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comunicato di servizio

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Con l’avvento del GPDR – il nuovo regolamento europeo sulla privacy – si stanno verificando casi di malfunzionamento nel commentare i blog e me ne scuso. Vorrei farlo ma non riesco.

Qualcuno è stato risolto, altri restano pendenti. Mi riferisco i seguenti blog

Nadia Banaudi, Elena Ferro, Primula e Farovale ma potrebbero essercene altri.

Tutti questi blog hanno in comune una gestione particolare dei commenti. Non viene richiesta l’autenticazione tramite Gravatar ma secondo un protocollo diverso, che ignoro. Prima del 25 maggio, momento topico, io commentavo, compariva il mio avatar e compariva la scritta ‘sto inviando il tuo commento’ che dopo qualche secondo spariva e compariva il commento – moderato oppure no – in coda o in cima.

A partire da quella data, non si apre nemmeno la finestra dei commenti per il blog di Nadia e di Elena, mentre per Primula e R0 con una piccola modifica sul browser si apre la finestra di dialogo ma mi segnala un errore sullo script.

Prima di proseguire ricordo che uso Linux – Ubuntu – con Firefox. Aprendo invece l’altro PC, diciamo di emergenza, in ambiente Win10 col medesimo browser ce la faccio a commentare.

A questo punto ho cominciato a investigare sul perché e ho visto che lo scripts, l’oggetto che gestisce il commento, è diverso nei due sistemi operativi. E’ come se wordpress, quello a pagamento, inviasse due scripts differenti a seconda del sistema. Ulteriore dettaglio Nadia e Elena hanno il suffisso it e Primula e R0 com

Nel primo caso – .it – lo scripts è sballato completamente, nel secondo, .com , lo scripts non sa dove tornare. Ovviamente sono stati usati due script diversi per i due domini differenti. Mistero della fede, pardon di WordPress, perché usi cose diverse per fare la medesima cosa solo perché uno è .it e l’altro .com – ma vale anche per il .net che si comporta come il .com

Chi avesse avuto la pazienza di leggermi, probabilmente avrà già il mal di testa e avrà smesso di leggere. Li capisco perfettamente perché sono cose tecniche che vanno lasciate ai professionisti e non all’utente finale.

A questo punto mi arrendo, per due motivi. Il primo non posso correggere lo scripts ma lo può fare solo WordPress. Il secondo non posso segnalare a WordPress il problema.

Posso provare ad analizzare il problema relativo .com tramite il wp sul mio sito ma non garantisco di arrivare a soluzione per mancanza di tempo e poi non so se mi daranno ascolto, visto che non pago un centesimo per l’uso.

L’unico suggerimento che posso dare è quello di transitare tramite gravatar, che non dà problemi. Come? Modificando la gestione dei form dei commenti almeno credo, come fa la stragrande maggioranza di quelli a pagamento.

Nel mentre queste quattro blogger mi dovranno scusare se leggo ma non commento. Non posso. proverò a lasciare solo un like se me lo consente.

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qualcosa di utile?

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la mia stella di Natale fotografata oggi – foto personale

Penso di fare qualcosa di utile condividendo questi link.

Carmen Laterza tiene un blog http://libroza.com/blog/ dove parla di cose libresche. Suggerimenti per l’aspirante scrittore.

Interessanti senza dubbio, perché in forma semplice dà delle preziose indicazioni su come scrivere una storia.

Di seguito fornisco una serie di link di varia natura. Naturalmente per i curiosi c’è la possibilità di scovare altri articoli correlati a quelli proposti.

