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Intervallo e pubblicità!

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Intervallo

In attesa di cominciare un nuovo progetto. Faccio un piccolo intervallo

Eccomi – foto personale

Sette anni fa mi hanno regalato una piantina di orchidea viola, che anno dopo anno ha sempre fiorito generando anche tre piantine. La pianta madre era in evidente declino e così ho separato le tre piantine che ho messo a dimora in nuovi contenitori. Questo oltre due anni fa. Le nuove sono fiorite e quest’anno per la terza volta hanno prodotto i fiori.

Lunga vita a loro

Fine dell’intervallo e ora…

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È arrivato sul mio Kindle Fire. Prego si accomodi.

la copertina

Con piacere l’ho sfogliato

Un caso per tre

e letto il capitolo 1.

Capitolo 1

Avete indovinato di cosa parlo?

Sì. Bravi. Proprio quello che abbiamo scritto a quattro mani io ed Elena. Per qualche smemorato ricordo dove potete acquistarlo:

Formato EPUB

Kobo a solo 1,99€

Google libri a solo 1,99€

IBS a solo 1,99€

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Cartaceo

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Per chi ama il cartaceo e ha un Kindle o semplicemente l’app che permette di leggere i formati Kindle, allora può acquistare il cartaceo e aggiungere l’ebook a solo 0,99€. Vi piace l’idea?

Cosa aspettate a correra alla cassa?

Fine della pubblicità

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Batmancito – Oste non lasciarci

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Raccogliendo l’appello di Narciso pubblico la mia continuazione. Chi volesse leggere l’intera opera ecco il link.

 

La taverna era ridotta male. Schegge di legno e di vetro ovunque, i resti dei licantropi che emanavano un puzzo terribile. Narciso e compadres erano in piedi al centro della sala. Si guardarono intorno e poi negli occhi. Di certo all’Oste tutto quel casino non sarebbe piaciuto se fosse di ritorno in questo momento ma forse non sarebbe stato così. Respirava a fatica ma era più vicino alle porte di Xibalba che a quelle della sua taverna, quando era partito con l’auto dei federales insieme a Narciso, Diaz e Cesar destinazione dottor Feliz.

Poi Narciso era tornato affranto e il dottore aveva spiegato che solo un miracolo avrebbe trattenuto l’Oste fuori delle porte di Xibalba.

Toccava a loro artigliarlo per i capelli e tenerlo qui.

TiZ si guardò intorno. Sedie integre non ne vedeva, quindi optò per una seconda ‘nu bello cafè e spari in cucina. Ade si rimise dietro al bancone tutto ammaccato. Zeus guardò dove suonava ma era suonato come una campana fessa. Batmancito era sparito. Honda si era nascosto e Luna se ne era andata. Ero rimasto io, Narciso e Liza nel centro della sala.

Eravamo in silenzio incerti sul da fare. La notte era scolorita nell’incerto chiarore dell’alba, quando Honda riapparve digrignando i denti. Aveva sentito qualcuno o qualcosa.

«Licantropi di ritorno?» mormorai, afferrando Pungilo, che sembrava del tutto indifferente alla mia ansia.

Dalla porta scardinata, avevamo dimenticato di rimetterla sui cardini, apparve una figura femminile, avvolta in un mantello rosso. Il viso era nascosto da un cappuccio e pareva volare più che camminare. Dietro di uno strano omino: buffo con un cappelluccio a punta rosso che trascinava un grosso gatto nero.

Honda si avvicinò l’annusò per bene prima di lasciarla passare. Lei era rimasta ferma in attesa del via libera. Poi fu il turno del nanetto, mentre il micio nero inarcava la schiena e soffiava. Honda mostro i canini per nulla intimorito.

«Buono Belzeblù» disse l’omino, quietando il micio.

Honda sbarrò loro il passo e non li fece entrare.

«Chi siete?» domandò Narciso parandosi davanti.

«Sajana».

Ci guardammo in viso. Non sapevano chi fosse questa misteriosa donna. Come se fosse arrivato un richiamo silenzioso ricomparve Luna e Batmancito, mentre tiZ arrivò con un cuccuma di caffè gorgogliante, che depose sull’unico tavolo ancora agibile anche se solo su tre gambe.

«Aggiungi un posto per Sajana» disse Narciso mentre ingollava il suo.

Il nanetto buffo e il gatto nero restarono fuori ma non parevano aver perso il loro buon umore.

Nessuno distolse lo sguardo dalla strana coppia: Honda faceva buona guardia.

