Sally e Jean – Capitolo 5

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Nuovo episodio del racconto. Le altre puntate le trovate in questa pagina

Buona lettura.

tratto da https://www.petit-bateau

 

Lucy invece di prendere la linea 10 del metrò aveva preferito il bus 87, perché amava vedere le gocce di pioggia scivolare sui finestrini come invisibili fili intrecciati da una mano femminile.

Era assorta mentre la mente vagava alla ricerca dei ricordi.

Erano passati sette mesi da quando era arrivata con un volo di Air France da New York al Charles De Gaulle per iniziare il corso di letteratura francese. Fra qualche mese doveva decidere se iscriversi al corso successivo di approfondimento oppure ripartire per la Grande Mela in maniera definitiva.

I suoi genitori non erano stati molto contenti della decisione di stare un anno a Parigi, perché la consideravano ancora una ragazza da guidare e proteggere. Però si sbagliavano perché lei era molto più matura di quello che loro credevano e consapevole dei rischi che avrebbe corso.

Quando era partita aveva una prenotazione per l’Hotel D’Albe Saint Michel per una settimana, perché voleva cercare qualcosa direttamente a Parigi senza spendere una fortuna per una sistemazione confortevole.

Aiutata da un settembre soleggiato girò per Parigi senza trovare niente di suo gradimento. Allora pensò che poteva trovare un posto presso qualcuno offrendo di tenere in ordine la casa in cambio di vitto e alloggio. Comprato uno spazio pubblicitario su Le Monde rimase in attesa di una telefonata.

Ricevette molte telefonate, come si aspettava. Un certo numero chiaramente erano di disturbo, che liquidò subito, altre dopo il sopralluogo, che la fece scappare via inorridita, furono declinate con garbo e delicatezza.

Quando ormai disperava di riuscire nel suo intento, arrivò quella di Jean. Già dalla voce capì che forse aveva trovato quello che cercava, poi dall’incontro non ebbe dubbi e stipulò un contratto fatto di sguardi sinceri sancito da una vigorosa stretta di mano.

Nel giro di un paio di giorni si trasferì in un elegante appartamento in Rue de Lyon al secondo piano, comodo per raggiungere la Sorbona, nel cuore di Parigi e confortevole.

Quando telefonò a sua madre, mentì sulla sistemazione. Non poteva confessare che viveva sotto lo stesso tetto con un uomo di trentacinque anni, single e fascinoso. Per lei sarebbe stato un colpo terribile, che l’avrebbe mandata su tutte le furie ritenendola una figlia senza pudore.

Quello che non comprendeva nei genitori era questo prurito puritano e bigotto per il quale una ragazza non doveva avere contatti con l’altro sesso finché non si fosse sposata. “E come lo trovo il fidanzato?” si disse, ridendo al pensiero di una vita da monaca di clausura. “Sì, sono proprio fuori dal mondo!”

Aveva avuto un bel da spiegare che erano nel secondo millennio e che i tempi erano cambiati da un pezzo. Le donne gestivano il loro corpo con maggiore libertà e avevano i primi rapporti già a quattordici anni, cambiando boyfriend a ogni colpo di tosse.

Loro ostinatamente credevano di vivere ancora nell’America finta e ipocrita di fine ottocento senza accorgersi che era passato più di un secolo da quell’epoca.

Osservando l’autobus muoversi come un grosso pachiderma nel traffico convulso di Parigi semi annegata nella pioggia, provò a concentrarsi sul suo futuro senza troppo successo. Vedeva Sally e la sua figura da adolescente. Era un drappo rosso davanti ai suoi occhi. “Perché devo essere gelosa?” si domandò senza trovare giustificazione a questo pensiero, che rappresentava una novità per lei.

“Quale impulso mi ha spinta a baciarle la nuca dopo le carezze sulla schiena?” si interrogò senza trovare una spiegazione razionale. Due domande senza risposte perché le ignorava. Però se voleva progettare il suo futuro doveva ignorarle.

Adesso doveva concentrarsi sulla lezione che si apprestava a seguire dopo essere scesa dall’autobus.

Si calcò il capello giallo in testa, mentre chiudeva la cerata per affrontare il diluvio che l’aspettava tra un minuto alla fermata.

Scese e a passo svelto si avviò verso l’Università.

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  1. “Le donne gestivano il loro corpo con maggiore libertà e avevano i primi rapporti già a quattordici anni, cambiando boyfriend a ogni colpo di tosse.”
    … grrrrr cos’è facciamo di un’erba un fascio?! grrrr.
    (scherzo, dai… però esistono anche donne che non appartengono a questo genere. Giuro! ^_^ )

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