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Diana Gabaldon e i numeri

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Ho letto due libri della Gabaldon sulla saga Outlander. Il quarto, Il cerchio di pietre, e il primo, La straniera, per la precisione.

Naturalmente non letti nella sequenza giusta. Ma sono fatto così. Non cambierò mai. Leggere un sequel di libri non è nelle mie corde. Al limite li leggo tutti ma in ordine sparso. Forse non sarà così in questo caso ma non si sa mai che decida la lettura degli altri otto.

Però ho anche il grave vizio di leggere i numeri e che questi siano in sequenza giusta. Ci faccio molta attenzione e sbuffo quando l’autore o l’autrice combina qualche pasticcio. Con pignoleria segno date e orari e verifico che siano coerenti tra loro.

La Gabaldon in effetti ha combinato qualche errore.

Senza fare uno spoiler della storia, per questo vi lascio alla lettura delle sinossi, faccio un breve riassunto del primo e del quarto libro per inquadrare meglio i miei dubbi.

Claire Randall in vacanza col marito nella Scozia nell’ottobre 1945 si trova risucchiata dal tempo nell’anno 1743. Qui comincia la sua straordinaria avventura sposando uno scozzese, Jamie Fraser, una specie uomo di ferro che non si piega mai, resistente alle frustrate, alle ossa spezzate, ai chiodi piantati nelle mani. Dunque la nostra è bigama con la benedizione di tutti, ma non è questo l’argomento del pezzo. Nel primo volume la storia si snoda fino ai primi mesi del 1745. Quello che avviene nel secondo e nel terzo lo ignoro, non avendoli letti. Il quarto la storia ci proietta dopo la battaglia di Culloden, 16 aprile 1746, con Claire incinta che ritorna nel mondo reale nell’anno 1948. Tralascio tutte le avventure e disavventure di Jamie, anche se nutro qualche dubbio sulla loro sequenza. Claire ricompare vent’anni dopo, anno 1968, tanti sono gli anni di Brianna, la figlia nata dall’amore tra Claire e Jamie dopo il suo ritorno nel mondo reale. Decide di tornare indietro nel tempo alla ricerca di Jamie. Cosa che le riesce benissimo. Nuove avventure e disavventure della coppia.

Qualcuno potrebbe pensare che non ci sono stranezze in tutto questo.

Vediamo qualche numero e situazione.

Nel 1945 Claire, infermeria di guerra, ha trentacinque anni e fa da svezzatrice a un giovane Jamie, vergine di sesso e la cui età è di difficile diagnosi. Potrebbe avere diciassette o diciotto anni, da come è presentato a letto la prima volta, perché ignora tutto di come è conformata una donna, ma forse ne ha quattro o cinque anni di più. Quindi nel 1968 gli anni diventano cinquantotto, anche se non sono mai detti esplicitamente. Basta fare una semplice differenza e poi una somma. L’abbiamo lasciata infermiera e la ritroviamo dottoressa e baby pensionata. Non male come carriera in vent’anni.

Una donna a cinquantotto anni non è vecchia ma neppure giovane. Però ha ancora gli ormoni in fibrillazione visto l’impegno, l’intensità e la passione che mette nel fare all’amore con Jamie quando lo ritrova. In certi momenti fa concorrenza a un adolescente in preda a una tempesta ormonale. Dimostra di avere un fisico notevole, perché cammina per decine di miglia a piedi con qualsiasi tempo.

Insomma dà dei punti a tutte le giovincelle in calore.

D’accordo. La storia richiede anche questo ma in effetti fa un po’ sorridere l’ardore di Claire.

Nel primo libro non ho capito bene se si tratti di un refuso oppure di altro. Geillie Duncan, da tutti ritenuta una strega per la vaccinazione antivaiolosa ricevuta, prima di essere bruciata dice ‘uno, nove, sei, sette’ che Claire, sua amica, interpreta come 1967. Claire ha intuito che Geillie ha fatto il suo stesso percorso risucchiata dal tempo. Ammesso che sia una data, che senso ha quell’anno, quando in realtà era il 1946, essendo passato un anno da quando Claire era piombata nella Scozia del 1743? Non può essere quello reale, né quando Geillie era finita nella Scozia di inizio settecento, si presume almeno quattro o cinque anni prima di Claire. Neppure l’anno del ritorno di Claire nella Scozia post battaglia di Culloden, come abbiamo visto è il 1968. Insomma un numero sparato a caso e un’arbitraria interpretazione di Claire.