«Chi siete?» ripetei la domanda.

Una risata squillante ruppe l’incanto del silenzio. Lei non rispose e parlò decisa, ignorandomi.

«Prendete una bacinella d’acqua dalla fontana della via. Petali di rose e accendete una candela» fece la donna dal viso coperto.

Ordini secchi come se fosse la padrona del locale. Era vero che El Rojo stava lottando per sopravvivere ma l’insolenza delle parole mi stava innervosendo. Narciso mi toccò una spalla per avvertirmi di stare calmo.

«Per fare cosa?» domandai petulante, ignorando l’avvertimento.

Un’occhiata malevola mi incenerì e rimasi in silenzio col dubbio di quella strana richiesta.

Zeus afferrò una bacinella e corse fuori, tiZ lo seguì, mentre Ade recuperava da sotto al bancone un bel cero, che l’Oste teneva di scorta quando la luce se ne andava.

Luna non apparve sorpresa dalle richieste. Conosceva già la procedura che attuava nella notte di San Giovanni, il ventiquattro di giugno. C’era un particolare che differiva: l’acqua era esposta alla guazza della notte.

Deposta la bacinella piena d’acqua al centro della sala, Sajana vi gettò i petali e fece colare diverse gocce di cera che solidificarono subito. Noi eravamo in circolo curiosi di vedere.

La curiosità rimase, perché i petali galleggiavano e la cera era rappresa, formando delle figure che non ci dicevano nulla. Alzammo lo sguardo per posarlo sulla donna, che invece continuava a osservare la bacinella.

Liza sbottò: «La sceneggiata è finita?»

Sajana sollevò il capo e la fulminò con un’occhiata che avrebbe incenerito anche Quetzalcoatl, il serpente piumato.

«L’Oste vivrà» sentenziò grave, scoprendo il viso. «Chi viene con me da El Rojo per mettere la bacinella accanto al suo corpo?»

Nessuno fiatò ma ci interrogammo come se si facesse la conta per estrarre il fortunato.

Blogger Recognition Award

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AlidiFarfalle e il suo splendido blog Idee in movimento ha avuto il gentile pensiero di segnalarmi per questo award, che mi pare nuovo nel panorama delle segnalazioni.

Blogger Recognition Award – Le regole
• ringraziare il blogger che vi ha nominato e inserire il link al suo blog;
• scrivere un post per mostrare il proprio premio di riconoscimento;
• raccontare brevemente la nascita del proprio blog;
• dare dei consigli ai nuovi blogger;
• nominare altri 15 blogger ai quali si vuole passare questo premio di riconoscimento;
• commentare sul blog di chi vi ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo

Il ringraziamento è scritto come pure il link.

Il post lo sto scrivendo. Se avete la pazienza di leggerlo, potete trovare l’immagine del premio stesso.

E con questo ho sistemato i primi due punti.

Come nasce il mio blog Newwhitebear’s Blog – Poesie e racconti: i colori della fantasia

Il blog ha una storia lunga dieci anni e molti mesi. Nasce per scommessa con me stesso. Pensavo che nessuno l’avrebbe letto, quando ai primi del 2007 – sì avete letto bene 😀 – ho scritto il primo post sul sito di Microsoft Windows Space Live. Credo che fosse una poesia. Anzi no una curiosa riflessione vi lascio il link se qualcuno volesse leggerla. Parlavo di scommesse. Scommessa vinta dal blog e persa dal sottoscritto. In poco tempo avevo un bel po’ di seguaci che leggevano e commentavano. Con qualcuno ci sono stati anche scambi di mail. Un bel successo che mi ha messo apprensione. Dopo due mesi ho deciso di farlo morire di inedia. Ma il richiamo era troppo forte. A maggio dello stesso anno sono finito su quella splendida e sempre rimpianta di Splinder. Un posto davvero speciale dove c’erano persone speciali. Da lì non mi sarei mosso, nemmeno a cannonate, se la piattaforma non fosse defunta. Il passaggio su WordPress è stato naturale, perché Microsoft aveva chiuso la sua e traslocato coattamente qui. Ma questa è storia recente si fa per dire: gennaio 2011. Niente di speciale dunque ma una lunga storia

Anche il terzo punto è andato in porto. Ragazzi che fatica ricevere le nomine.

