Archivi giornalieri: 17 settembre 2019

Citazione 3 e altro ancora

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Qualche altra perla tratta da Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo” di Douglas Adams, trad. Laura Serra, ed. Mondadori.

Sapeva che, come genitore, doveva dar fiducia a sua figlia, cercare di costruire un senso di reciproco rispetto e sicurezza nel loro rapporto. Aveva avuto la sgradevole sensazione che un simile comportamento fosse da idioti, ma l’aveva adottato ugualmente; e in effetti era risultato un comportamento da idioti. Vivendo si impara. In ogni caso, si vive.

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Quando la caccia a nuove fonti di energia era divenuta spasmodica, un giovane brillante aveva compreso d’un tratto che uno dei luoghi in cui l’energia disponibile non era stata tutta consumata era… il passato

A questo punto qualcuno si pone o forse mi vorrebbe porre una domanda: “Ma che cavolo di testo è questo?”

Cerco di soddisfare la vostra curiosità. Nessuno è curioso? Va bene ma la soddisfo lo stesso.

Cosa non è. Non è un romanzo di fantascienza nel termine canonico che siamo abituati a pensare. Tanto per esemplificare. Non è tipo Guerre stellari, Star Trek o i romanzi di Urania. È altra roba.

Cosa è. È un romanzo di fantascienza. Ma se hai appena scritto che non lo è. Sì, lo è ma è umoristico, di un umorismo graffiante e a tratti surreale che cerca di sbeffeggiare pensieri e persone con i loro stereotipi e le loro passioni. Il bersaglio è il pensiero comune. È sufficiente il titolo che rispecchia fedelmente quello originale The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy.

Questo testo non nasce come libro scritto ma è l’adattamento delle prime quattro puntate della serie radiofonica omonima sulla BBC del 1978. Visto l’enorme successo ottenuto tra il pubblico Douglas Adams lo pubblicò a Londra nell’ottobre del 1979. Il titolo deriva da una guida turistica galattica scritta in forma di enciclopedia, che gioca un ruolo fondamentale nella trama del romanzo e di quelli successivi. Si perché a questo sono seguiti altri cinque romanzi che sulla falsariga del primo continuano a narrare le imprese un po’ cervellotiche dei vari personaggi. Ovviamente anche i titoli successivi hanno avuto un primo passaggio sulla radio prima di approdare nella versione cartacea. Lo serie radiofonica è terminata nel 2009. Esiste anche l’omonima serie televisiva e un passaggio sul grande schermo.

Però torniamo alla nostra guida, che sulla copertina reca la scritta. DON’T PANIC. È un ebook reader ante litteram, visto che siamo nel 1978!

Già l’incipit è tutto un programma.

«Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.»

Il protagonista, Arthur Dent, si oppone a un’insensata costruzione stradale ma in realtà rischia di più perché l’Ente Galattico Viabilità Iperspazio deve demolire la Terra per far posto a un’autostrada interspaziale. Insomma se gli umani sono cretini, gli alieni non sono da meno. Questo rappresenta il punto di partenza del primo testo. Ovviamente non spoilerò il seguito, lasciando il gusto della lettura a chi volesse leggerlo.

Dei sei testi, io ho comprato l’ebook che li raggruppa tutti ma ci sono anche i sei cartacei singoli, ho apprezzato il primo che dà il nome all’intera saga e il quinto Praticamente innocuo. Gli altri sono gradevoli da leggere ma meno graffianti di questi due.

Ci sarebbe anche un settimo testo, E un’altra cosa… un romanzo di Eoin Colfer che completerebbe la saga della scombinata compagnia di giro che anima il sei testi della Guida galattica per autostoppisti. La volgata narra che Douglas Adams avrebbe voluto concludere la saga raggruappando i vari personaggi, Arthur Dent, Ford Perfect, Zaphod, Trillian McMillian, Random figlia di Trillian e Arthur, Fenchurch e il robot depresso Marvin, nell’ultima avventura. Tuttavia la morte prematura di Adams non ha permesso questo. Allora Colfer avrebbe raccolto il testimone e scritto il romanzo conclusivo.

Io l’ho trovato divertente, ironico e pungente ma anche innotivo nel linguaggio, anticipando molti temi di attualità e dispositivi che vedranno la luce molti anni dopo la stesura di questi testi. Intelligenza artificiale, computer parlanti, reader e altro ancora.

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