Credo che la Gabaldon bari cinicamente giocando su due fattori. Il primo è che i libri sono distanziati temporalmente e quindi al lettore possano sfuggire questi dettagli. Il secondo è che il lettore preso dalla storia e dai colpi di scena non bada a questi particolari, bevendosi tutte le incongruenze temporali.

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La notte di San Giovanni

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Il primo fiore di San Giovanni (iperico) della mia siepe – foto personale

Stanotte tra il 23 e 24 giugno si celebra la notte di San Giovanni. Una notte tra sacro e il profano, carica di riti esoterici che si tramandano dai tempi remoti.

Una notte sentita in quasi tutta l’Italia ma anche all’estero, in particolare in gran Bretagna. La celebre opera di Shakespeare ‘Sogno di una notte di mezza estate’ è ambientata proprio stanotte.

Una festa che ha radici lontane nel tempo e che la chiesa cattolica ha fatto propria, come quella corrispondente del 25 dicembre.

In questa notte, che è anche la più corta dell’anno, si celebrano molti riti che di sacro hanno ben poco ma di profano moltissimo.

«La note de San Zuene
destina mosto, sposalizi, gran e pane.
»

È un proverbio veneto dove in questa notte magica si possono trarre gli auspici per l’anno che inizierà il 24 giugno.

Sarà possibile per le donne nubili, come si diceva in tempi antichi, vedere il volto di colui che la sposerà nel corso dei prossimi dodici mesi. Come? Prendendo un bacile riempito di acqua fresca, dove si faranno colare delle gocce di cera da una candela bianca. Esposta alla ‘guazza’ di San Giovanni, alla mattina di potrà vedere il volto dell’amato. Funziona? Non lo so ma qualcuna ci crede.

Per i contadini, quelli di una volta, osservare come la rugiada della notte, la ‘guazza’, si deposita sul grano pronto alla mietitura, sul granoturco che comincia a crescere, sui grappoli appena accennati dell’uva è un modo di divinare come andrà la stagione agricola.

Poi c’è il fiore di San Giovanni, l’iperico, bellissimo ma effimero. La rosa canina e tanti altri fiori raccolti sul far dell’alba, ancora bagnati dalla ‘guazza’ vengono immersi nel solito bacile d’acqua rimasto all’aperto durante la notte. Da come si disporranno si possono trarre auspici nel bene e nel male. Non chiedetemi come.

Però è anche la notte delle streghe.

«Chi nasci la note de San Zuene
no vedi strighe e no sogna fantasme.
»

Chi nasce tra il 23 e 24 giugno avrà doti straordinarie.

Però in molte località d’Italia è la notte dei falò che celebra le streghe bruciate sul rogo. Tuttavia è anche la notte in cui le streghe possono girare libere e leggere le carte o le mani delle persone.

In Romagna si festeggia durante questa notte come a San Giovanni a Marignano dove i banchetti di cartomanti leggeranno nelle carte il futuro dell’anno alle persone oppure a Cesena, dove la festa dura diversi giorni.

La notte di San Giovanni in Veneto le ragazze che avevano più di un pretendente scrivevano i nomi dei loro spasimanti su foglietti distinti. Li piegavano in quattro e li gettavano in un bacile d’acqua esposto alla guazza di San Giovanni. Il bigliettino che a contatto l’acqua si apriva per primo, conteneva il nome dell’uomo “giusto”. Per iI maschi, invece in questa notte dovranno cogliere foglie di maggiorana, verbena e valeriana, farle seccare al sole, ridurle in polvere. Al momento che giudicheranno propizio, dovranno gettare questa polvere addosso alla donna desiderata. Dicono che il successo sia garantito.

Insomma il sacro, la celebrazione di San Giovanni Battista, è sovrastata dal profano con le sue innumerevoli manifestazioni.

EAP o auto pubblicazione?

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La blogger Grazia e il suo blog La Grazie un libro un metodo mi ha offerto lo spunto per parlare di EAP (Editori A Pagamento), di auto pubblicazione e crownfunding. Sulla diatriba tra EAP e auto pubblicazione le contrapposizioni sono vecchie, almeno per me, e risalgono ai tempi eroici di Anobii, il social dei lettori, quando funzionava male ma era a misura dei lettori. Ricordo discussioni feroci che alla fine lasciavano i fan dei due campi con le loro idee contrapposte,

Spiego cos’è un EAP. Sono editori che pubblicano testi facendosi pagare la tiratura iniziale. Diciamo che si garantiscono un guadagno certo. In altre parole evitano i rischi d’impresa. Un modo furbo, secondo me, di assicurarsi lo stipendio.

