Archivi categoria: Sfide

La mia storia – Miniesercizio 17

Standard

Nuova sfida di Scrivere creativo

Questa volta

– La pesca;
– Il mare;
– Le donne della foto

IMG_9655

Qualche spruzzo arrivava nella schiena come una puntura di spillo. Eliseu canticchiava stonata un motivo, mentre con il coltello squamava il pescato di Florenzo.

Tutte in fila con alle spalle la scogliera e il puzzo di pesce, gettato dietro di loro. Marcelo si fermò. Le osservò come se fosse un fermo immagine. Gesti sempre uguali, ritmati come la melodia triste che usciva dalle loro bocche sdentate. ‘Per chi stanno preparando quel pesce povero e scarso?’ si domandò affascinato da quei gesti essenziali, dove nulla andava sprecato.

Eliseu alzò lo sguardo. “Bel signore, ne volete comprare un po’? Solo dieci dinero”.

Un mini racconto extra

Standard

Per pasqua Scrivere creativo ha proposto un nuovo racconto extra con pochi indizi e una foto

IMG_9758.JPG

Nessun limite alla nostra loquacità.

Ecco cosa ho pensato.

Oggi è Pasqua ma c’è poco da stare allegri. Per me è un giorno qualsiasi, esattamente come ieri, l’altro ieri e i giorni prima. Che c’è da festeggiare? Nulla. Se ripenso a un anno fa, forse qualcosa ci sarebbe. È stata l’ultima Pasqua trascorsa in famiglia ma poi sono diventato l’uomo col capello di paglia. Quello che sta all’angolo della strada a elemosinare un nichelino per comprare un pane e un po’ di vino. Lo so che fa rima ma cosa posso farci? Mi è venuto il pensiero così. Metto sempre il capello di paglia appoggiato sul marciapiede con la speranza che qualche anima buona ci metta dentro qualche centesimo.

Tengo gli occhi bassi. Non mi va di pretendere pietà per la mia condizione di barbone. Ho una certa dignità nel chiedere qualche soldo alla gente che passa, che a malapena mi degna di uno sguardo di disapprovazione, perché non sono vecchio e potrei lavorare. Ma come posso se ho perduto tutto. Famiglia, casa, auto e lavoro? Chi prende un fallito?

Accidenti! Un pezzo di carta vola nel capello di paglia. Ma è un Benjamin Franklin! Azz! Cento dollari! Alzo lo sguardo per ringraziare e cosa vedo…

 

Cosa vede l’uomo? Non lo so. Lo lascio alla vostra immaginazione

La mia storia 1 – videotelling

Standard

tratto dal web.

Questa volta Scrivere Creativo propone un videotelling. Sono andato fuori tema ma la vignetta finale mi ha fatto tornare bambino, quando leggevo alla domenica il Corrierino dei Piccoli con le avventura del Signor Bonaventura dell’indimenticato Sergio Tofano. Ecco quello che ho ideato.

 

Il signor Bonaventura andava ogni giorno a lavorare come tutti i bravi impiegati con il suo giubbetto rosso e pantaloni bianchi e l’immancabile ombrello. Era sempre allegro anche quando gli capitava di cadere in un buco nero. Non perdeva il suo buon umore, neanche quando gli rubavano il portafoglio. Era sfortunato come Paperino. Non gli andava bene nulla. C’era sempre un inghippo che faceva terminare male ogni impresa. Lui aveva sempre un sorriso per tutti. Alzava le spalle e diceva: “Andrà meglio la prossima volta”. Un giorno trovò per terra un biglietto della lotteria, che vinceva un milione di euro.

La mia storia – miniesercizio 15

Standard

Foto tratta da Wikipedia

Questa settimana Scrivere creativo mi ha messo a dura prova. Una foto, una mossa vincente e una preoccupazione. Mica semplice non conoscendo il gioco. La foto è sotto. Il resto è quello che ho partorito.

IMG_9292

 

Sam osserva il tabellone. Tiene un piede sotto la natica. Sa di non avere scampo.

“Forza Sam” dice Joe sicuro della vittoria e di avere la partita in pugno. Bill e John hanno scommesso che vincerà Joe. Lui è il più forte. Una mente sopraffina. Sul goban il bianco di Joe ha catturato quasi tutte le nere di Sam. Tenendo il nero tra le due dita, finge di posarla nell’unico punto possibile. Poi la mette laddove Joe non si aspetta. La mossa del suicidio. Un sussulto di Joe. Sam ribalta la situazione. Ha vinto. “Colpo da maestro, Sam” ammette Joe.

Sfida extra – ma non si dice

Standard

Artù – un gatto ospite – Foto personale

Scrivere creativo propone una sfida extra

– Una foto;
– Due persone;
– Una dichiarazione

Ecco la foto

IMG_9720.JPG

Ecco il mio svolgimento

– Che guardi?
– Non vedi?
– Non vedo nulla, all’infuori di te e di questo squallido edificio. Cosa trovi di tanto intrigante da fermarti a naso in su?
– Sei proprio cieco. L’ho sempre detto. Tu non vedi nulla oltre il tuo naso. Ah! 70400. Ah!
– Me li gioco alla lotteria di Cincinnati? Credo che tu non veda nulla ma semplicemente prendermi in giro.
– Povero sciocco! Qui vendono i mobili per la nostra prossima casa.

la mia storia – miniesercizio 13

Standard

Scrivere creativo propone una nuova sfida su 100 parole. Vesto i panni di un bambino e osservo la loro fotografia

Cosa vedo?

