Disegna la tua storia – un’immagine di Waldprok – Il sentiero nel bosco

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Una bella foto di Waldprok un po’ di parole mie ed ecco confezionata la storia.

Il viottolo conduce nel bosco sulla montagna di Venusia. Ai venusiani, come si sa, non piace avventurarsi dentro. Dicono che si disturbano gli spiriti.

“Ma sarà vero?” si domanda Sofia, mentre avanza con passo sicuro su questo sentiero insieme al fido Tobia.

Lei non ci crede. Per lei è un semplice bosco, nemmeno troppo curato, cresciuto selvaggio e senza una guida. Proprio per questa peculiarità Sofia lo trova attraente. Gli alberi crescono e muoiono e nuove essenze nascono al posto di quelle vecchie.

Se tira il vento da nord gagliardo, quelli malati chinano la testa e franano sul terreno, dove malinconici aspettano che insetti e il tempo li trasformino in humus fertile per la terra.

Sofia studia da agronomo e la sua ambizione è quella di diventare la guardiana del bosco. A lei piace quando la natura cresce ribelle senza regole imposte dall’uomo, in particolare dai venusiani che di ecologia ne capiscono ancora meno. Parlate loro di vino, di non fare nulla, di oziare da Sghego e diventano dei campioni mondiali in queste categorie ma di natura nulla. Per loro non esiste, è un’appendice di Venusia che non bisogna curare. Però sono dei bravi diavoli paciosi che non amano i litigi. Sulla montagna e relativo bosco hanno le loro teorie: è abitato dagli spiriti dei venusiani antichi che si aggirano tra gli alberi pronti a fare i dispetti più curiosi. Ad esempio visitarli durante il sonno e far prendere un coccolone ai più paurosi.

Nel bosco crescono piante e fiori e trovano riparo gli animali. Nessuno li disturba e loro non recano disturbo a nessuno. Solo d’inverno, quando la neve ricopre tutto, i più intraprendenti si spingono sul limitare di Venusia alla ricerca del cibo che scarseggia nel loro habitat.

Così il piccolo branco di lupi cerca in qualche pollaio galline e pulcini ma quelli sono già finiti in pentola spennati, bolliti e mangiati. I lupi ci rimangono male perché a loro non hanno lasciato nulla da razziare. Ripiegano su qualche bidone del rusco, dove si trova sempre qualcosa di poco gustoso. I venusiani sono parchi nel mangiare e gli scarti alimentari sono davvero avanzi scarsi. Però questo serve per sfamare anche il lupo a digiuno, visto che la fame lo scaccia dal bosco.

Tobia nella sua corsa sfrenata nel sottobosco fiuta l’afrore del selvatico e vorrebbe stanarlo ma Sofia gli ha insegnato di lasciarli in pace.

«Non ti hanno fatto nulla» dice mentre lui seduto sulle zampe posteriori ascolta e annuisce. «Lasciali in pace e non disturbarli».

Però è una bella sofferenza per Tobia vederli, fiutarli e non fare nulla. Lo scoiattolo sul ramo più alto sembra fargli un marameo di scherno, mentre lui lo guarda in cagnesco.

Lui corre felice senza che nessuno lo trattenga, mentre Sofia cammina spedita sul sentiero che la porta a casa.

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