Consigli a nuovi blogger

Consigli per gli acquisti? 😀 Consigli per i blogger? Qualcuno me ne suggerisce di validi per me, perché sono ancora un apprendista blogger. L’unico suggerimento, niente consiglio – brutto vocabolo -, è dimostrarsi cortesi e gentili con gli altri blogger, accettare le loro opinione senza recedere dalla propria, rispondendo in modo educato. Il resto viene da sé. Ognuno deve trovare la propria identità sul web senza crearsi un alter ego difforme da quello che si è.

Qui è stata dura. Dare dei consigli? È una bella impresa ma proseguiamo.

La nomina di 15 blogger? La salto, perché tutti sono nominati. Siete tutti nel mio cuore, quindi niente scelte antipatiche.

L’ultimo punto è più facile. Un commento l’ho lasciato. Un secondo mi fa piacere.

In risposta a un perfettamente logico

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L’amica Ale in arte Musa in un suo commento al post su Caffè Letterario risponde così a una mia osservazione

Perfettamente logico non ammette repliche

Ovviamente il perfettamente logico vale per me e non per gli altri. Quindi scrivo questo piccolo pezzo per spiegarlo. Tuttavia prima di addentrarmi nella riflessione devo fare alcune premesse doverose.

La prima mi piace scrivere ma non sono uno scrittore La spiegazione va da sé.

La seconda è che le mie storie nascono da spunti, idee o pensieri, raramente indotti da altri, come nel caso Il mazzo di fiori. Non riesco a programmare qualcosa a tavolino.

La terza è che conosco l’inizio e la fine della storia. Quello che sta in mezzo è un mare ignoto e segue le regole della fantasia. Anche questo depone a favore della prima premessa.

La quarta è che non racconto mai storie personali. Questo non significa che non possa inserire nel contesto pensieri, sensazioni, situazioni  o eventi personali oppure descrivere luoghi che conosco perfettamente.

Veniamo al post che ho pubblicato su Caffé Letterario in tre parti (prima, seconda e terza). Spulciando tra i tanti appunti, ho trovato una vecchia traccia, poche righe di un incipit mai andato oltre, e ho deciso di svilupparlo in tre parti per Caffè Letterario – tre erano le date da coprire. Ho scritto subito, come faccio di solito, le righe finali, giocando sui due personaggi: Dario, la voce narrante, e Antonella, la voce virtuale. Perché ho scritto quel finale, senza conoscere cosa stava tra l’inizio e la fine? Primo ho pensato a Dario, come un uomo sposato felicemente e con prole. Secondo Antonella è una donna dal carattere impulsivo e che ama ottenere quello che desidera e non accetta le sconfitte. Con queste tracce dei due personaggi era possibile un finale diverso? Certamente, e forse in linea col mondo di ragionare dei ragazzi d’oggi. Come? Dario lascia la famiglia e si butta tra le braccia di Antonella. Però che prospettive potevano esserci per loro? Nessuna. Sarebbe finita come finiscono tante storie di oggi. Litigi, separazioni e dolori in quantità.

Vediamo il percorso logico dei due personaggi. Lo scatto iniziale di Antonella è sicuramente dovuto al fatto che ha compreso che Dario non può essere il suo uomo. Quindi non sarebbe riuscita a raggiungere il suo obiettivo. Dario ha con quel finale il sussulto di riprendere la sua vita per i capelli, prima che sia troppo tardi. Quello che sta in mezzo è il percorso razionale che spiega l’incipit e la fine. Naturalmente io, calato nei panni di Dario, avrei fatto quello che ho scritto nel finale. Ecco il perfettamente logico spiegato.

Intervallo

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Non ci sono spot pubblicitari, né pecore al pascolo ma semplicemente qualche foto del mio giardino per allietare l’attesa dell’uscita della nuova puntat de Il mazzo di fiori.

 

Il melo fiorito  I fiori del mio melo nano durante la fioritura primaverile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il timo in fiore  Il timo in fiore. Uno spettacolo!

 

 

 

 

 

 

Rosa in fiore  Rosa in fiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stella di Natale  Ecco la mia stella di natale che per il terzo anno ha fiorito

 

 

 

 

 

 

 

Orchidea in fiore ottobre2013 (93)  Orchidea in fiore

 

 

 

 

 

 

 

Orchidea in fiore -2

Rosaio bianco rampicante

 

 

 

 

 

 

 

Rosaio bianco rampicante

 

Rosaio antico

 

 

 

 

 

 

 

Rosaio antico

Rosaio rampicante rosso

 

 

 

 

 

 

 

La contropparte rossa di quello bianco. I petali sono di velluto

Settembrini con farfalla

 

 

 

 

 

 

 

Settembrini con farfalla

La ricreazione è finita.