L’auto pubblicazione usa piattaforme ad hoc, ai tempi di Anobii c’era solo Lulu che dettava il passo e in Italia Symplicius, l’antenato di Streetlib. Dove si annida il guadagno delle piattaforme? Dalla vendita dei testi, carta o ebook, da cui ricava qualcosa pochi centesimi e in compenso offre ISBN gratis, non tutte, e la distribuzione del testo. La loro forza sta nel numero di autori che pubblicano.

Il crownfunding è, secondo il mio parere, una forma raffinata di EAP. Perché? L’autore per pubblicare deve trovare in un periodo limitato di tempo un certo numero di lettori disponibili a comprare a scatola (quasi) chiusa il testo. Il numero non è mai casuale ma frutto di un calcolo economico. In altre parole compensa quello che viene offerto in cambio – editing e copertina – più qualcosina. Perché più raffinato rispetto a EAP? Nel mondo EAP l’autore si compra a caro prezzo tutte le copie stampate, nel crownfunding sono i lettori che si fanno carico di acquistare la tiratura.

Trascurando al momento il crownfunding, appuntiamo l’attenzione su EAP e auto pubblicazione.

Sfato subito un mito: l’auto pubblicazione a costo zero. Non è vero e ne vedremo poi il motivo.

L’auto pubblicazione ha, secondo il mio modesto parere, due punti determinanti.

1. l’autore investe su se stesso, esattamente come dovrebbe fare una casa editrice seria. Si comporta come se aprisse un’azienda investendo denaro e tempo.

2. l’autore gestisce la propria opera senza scendere a patti con nessuno. I diritti rimangono a lui, mica cotica questo aspetto, i pagamenti sono trasparenti e puntuali. Ad esempio oggi ricevo da Smashwords una mail che recita così

Smashwords, Inc. ti ha inviato 1,28 USD.

Messaggio da Smashwords, Inc.:

quote

Here are your Smashwords royalties for the June 2019 payment round. To claim your royalties, sign into your @@@@ account using the same email address to which this email is addressed. For a full accounting of sales connected to this payment, sign into your Smashwords Dashboard and click Sales & Payments reports.REMINDER FOR NON-US AUTHORS: The IRS requires us to have CURRENT tax certification on all foreign authors before royalties can be paid. If it has been MORE THAN 3 YEARS since you have submitted your payee information or submitted a Form W-8BEN or W-8BEN-E, please make sure to go into your Payment Settings and update your information to avoid any future delays in payments. If you have any questions, please contact the Smashwords support team by clicking the question mark “?” icon at the top of any Smashwords page.

quote

Quando arrivano messaggi simili vuol dire che qualcuno ha pensato bene di acquistare un tuo testo. Questo fa piacere. Più o meno ricevo messaggi analoghi da Amazon. Gestisci senza intermediari fastidiosi tempi e modi di pubblicazione.

Perché dico che l’auto pubblicazione a costo zero non esiste o meglio non è mai conveniente. Partendo dal presupposto che il testo sia valido, direi condizione necessaria, questo non è mai, sottolineo mai, pubblicabile senza un passaggio di editing serio. In altre parole un testo per essere pubblicabile ha bisogno di quattro figure, questo vale in qualsiasi contesto: graphic designer per la copertina, editor per l’editing del testo, correttore di bozze per eliminare i residui refusi e l’impaginatore per produrre il testo. Non sempre servono tutte quattro insieme ma l’editor deve esserci e va pagato. Se l’autore non è in grado di usare photoshop o similari, deve per forza chiedere aiuto a un graphic designer che va pagato. Il correttore di bozze è la figura meno impegnativa e più facilmente sostituibile come l’impaginatore Per il primo si assolda un beta reader, per il secondo si trova del software che aiuta. Software che è quasi sempre gratuito. Ad esempio KDP, la piattaforma di Amazon, fornisce strumenti gratuiti per creare ebook perfetti per Kindle e derivati – tablet, smartphone, ecc – con documentazione in italiano e facili da usare. Libreoffice con il supporto di Sigil, entrambi gratuiti, crea epub perfetti per gli store più esigenti. Insomma basta un po’ di pratica e questa figura la impersona l’autore.

