Morire di tecnologia

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Opera di William Blake – Illustrations to Milton’s “On the Morning of Christ’s Nativity”

Si può morire di tecnologia? Sembra assurdo ma pare di sì.

Prendo lo spunto dalla tragedia dell’aereo etiope caduto, sembra per un eccesso di tecnologia, per fare qualche riflessione sull’argomento.

Ho sempre sostenuto, e non da oggi, che la tecnologia deve servire all’uomo per prendere decisioni più rapide e con un tasso di errore minore. In altre parole essere al suo servizio e non sostituirlo.

Però pare che si vada nella direzione opposta. Se non fermiamo questa deriva la tecnologia sarà un moloch che ci divorerà con due effetti perversi.

Il primo sarà che perdendo la nostra capacità decisionale deleghiamo alla macchina tutti i nostri processi .

Il secondo sarà che finiremo in balia del primo dottor Stranamore che usando il software ci costringerà a rispettare i suoi volere.

Primo tenere presente che la tecnologia è ferro e prende vita solo attraverso il software che qualcuno di noi produce.

La cosiddetta Intelligenza Artificiale (AI) è il frutto del pensiero umano, quindi di qualcuno di noi che la plasma secondo delle specifiche che sono ignote alla maggioranza. L’auto a guida autonoma, le sempre più spinta automazione degli aerei, tanto per citarne qualcuno, in caso di errori producono molti morti. E gli errori sono umani, perché dietro tutto questo stanno degli uomini.

Ma è quello che veramente vogliamo nel nostro futuro?

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  1. Non si muore di tecnologia, si muore di finanza.
    La tecnologia in sé non è malvagia. Fai un prototipo, lo testi in tutte le variabili possibili, anche quelle più impreviste, lo doti di tutti i sistemi di sicurezza adeguati, e quando sei sicuro al 99,9 periodico % (il rischio per definizione non è mai nullo) lo metti in vendita.
    Il problema nasce quando i costi per la messa in sicurezza sono tanti e qualcuno vuole guadagni facili, “tanto cosa vuoi che succeda…” Quindi si muore di finanza, non di tecnologia.
    In queste ore poi, sui media americani, stanno saltando fuori delle segnalazioni anonime fatti dai piloti americani (tramite la FAA e la NASA) sull’insicurezza del velivolo in questione, dello scorso novembre. Come mai non sono stati fermati prima questi modelli? Finanza. Valore delle quotazioni in borsa. Interessi. Capitali. Mercati. Soldi.
    Non tecnologia.

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    • intanto il 99,9% periodico non esiste. Motivo? Un algoritmo dice che più cresce la complessità del software meno sicuro diventa. La prova? basta pensare a Windows che più è cresciuto più è diventato vulnerabile. Altro esempio? Linux. Più è diventato vulnerabile. Errori ed orrori si sprecano. Secondo punto quanto la tecnologia – non è solo hardware ma anche software – si vuol sostituire al potere decisionale dell’uomo i risultati sono pessimi. I dottor Stranamore crescono come funghi. Questo è il vero pericolo.

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      • Ancora quando c’era mio nonno, la caldaia era già controllata da una schedina elettronica, che è “programmata”, ciò non toglie che ci siano le valvole di sicurezza, no? Anche gli impianti a gas sulle auto hanno una centralina elettronica eppure circolano da 30 anni almeno. Pensa come potevano essere i primi modelli!
        Questo per dire che Windows e Linux non sono proprio l’esempio corretto, da associare contro le strumentazioni elettroniche di controllo di un velivolo. La domanda semmai doveva essere: se tutti gli aerei hanno i sistemi di sicurezza in doppio, se non addirittura in triplo, ovviamente non uguali, ma differenti, proprio perché si controllino l’un l’altro (e lo so perché sto proprio facendo ora un corso ) come mai questo non aveva il suo doppione di verifica? All’abbassamento repentino del velivolo, non in fase di atterraggio, doveva intervenire un altro sistema per riportarlo in quota. Senza contare che nei casi segnalati in America, i piloti sono passati in manuale per correggere l’aereo, perché in Etiopia no?
        Poi sull’essere umano, devo ricordarti quell’aereo caduto tra le Alpi francesi nel 2015 per un pilota che soffriva di depressione? 149 morti.
        L’uomo non è infallibile, quanto la tecnologia quando viene usata male.

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        • il tuo ragionamento funziona ma non sappiamo cosa sia avvenuto nel concreto – ovviamente parlo degli aerei caduti subito dopo il decollo.
          Supponiamo che si venga a scoprire che il software del MCAS o i sensori di quota siano stati sabotati, credo che un doppio sistema sarebbe servito a poco, anzi avrebbe aggravato la situazione.
          Mi domando se invece di essere attivato in automatico avessi lasciato la decisione al pilota sarebbe successo? Non so rispondere alla domanda ma la logica mi dice che non sarebbe successo.
          Forse mi sbaglio, forse vedo complotti ovunque ma la schizofrenia del mondo mi preoccupa.

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          • E se i piloti fossero sabotati, che so, narcotizzati? Riuscirebbero a volare senza aiuto della strumentazione? Lo sai vero che un aereo viaggia di notte, al buio, solo grazie ai radar? Ancora più in caso di maltempo. Anche il radar è pur sempre tecnologico… non ha mica la manovella!
            Se vuoi che torniamo alla bicicletta, a me sta anche bene! Tutta salute! 😀

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  2. Concordo, la tecnologia è uno strumento nelle mani dell’uomo che nasce per migliorarne la vita, non per renderlo suo dipendente o schiavo. Tutto sta nel come la si usa e non la si abusa.

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  3. Pingback: Morire di tecnologia – chiarimenti | Newwhitebear's Blog

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