Sally e Jean – Capitolo 6

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Nuovo capitolo della saga. Gli altri li trovi qui

Buna lettura e Serena Pasqua a tutti voi.

File:Velikonoční vajíčka malovaná voskem.jpg

Tratto da Wikipedia – opera di Cheva

 

«Chi è Lucy?» ribatté Jean imitando la voce di Sally, mentre continuava la sua opera di perlustrazione nella bocca di Sally in maniera delicata e discreta, nonostante non sembrasse apprezzare. La strinse forte tra le sue braccia.

Jean le fece percepire tutto il calore che emanava col corpo e con la mente, mentre lei scivolava via con la testa tra pensieri e sensazioni che non aveva conosciuto nell’ultimo anno.

Scoperto l’inganno di Pierre, le era parso di scendere nell’inferno attraversando tutti i gironi dei dannati finché non aveva toccato il fondo. Aveva stazionato per giorni a rosolarsi con la fiamma di un amore tradito finché non si era riscossa dall’apatia. Trovando la forza di risalire in superficie.

Mandò al diavolo quel mentitore perché non voleva finire i suoi giorni tra i depressi. Analizzò cosa aveva sbagliato nel rapporto e quando aveva commesso l’errore fatale. Non aveva nulla da rimproverarsi, a parte l’ingenuità di non essersi informata prima su Pierre, quando qualche campanello d’allarme aveva squillato nella sua testa. Quando lei aveva cominciato a pressarlo perché la relazione diventasse un preludio alla convivenza, Pierre era diventato sfuggente senza che lei si fosse allarmata. Aveva attribuito questo raffreddamento al fatto che Pierre non si sentisse pronto a vivere con lei. Ecco l’errore che rischiava di pagare caro. Non provava odio verso di lui ma solo il rancore perché aveva tradito la sua fiducia.

Chiusa questa parentesi della sua vita, Sally decise di bandire la parola amore per concentrarsi con umiltà e tenacia sul lavoro che aveva trascurato durante la relazione con Pierre. Eliminato quello che non era propedeutico alla sua essenza femminile, si era sforzata di vivere in allegria.

Era uscita a fatica dal tunnel, nel quale si era in modo volontario infilata, quando quindici giorni prima aveva conosciuto Jean che aveva avuto il potere di riconciliarla con la parola ‘amore’.

Quando le era sembrato che la stesse conducendo verso il paradiso, era apparsa quella donna della quale ignorava l’esistenza e il ruolo in casa. Si domandò chi era e perché Jean non gliene avesse accennato. Questa mancanza non poteva perdonarla, anche se ammise che sarebbe stato stupido da parte di Jean presentarla con tanta naturalezza, qualora ci fosse stato un rapporto più stretto.

Sally era tormentata tra il pensiero di Lucy e le dolci carezze di Jean, che la stava portando nel paradiso dei sensi.

Aveva gli occhi chiusi e la bocca appena dischiusa come un bocciolo di rosa pronta ad accogliere la lingua di Jean.

L’immagine di Lucy sbiadiva nella sua mente come si dissolvono le ombre al sorgere del sole. Si lasciò andare alle emozioni dei sentimenti, mentre percepiva una mano che si insinuava come un serpente sotto la t-shirt alla ricerca dei minuscoli seni.

Gemeva e lasciava via libera alle sensazioni di benessere che salivano intriganti dal basso verso l’alto come folate di vento.

«Ho voglia di te» sussurrò con un filo di voce appena accennata. Era da troppo tempo che non assaporava i piaceri del sesso.

Jean con dolcezza la sollevò e la portò nel letto. Le tolse la maglietta, mentre lei smaniava. Poi fu il turno della t-shirt. Sally rimase in mutandine e reggiseno fra le lenzuola di lino.

Jean con rapidità di sbarazzò degli indumenti e prima d’infilarsi sotto le lenzuola, creando l’atmosfera con luci diffuse e note di musica classica. La dolcezza dei tocchi di Jean, il suono rilassante degli archi e del pianoforte e la penombra diffusa nella stanza aveva compiuto il miracolo di produrre il clima giusto per una giornata di passione.

Sally aveva adesso un unico pensiero: quello di appagare il suo desiderio di amore che le ultime circostanze avevano appannato.

La mente era confusa in modo positivo, mentre il corpo percepiva il benessere che lui le stava donando.

Jean l’aveva fatta entrare in paradiso mentre lei era pronta alla gioia dell’esplosione finale. Le sembrò un’immagine blasfema, ma la passione e la voglia di amare ed essere riamata era troppo forte per provare rimorso.

Il suo corpo si inarcò, mentre dalla bocca uscivano gemiti di piacere. Era un crescendo di sensazioni che non ricordava di avere percepito da tempo, finché l’urlo liberatorio non li fece giacere esausti tra le lenzuola stropicciate.

«Ti amo» disse Sally prima di cadere appagata in un dormiveglia gioioso.

Jean osservò quel fragile corpo che giaceva fra le sue braccia mentre il petto si muoveva come un mantice e il respiro era affannato.

“Lucy o Sally?” si domandò Jean che era incerto nella scelta tra le due donne.

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  1. Non riesci a staccare nemmeno in occasione delle feste comandate, eh? 😀 😀 😀
    Gran cosa l’ispirazione. Poi mi dici come nutri le tue muse 😉
    Buona Pasqua, Gian Paolo. A te, alla tua famiglia e agli amici che ti seguono.

    Piace a 2 people

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