Gli editor costano. E non ne possiamo fare a meno. Quelli più professionali sono gli editor la cui tariffa è a cartella. Un testo di circa 250 cartelle può costare dai 500 euro ai mille. Nella maggioranza dei casi sono soldi spese bene. Sotto questi livelli le mie esperienze sono negative. Ora se un EAP ti chiede circa duemila euro per ottenere, spesso, prodotti scadenti, vale la pena usarli per la copertina e l’editing e ti avanza qualcosa.

A questo punto il crownfunding potrebbe sembrare una soluzione valida meno costosa. Ma è davvero così? Intanto uno deve spendere un bel po’ del proprio tempo per racimolare in novanta giorni – di solito è così – dai 200 ai 300 lettori disposti a comprare il tuo testo se vuoi avere gratis editing e copertina. Poi non sempre i risultati sono soddisfacenti per gli acquirenti, almeno ho letto voci critiche su questo argomento. A quanto mi risulta, chi ha fatto questa scelta, non l’ha ripetuta. Qualche motivo ci sarà pure. Comunque l’autore firma un contratto editoriale che in qualche modo riduce i suoi margini di manovra.

Io ho scelto la strada dell’auto pubblicazione, perché oltre il costo dell’editing riesco a coprire le altre tre figure. È vero che per impattare la spesa dell’editor dovrei essere in cima alle classifiche di vendita, ma come tutti gli hobby e le passioni si fanno senza calcoli.

Grazie.

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Su Alchimie la blogger Marzia ha creato uno splendido video dove lei ha messo le immagini e io le parole.

Parole scritte tempo fa come un esercizio ispirato da scritture creative – peccato che da tempo tacciano.

Il mio era un testo senza molte pretese, giusto un esercizio per divertirmi. Ne è uscito un qualcosa di veramente pregevole e mi piace condividerlo con voi.

È arrivato!

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Oggi ho ricevuto la mia copia autore dell’ultimo nato: La kitsune.

Copertina La Kitsune

e questa si vede anche il retro

Fronte e retro

Ho inserito l’immagine in modo che occupi anche il retro.

Però adesso correte su amazon.it per comprarvi la vostra copia.

Il cartaceo costa 7,90€

L’ebook Kindle solo 2,99 €

Per chi ama l’epub lo trova su smashwords e kobo store a 1,99€

Copertina epub – La kitsune

Non fate i timidi.

Vi aspetto

Relax

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Ci sono. Momento di pausa in attesa di riordinare le idee e pensare a come procedere. Sto rivisitando un’altra storia vecchia – 2010 – andata perduta nel trasloco ma non credo che la ripubblicherò.

Nell’attesa di ricevere il cartaceo de La kitsune, dovrebbe arrivare venerdì, ho messo in vacanza la mente.

Per chi volesse non perdere Un caso per tre può leggere qui.

Per la Kitsune invece può leggere qui.

Insomma non potete annoiarvi

Gaudemus… habemus La kitsune

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Copertina Kindle – La kitsune

Copertina epub – La kitsune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il favoloso successo editoriale de Il caso per tre in collaborazione con Elena – Non solocampagna – ecco a voi l’annuncio che aspettavate da tempo.

È disponibile in diversi formati La kitsune, il romanzo che avrà un seguito tra poche settimane, ambientato nelle Dolomiti, alle falde del monte Antelao.

Dove lo potete reperire – mi raccomando non spingete c’è posto per tutti.

Per gli amanti del EPUB

Smashwords al costo di $ 1,99

Kobostore € 1,79

Ibooks Apple € 1,79

Tolino.de – la costola tedesca di IBS – € 1,79

e per gli amanti dell’esotico

Barnes & Noble $1,99

Per chi ama kindle

Amazon.it €2,99

Infine chi adora l’odore della carta

Amazon.it €7,90

 

pagina su Kobo

Infine un breve riepilogo di quello che ho pubblicato finora. Un po’ di pubblicità non guasta mai.