La luna! A naso in su Alberto scruta il cielo. Vola la fantasia. Immagina di stare su un razzo sparato verso il cielo che è ancora azzurro nonostante la sera si avvicini.

Alberto è un bambino vivace come sono quelli di oggi. E adesso sale verso quel mondo magico che gli hanno descritto ricoperto di polvere e argento. Mentre sale si volta indietro e vede la terra che si allontana. Il mare verde e la pianura marrone. I fiumi color vinaccia. Ma è la luna l’obiettivo, che si avvicina.

Presto, Alberto. Dice la madre strattonandolo. Torna coi piedi per terra.

La mia storia – mini esercizio 12

Standard

Foto personale

Un uomo ha un amico che sta facendo un enorme sbaglio, e basterebbe che tu gli dicessi una certa cosa e lui capirebbe. Ma non puoi comunicare in nessun modo con lui.

Sai che da te dipende la sua vita. Sai che se fossi con lui, se potessi chiamarlo, scrivergli, urlargli lui si salverebbe. Ma non puoi.

Inventa tu la situazione. Forse siete fisicamente distanti e il suo telefono non ha campo. Forse siete vicini ma lui ha le cuffie e non sente. Forse non capisce cosa vuoi dire.

L’importante è che in 100 parole tu descriva la disperazione in questo contesto.

Ecco il mio esercizio.

Buona lettura.

 

Ecco ero qui e vedevo tutto. Sì, proprio tutto. La stanza era quadrata, illuminata da una lampada dalla luce gialla. Non storcere il naso. Era gialla e non bianca. Un tavolo, una sedia e un televisore in lontananza che ronzava muto. Livio era lì e non avrebbe dovuto esserci. Perché sei venuto? Non lo capivo. Eppure era in quella stanza dalle ombre non nette. Voltava le spalle alla porta. Mi guardava e stava immobile. Il viso in penombra e la sua ombra sulla parete. Avrei voluto gridare. “Scappa finché sei in tempo!” Ma come facevo? Sono muto. Non potevo parlare.

 

la mia storia – mini esercizio 11

Standard
la mia orchidea fiorita. Foto personale

la mia orchidea fiorita. Foto personale

Questa volta niente immagine. Solo un testo proposto da Scrivere creativo

Pensa all’ultima persona che hai incontrato oggi prima di leggere questo esercizio. Se non hai incontrato nessuno oggi pensa all’ultima persona che hai incontrato.

Pensa a quello che secondo te quella persona stava inseguendo quando l’hai incontrata. Magari stava al cellulare e inseguiva una conversazione online. Forse leggeva e inseguiva un racconto. Forse chiacchierava con qualcuno e inseguiva una relazione. Forse era in silenzio e inseguiva il filo del suo stesso pensiero.

L’obiettivo è che in 100 parole tu riesca a raccontare quello che la persona stava inseguendo.

 

“Ecco” dice Valeria, osservando il display del telefono. “Ecco, questo non ci voleva”.

Strizza gli occhi. Tocca lo schermo, un tasto. “Proprio non ci voleva” borbotta, riponendo tutto nella borsa.

Cammina, inseguendo il filo dei pensieri. Si ferma e apre la borsa. Rovista, prende fuori un pacchetto di tempo, le chiavi della macchina, il libretto, il portafoglio. Scuote la testa, rimettendo tutto dentro e riprende a camminare.

“Come faccio ora?”

Mastica amaro. Sì, una strana sensazione in bocca. Gli manca qualcosa, come se le avessero amputato un braccio. “Ma l’altro c’è ancora”.

Apre la borsa e trova il telefono muto.

La mia storia – miniesercizio nro 10

Standard
Alba - foto personale

Alba – foto personale

Scrivere creativo questa volta propone un bel quadro o meglio una foto trasformata a quadro. Solite 100 parole e solite indicazioni vaghe per stimolare la nostra fantasia.

Ecco dunque il mio esercizio

Chai-son rimase a bocca aperta per lo spettacolo fantastico. “Ci devo entrare!” esclamò estasiato.

“Ma non puoi, 卡梅罗”esclamò Ai-ai, trattenendolo per un braccio.

“Non posso, Ai-ai. Devo entrare”. Si lanciò verso quello che vedeva.

Una guardia giurata si pose davanti, impedendo di avvicinarsi. Ai-ai con le lacrime agli occhi si avvicinò a Chai-son, che smaniava e urlava. Per le sue grida accorsero altri inservienti che lo circondarono. Lui era alto due soldi di cacio. Ben presto sparì sotto una selva di braccia.

“Mio caro 卡梅罗, non vedi che è solo un quadro” gemette Ai-ai.

Nota del traduttore. Non lasciatevi ingannare dai caratteri cinesi, Il nostro studente è un infiltrato. Un siculo di nome Carmelo.

La mia storia – miniesercizio n.ro 9

Standard
foto personale

foto personale

Oggi niente foto solo una frase intrigante, che ho sviluppato così

“Se non sono io al centro dell’universo…” continua tu, dice beffarda una voce anonima. ‘Ma vorrei anche vedere, se non sono al centro del tuo universo’ esplode veemente Marco verso Lia. Lui la fronteggia deciso a rimarcare la sua superiorità.

‘Parla, dì qualcosa se ci riesci’ continua Marco, fissandola cocciuto in attesa che lei risponda. ‘Non hai argomenti. No, neppure uno’.

Marco agitato e congestionato nel viso, rosso come un pomodoro maturo, osserva il suo volto, che resta impassibile. Non batte nemmeno un ciglio.

Sta per scagliarsi su di lei, quando due braccia lo afferrano.

‘Marco è solo una fotografia’.