantastico e fantasioso, degno di un film? Nessuno? Mi spiace per voi. Io ho avuto la fortuna di provare sulla mia pelle queste fantastiche sensazioni e come ogni buona…

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Socrate, il re dei troll

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Di norma non ribloggo articoli come questo. Ma questo post è super. Merita di essere letto e divulgato.
Non ringraziate me ma Galatea che ce lo ha donato.

Il nuovo mondo di Galatea

Lo dice anche Platone, e se lo ammette lui, che era il suo allievo prediletto e fedelissimo, c’è da credergli. Socrate era un mostro. Brutto di una bruttezza brutta che, ad incrociarlo per strada, faceva spavento. Grasso, basso, calvo, tarosso, con il ventre prominente, le gambette tozze ed arcuate: un nano da giardino obeso, un Babbo Natale mal riassunto, insomma, un vero insulto per una civiltà che ha prodotto i Bronzi di Riace e teorizzato proprio in quegli anni che il bello fosse il buono. Peggio di così ha fatto solo Hitler, che propugnava la bellezza della razza ariana e poi era un tappo gracilino dai ridicoli baffetti nerastri.

E passi la bruttezza: quello che ti colpiva in lui è che, oltre che brutto, Socrate era soprattutto un ossessionante scassamaroni. Te lo vedevi lì, seduto ad uno degli angoli dell’agorà, pacioso e apparentemente tranquillo come i tanti perdigiorno che passavano…

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La pioggia può purificare l’anima?

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Nuovo racconto su caffè letterario.
Buona lettura

Caffè Letterario

«Luna?! Ma sei tu?»

Ero seduta su gradini per strada, sola e col capo appoggiato sulle ginocchia. Le mani stringevano le gambe, come se avessero il timore che scappassero, mentre la pioggia mi bagnava tutta. Sentivo la necessità di purificarmi l’anima.

Appena udii pronunciare quelle parole, alzai la testa quanto basta per vedere degli occhi puntati nei miei. I miei erano un misero verde con riflessi castani che in confronto ai suoi non erano niente.

Capì di chi si trattava e il perché mi stava chiamando.

«E chi vuoi che sia! Sentiamo, cosa vuoi adesso?» risposi con rabbia.

«Niente… solo che vedendoti sola e seduta qui, ho pensato che tu stessi male e ti servisse una mano».

«Da quando ti importa di me, come sto e che cosa faccio?» replicai stizzita, osservandola di sbieco, come si guarda qualcuno di inopportuno.

«Ma che cosa hai fatto a Luna?» continuò ignorando le…

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