In formato EPUB

Titolo $ Isbn
Goethe e la felicità nascosta gratis gratis 9781301666591
I tre cunicoli 1,88 1,99 9781301736997
Il mazzo di fiori 1,70 1,99 9781370494514
La kitsune 1,79 1,99 9781370408887
Le linee parallele si incrociano 1,78 1,99 9781311761606
Luca e altre storie 1,27 1,49 9781370378456
Lucrezia e il racconto erotico 1,67 1,99 9781370365944
Racconti di Vita 1,67 1,99 9781370287611
Un paese rinasce 1,79 1,99 9781370474165
Un caso per tre * 1,99 2,99

* questo è disponibile nei seguenti canali

Kobo a solo 1,99€

Google libri a solo 1,99€

IBS a solo 1,99€

Bookrepublic a solo 1,99€

LaFeltrinelli a solo 1,99€

Per il formato Kindle – pagina autore

Titolo

Ebook €

Cartaceo €

Ebook $

Cartaceo $

I tre cunicoli

3,88

11,55

3,99

12

Il mazzo di fiori

2,99

8,80

2,99

10

La kitsune

2,99

7,90

3,34

8,49

Le linee parallele si incrociano

1,99

8,30

1,99

8,80

Luca e altre storie

2,99

3,31

2,99

7

Lucrezia e il racconto erotico

2,99

7,05

3,43

8

Racconti di Vita

3,31

21,84

3,49

24

Un paese rinasce

2,99

10,2

3,43

6

Un caso per tre

1,99

6,5

2,99

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Sally e Jean – Capitolo 27

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La storia è finita – Dio vuole dirà qualcuno – Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

Lilium – Foto personale

Buona lettura.

Lucy era soddisfatta. L’esame era andato benissimo, ricevendo i complimenti del professore, perché lei, unica tra gli allievi di lingua madre non francese, aveva preso la lode per la critica su Madame Bovary.

Aveva imparato bene il francese, tanto da ragionare come una parigina autentica, dimenticandosi di essere americana. Si esprimeva in maniera quasi perfetta con una parlata impreziosita dall’inflessione di chi fosse sempre vissuto a Parigi.

Non avrebbe mai immaginato un anno prima, partendo per la Francia, che sarebbe riuscita a impadronirsi con tanta proprietà di una lingua dai toni dolci e arrotondati perdendo l’asprezza gutturale della parlata americana.

Adesso doveva pensare al futuro prima di ripartire ai primi di agosto per Syracuse. E poi voleva fare la turista per godere gli ultimi scampoli di una lunga vacanza ricca di soddisfazioni e stimolante per le esperienze vissute.

I rapporti con Sally si erano normalizzati trasformandosi da conflittuali in amichevoli. La chiacchierata di chiarimento aveva prodotto i suoi effetti, perché si era fatta vedere più spesso a casa di Jean. In apparenza non aveva mostrato interesse verso di lei. Almeno questo era quello che lasciava trasparire, rimanendo fredda e distaccata nel loro rapporto. Però qualche messaggio di segno opposto l’aveva lanciato e neppure troppo velatamente.

Quando Sally arrivava, Lucy con molta discrezione scivolava via, lasciandoli soli dopo i soliti convenevoli di benvenuto. Si appartava nella sua stanza con le orecchie tappate dalle cuffie dello stereo oppure usciva.

Percepì che Sally avrebbe voluto approfondire la reciproca conoscenza, ma lei con tatto era riuscita a evitare il contatto diretto usando all’inizio come alibi la necessità di preparare l’esame senza distrazioni.

Adesso che la prova era stata superata trovava più difficile a resistere alle sue lusinghe. Quindi cercava di mantenere un atteggiamento distaccato, quasi freddo, dando l’impressione che l’episodio di qualche mese prima era stato archiviato in modo definitivo.

Lucy non desiderava combattere un’altra battaglia con Sally per vincere la guerra. Se fino a qualche mese prima avrebbe voluto guerreggiare per conquistare Jean, adesso si era resa conto che non ne valeva la pena. Era un bel uomo ma tutto sommato vanesio ma forse aveva capito che non sarebbe riuscita a scalzare Sally dal suo cuore.

Quindi rinunciò a tramare, dedicando gli ultimi giorni della sua permanenza a Parigi a frequentare Rachid. La ragazza le aveva fatto conoscere Claude, che era un bel ragazzo dai modi educati e gentili.

La sua presenza favoriva il loro incontri, perché non era facile distinguere quale delle due ragazze frequentasse. Questa era un’ottima copertura per l’amica.