Le sequenzecosa sono? Sono porzioni di senso compiuto in cui può essere suddiviso un testo narrativo.

http://libroza.com/le-sequenze-cosa-sono-come-usarle/

I generi letterari… credo non ci siano spiegazioni se non leggere il post

http://libroza.com/generi-letterari-del-romanzo/

Incipit… il biglietto da visita della storia.

http://libroza.com/come-scrivere-un-incipit-avvincente/

Tutti abbiamo i cinque sensi e li usiamo tutti i giorni. Perché non usarli anche nelle nostre storie?

http://libroza.com/la-descrizione-sensoriale-usare-i-5-sensi-per-descrivere/

Ognuno di noi prova delle emozioni felici oppure dolorose. Anche i nostri personaggi, che sono i nostri figli, sono essere umani e avvertono le nostre stesse emozioni

http://libroza.com/narrare-le-emozioni-dei-personaggi/

Il punto di vista è l’angolazione, la visuale che l’autore offre al lettore, affinché possa immergersi nella nostra storia.

http://libroza.com/come-scegliere-il-punto-di-vista-giusto/

Ma se andate sul suo sito troverete altri articoli interessanti e, perché no?, anche utili al lettore.

Considerazioni libresche

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foto di Veronica

Vorrei fare alcune considerazioni sulle due kermesse libresche concluse da poco. Premetto che non le ho viste nessuna delle due. Non mi interessa riportare cifre o dire chi ha vinto, perso, ecc. Semplici pensieri nati dalle letture di blogger, media o altro.

1) Quando c’è sana concorrenza, le idee nascono, si sviluppano e fioriscono. Concorrenza significa competizione e non urlare più forte. Credo che di questo il salone di Torino abbia trovato lo stimolo per migliorarsi, per produrre un prodotto che possa piacere. Forse se non ci fosse stata la scissione e di conseguenza lo stimolo, non avrebbe saputo innovarsi e offrire qualcosa di nuovo. Riavvolgere il nsatro del tempo è fatica inutile.

2) Se ‘tempo di libri’ non ha suscitato entusiasmi si è voluto bocciare l’arroganza di Mondazzoli e Gems, le quali ha creduto che sarebbe bastato il loro nome per attirare gli amanti del leggere. Non hanno capito che il lettore non si guida al guinzaglio come un docile cagnolino ma ama spaziare libero senza imposizioni. A parte uno di loro, non ho letto autocritiche ma solo giustificazioni. ‘Abbiamo avuto poco tempo’, ‘questa era l’edizione zero’. Però un merito l’hanno avuto: stimolare Torino a innovarsi. E non è poco!

3) si dovrebbe insegnare ai signori del marketing che i numeri vanno letti come si leggono le storie. Istat ha certificato che 59% degli italiani non legge un libro. Dico leggere e non comprare. Due cose distinte. Rispetto a dieci anni fa il numero dei non lettori è cresciuto del 5%. Ma solo il 14% legge con una certa regolarità (dieci anni fa erano il 15%). Intendo quella fascia di persone che leggono almeno un libro al mese. Non vi annoio con i dati per età che sono sconfortanti. In soldoni i giovani sono il 10% circa della popolazione presa in esame, mentre migliora la percentuale tra gli over cinquanta – due persone su dieci. Quindi le kermesse vanno tarate su questi numeri. Il radical chic che compra il volume X, reclamizzato in TV, sui media in genere e che lo ripone intonso in libreria a prendere polvere, difficilmente si scomoderà per unirsi alla folla festante che frequenta i saloni del libro. Al massimo segue distaccato qualche conferenza di un vip. Il lettore forte, quello che legge almeno un libro al mese, cerca testi fuori dalle righe e sarà anche quello che affollerà le kermesse libresche. Se queste sono piatte, tendenzialmente le eviterà. Se invece sono interessanti, vicino al loro modo d’intendere la lettura, farà in maniera di andarci.

4) La competizione o la concorrenza in Italia è vista in due modi. Urlata, isterica, ricca di colpi bassi oppure addormentata con qualche sonnifero in maniera che lo status quo rimanga invariato e non disturbi il manovratore.

In conclusione i due saloni possono coesistere ed entrare in una competizione d’idee virtuosa se sapranno darsi un target e un’identità precisa in date distanti, senza tentare di forzare la mano o inglobare l’altro con la forza. Devono seguire il lettore e non costringerlo alle loro logiche editoriali.