Disegna la tua storia – un’immagine di Etiliyle – l’ulivo

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Nuova splendida immagine di Etiliyle e nuovo scadente raccontino mio.

A Venusia c’è un minuscolo parco, veramente piccolo, un fazzoletto di verde neppure tenuto bene. Però ha un particolare di cui vanno fieri i venusiani: al centro c’è piantato un bel ulivo dalle forme sofferenti. Non che lo sia ma il tronco contorto e rugoso dà questa impressione. Sembrano vene che si intrecciano tra loro quelle nervature che percorrono il suo fusto. Uno spasmo verso il cielo che si contrae nello sforzo.

Quello che li stupisce è la sua resistenza al gelo invernale. Durante la stagione fredda a Venusia la neve e il gelo non mancano, anzi ce ne è fin troppo. Il rio Venusia diventa una lastra di ghiaccio, la strada verso la città una pista da sci e il paese un presepe di panna.

A febbraio l’ulivo pare ogni anno pronto a capitolare e finire come legna per la prossima stagione invernale ma a marzo comincia a germogliare in maniera stupefacente: ogni gemma ascellare genera un germoglio o una mignola. I venusiani sono convinti e danno per scontato che sarà così anche per tutti gli anni futuri. A febbraio prima che fruttifichi lo potano, mentre a dicembre avvolgono il tronco con un tessuto non tessuto. Non seguono nessun’altra precauzione oltre a queste.

L’altra meraviglia è che fruttifica tutti gli anni: olive nere piccole ma ricche di succo. A primavera inoltrata la mignolatura trasforma l’ulivo in un uno splendore unico, quando le mignole fioriscono. Ogni anni tutti venusiani si raccolgono intorno con i loro smartphone per fotografare il loro ulivo.

Quando a novembre è tempo di raccolto, sono pochi i venusiani che lo fanno. Le raccolgono per fare olio, che dicono sia buonissimo. Però la maggioranza snobbano questa lavorazione.

A Venusia esiste un solo frantoio vecchio di qualche centinaio d’anni. Il processo è lungo e svolto come lo era al tempo della costruzione. Le molazze hanno la patina vecchia di anni, i fiscoli sono quelli tradizionali con i dischi di fibra vegetale, che vengono lavati nel rio Venusia dopo ogni spremitura.

Qualcuno sorride quando si parla dell’olio dell’ulivo del parco delle stelle.

«Troppa fatica per qualche litro».

Tuttavia è d’estate che viene apprezzato maggiormente. Sotto la sua ampia chioma se ne stanno al fresco seduti sulla panchina di legno Sandra e Lorenzo di ritorno dalle fatiche degli esami universitari.

Sono una bella coppia, una delle poche che resistono all’usura del tempo. Forse a loro fa bene la lontananza, il vedersi sul fine settimana ma non sempre e nei periodi di vacanza.

Lui aspira a diventare ingegnere, lei da medico. Sandra è più alta delle altre ragazze di Venusia, snella e coi capelli leggermente ramati. Lorenzo è allampanato, magro come un chiodo.

Si tengono per mano, quando camminano uno fianco all’altra, suscitando i commenti acidi di altri giovani.

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