A Lucy piaceva fare da paravento alla loro storia d’amore, perché percepiva buone sensazioni nel loro rapporto. Formavano una bella coppia ma nutriva molti dubbi che la storia sarebbe arrivata in porto dopo una navigazione difficile e piena d’ostacoli rappresentati da barriere sociali e culturali, che si frapponevano fra loro.

Queste sensazioni non le aveva palesate a Rachid per non creare imbarazzi inutili e prematuri. “Se il loro amore è solido” rifletté osservandoli. “Supererà ogni intralcio. Ma se è solo innamoramento, naufragherà sulla prima scogliera che incontreranno”.

Le giornate scorrevano veloci e il tempo della partenza si avvicinava. Le dispiaceva lasciare Parigi dove aveva trovato un contesto favorevole ai rapporti umani, un aspetto impensabile prima di partire da Syracuse.

Avvertiva che la sua personalità era maturata, diventando più riflessiva e attenta ai valori della vita. Aveva sperato di trovare amore e sesso che invece non l’avevano sfiorata per nulla. Questo era dipeso un po’ per scelta personale, in parte perché non aveva incontrato delle persone in linea con i suoi obiettivi.

Jean secondo lei non era adatto a impersonare l’uomo della sua vita, perché aveva capito che per lui le donne erano ‘usa e getta’. Solo con Sally le sembrò che avesse trovato il giusto equilibrio nel rapporto con l’altro sesso. Aveva notato che la loro storia si era consolidata ogni giorno di più.

Ma quali sono le mie esigenze?” si chiese in uno degli ultimi giorni di permanenza a Parigi. “Non ho ben chiaro quali siano i miei obiettivi sentimentali. Nemmeno riesco immaginare quale uomo desidero. Fare sesso solo perché lo fanno tutte non è una priorità o una motivazione stimolante”.

Forse la rigida educazione che i suoi genitori le avevano inculcato la condizionava nelle scelte. “Forse è un alibi che mi fa comodo usare per giustificare che non ho trovato l’uomo che fa al caso mio” si disse Lucy, intrecciando le mani dietro la nuca. “A volte mi scopro di sognare una donna, come Sally, che forse inconsciamente mi ha attratto. Ma è questo quello che voglio?”

Lucy socchiuse gli occhi concentrandosi su questo pensiero. “Non lo so, ma lo dubito. Se penso di essere arrivata alla mia età e sono vergine in tutti i sensi, la questione mi deve costringere a ragionare su questi aspetti della mia personalità. Però ora devo pensare al mio futuro e agli obiettivi che vorrei raggiungere e che mi sono imposta”.

La sua idea era quella di un secondo anno a Parigi che le sarebbe stata utile per conseguire il suo PH.D per proseguire nella carriera accademica. “La convivenza con Jean mi ha fatto risparmiare un bel gruzzolo, che sarebbero benedetti qualora i miei genitori non fossero d’accordo per un secondo anno alla Sorbonne” si disse, facendo un rapido calcolo. “La possibilità di ripetere nel prossimo ottobre il sodalizio di quest’anno sono migliori rispetto a qualche settimana fa. L’ostacolo Sally è stato rimosso. Ho un paio di giorni per riflettere”.

Lucy girò da turista gli ultimi due giorni prima di prendere il volo verso New York.

Le rimaneva un giorno per sciogliere i dubbi e procedere all’iscrizione per il prossimo ottobre. Ne avrebbe parlato stasera con Jean, se c’era, e telefonato ai genitori per strappare il loro consenso.

Adesso si godeva l’aria di Parigi.

FINE

Sally e Jean – Capitolo 26

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Ancora un piccolo sforzo e poi tutto sarà finito. con vostra grande gioia. Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

Sally

Jean capì che era Sally la donna che desiderava. Lucy poteva essere un capriccio. Troppo gelida e attenta per essere passionale.

«È la gelosia e non la supposta attrazione che ti ha impedito di tornare qui e stare con Jean?» chiese senza troppe perifrasi Lucy, osservando le loro espressioni per cogliere sfumature e variazioni di umore.

Alla sua esternazione Jean e Sally abbracciati rimasero muti.

«Chi non è geloso?» affermò con impeto Lucy guardando la coppia seduta sul divano. «È da stronzi credere all’affermazione di quello che dichiara di non essere geloso! Se manca il senso del possesso, viene meno pure il desiderio verso l’altra persona. Però c’è un limite affinché la gelosia non soffochi l’amore. È il rispetto verso il compagno, la sensazione che il possesso non prevarichi la libertà dell’altro. Capisco che, vedendomi in modo inaspettato, sia nato il sospetto che Jean ti avesse teso una trappola. Hai percepito gelosia verso di me, una donna, che non conoscevi e che avrebbe potuto contendere il tuo possesso».

Lucy stette in silenzio, osservando sia l’uno che l’altra, sperando in una replica alle sue tesi esposte con foga e sincerità.

Però nessuno dei due fiatò.

«Non è mia intenzione corteggiare Jean per conquistarlo» affermò calmando il tono della voce, sapendo di mentire. «Se questa fosse stata la mia intenzione, l’avrei fatto prima con discrete possibilità di successo. Quindi tranquillizzati. Prima di ritirarmi nella mia stanza vorrei aggiungere questo».

Jean tenendo abbracciata Sally le fece un cenno di lasciarli soli, di non proseguire nella discussione. Lucy comprese il messaggio.

Lui si sentiva preso tra due fuochi e non desiderava creare ulteriori attriti tra le due donne.

«Sono contento» affermò Jean rompendo il silenzio. «Sono contento che vi siate chiarite. In fondo erano problemi creati dall’immaginazione senza fondamenti reali. Vado a prendere tre coppe e la bottiglia di champagne per brindare alla ritrovata armonia».

E si alzò sparendo in cucina.

Lucy si avvicinò a Sally per abbracciarla e sussurrarle il suo disappunto per avere creato queste crepe nel rapporto con Jean.

Lei di rimando la baciò con trasporto e disse: «Ho capito che sei una ragazza sincera e spero che in futuro possiamo diventare delle buone amiche. Le mie erano solo sensazioni distorte da uno stato d’animo instabile e confuso».

Lucy abbozzò un falso sorriso, perché aveva sperato di battere la rivale. Se voleva rinnovare il sodalizio con Jean a ottobre doveva mostrarsi felice della ritrovata armonia tra loro.

«Ah! Avete finto di rappacificarvi affinché io mi allontanassi per potervi abbracciare e strapparvi i capelli!» esclamò ironico Jean di ritorno con le tre coppe e la bottiglia.

Aveva capito che era solo una tregua ma andava bene così, mentre Sally lo guardò in malo modo per la battuta sarcastica.

Lucy intuì che tra loro si stava stabilendo una complicità che si sarebbe consolidata nel tempo. Quando non lo sapeva con certezza, perché tra poco avrebbe fatto ritorno negli States. “Ma è quello che cerco?” pensò Lucy, mentre i dubbi continuavano a vagare nella sua mente, sollevando senza piacere la coppa per brindare alla ritrovata armonia. “Non è l’amore verso una donna lo sbocco della mia sessualità. Né credo che sia il suo pensiero, perché vedo tra loro un vero rapporto tra uomo e donna. Dunque è quella sensazione che lei ha definito come attrazione? Ora è meglio che non ci pensi più e mi concentri sull’esame che dovrò sostenere tra due settimane”.

Sally baciò con ardore Lucy e Jean prima di brindare, mentre Lucy sollevò la coppa e aggiunse: «Che vi porti fortuna! Vi auguro ogni felicità e gioia possibile. E spero che duri tutta una vita».

Jean le invitò a sedersi accanto a lui perché desiderava ringraziarle, anche se percepiva che la famosa attrazione era scoccata ancora una volta. “Pazienza” si disse “forse ci sarà minore tensione tra loro. Ma almeno non dovrò subire la pressione della gelosia. Se il mio rapporto con Sally durerà, sarà il tempo il migliore giudice. Se Lucy il prossimo ottobre vorrà tornare, avrò meno grattacapi per un sì o un no ragionato. Aspettiamo e pazientiamo”.

Egoisticamente pensò che alla fine non ci rimetteva nulla se tra le due donne fosse nata una complicità. Lui si trovava bene con Sally perché il rapporto era sincero senza ossessioni da entrambe le parti. L’intesa sessuale era più che buona, le discussioni tra loro erano pacate, i loro discorsi vertevano su argomenti interessanti e variegati. In conclusione non c’erano motivi di attrito, a parte la presenza di Lucy in casa. Se tra le due donne veniva a cessare l’immagine conflittuale, anche questo aspetto perdeva d’importanza.

«Vi lascio soli» affermò Lucy, ritirandosi a meditare su Madame Bovary.