Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte trentatreesima

Standard

Con questa puntata si chiude il giallo di Walter e Puzzone. Adesso spero di trovare un lettore disposto a fare il beta reader. Chi volesse può scrivere anobiano@newwhitebear.net

Per chi volesse leggere le altre 32 puntate precedenti può farlo con questi link. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32

Walter non seppe nulla sugli sviluppi delle indagini, finché un mercoledì mattina rimase sorpreso aprendo il giornale: il titolo in prima pagina riportava la notizia dello smantellamento di una rete cinese dedita allo smercio di droga in Italia. Lesse con avidità l’articolo.

Usando la copertura di una società di import/export, che commerciava con la Cina, il gruppo introduceva grosse quantità di droghe allo stato grezzo. Con un complesso giro attraverso i Balcani la rete le reimportava come droghe sintetiche da smerciare in tutto il nord Italia con ingenti profitti. La finta palestra gestita da due cinesi era il luogo dove veniva consumata la droga attraverso sedute di BDSM. Due persone erano sfuggite all’arresto.

Walter ripiegato il giornale si affrettò a raggiungere l’ufficio, perché era in ritardo.

Chi sarà fuggito?” si domandò, mentre prendeva posizione dietro alla scrivania. Però non aveva tempo di pensare a chi, perché doveva sbrigare molte pratiche quella mattina che passò veloce impegnato nel lavoro fino alla sosta di metà giornata.

Salvo occasioni particolari Walter pranzava a casa, anche quando Sofia era impegnata nel turno della mattina. Lei preparava qualcosa la sera precedente da consumarsi il giorno dopo. Tuttavia complice l’uscita serale fuori programma con le amiche non gli aveva cucinato nulla. Walter dovette recarsi in una tavola calda non molto distante per consumare il pasto di mezzogiorno.

Seduto al tavolo, Walter rilesse l’articolo senza scoprire nuovi dettagli a quelli che conosceva già. Solo vaghi accenni a un manager della società e a un cinese, entrambi ricercati dalla polizia, oggetto di congetture da parte del giornalista. L’ipotesi era che il cinese avesse preso il volo per Nanchino prima della retata. Sul manager si sospettava che fosse un pezzo grosso senza indicazione né del nome né del ruolo effettivo.

Forse è l’uomo che Mirta voleva azzannare” pensò aggrottando la fronte.

Pagata la consumazione sollevò lo sguardo verso l’esterno e rimase stupito. La persona, segnalata al procuratore, stava camminando sul marciapiede opposto. Lo riconobbe dal modo curioso di camminare nonostante la lunga barba, gli occhiali scuri e il cappello bianco a tesa larga ne camuffassero l’aspetto. Come quella persona era leggermente claudicante e aveva lo stesso modo di appoggiare i piedi: metteva prima la punta tenendo sollevato il tacco per poi rullare sulla pianta. Il corpo ondulava in su e in giù in maniera curiosa. Un dettaglio difficile da dimenticare.

Afferrato il resto, si fiondò alle sue calcagna, riprendendolo col telefono. L’uomo fece giri strani, come se avesse il timore di essere pedinato, prima d’introdursi un caseggiato bianco. Nuove fotografie lo ripresero mentre al momento di entrare nell’edificio si era guardato attorno con fare sospettoso.

Sul viso di Walter comparve un bel sorriso. Era visibilmente soddisfatto. Doveva parlare col procuratore, finché la pista era calda.

«Buongiorno, sono Bruno» si annunciò al telefono, sentendo la sua voce.

«Mi dica» rispose il procuratore col tono sorpreso di chi non si aspettava di essere chiamato.

«Forse so dove si nasconde il fuggiasco» affermò Walter sicuro.

Il procuratore rimase in silenzio. Non comprendeva il senso della telefonata. “A quale fuggitivo si riferisce” pensò, grattandosi la guancia ispida.

«Si ricorda la fotografia di quella persona che ha rischiato i denti di Mirta?» disse Walter, mentre entrava in ufficio.

Il procuratore finse di aver capito di chi si trattava con un ‘sì’ stanco. L’inchiesta ‘china connection’ lo stava sfibrando.

«Se mi dà un indirizzo di mail, le spedisco delle immagini dove il ricercato si nasconde. Non posso passare dal suo ufficio ma lui è ancora lì».

Il procuratore gli dettò l’indirizzo, sicuro che la pista fosse fasulla, ammesso di aver capito di cosa si trattasse. “Il solito mitomane” pensò con lo sguardo stanco e sfiduciato.

Due giorni dopo la Tribuna di Treviso titolava in prima pagina ‘Il manager ricercato per la droga connection è stato arrestato a Treviso’. All’interno diversi articoli sul suo arresto e sulla sua confessione.

L’articolo riportava che la polizia era stata messa sulle sue tracce da una soffiata anonima, che indicava un condominio in città come rifugio. Nonostante girasse con barba posticcia e parrucca, era stato riconosciuto e segnalato agli inquirenti, che lo avevano sorpreso in casa dell’amante, arrestata per favoreggiamento.

Nella lunga confessione il manager, Luca Artiolo, aveva spiegato anche i due omicidi e il loro movente. Flora Zuin era stata la sua amante, fino al momento in cui aveva perso la gamba sinistra durante una serata BDSM nella palestra. Aveva interrotto la relazione per legarsi alla donna, che lo ospitava. Flora Zuin lo aveva ricattato con la minaccia di rivelare il traffico di droga. Attirata in trappola nella palestra, era stata soppressa con la mortale iniezione di tebaina nel collo che era stato fatto sparire per nascondere le tracce. Solo il fiuto di un cane aveva permesso di scoprire l’omicidio. La madre, Marzia Bruseghin, aveva chiesto una forte somma in contanti per tenere la bocca chiusa sulla vicenda ma l’avidità le era costata la vita. Luca Artiolo aveva tentato di scaricare la colpa della sua morte su Zheng, l’altro ricercato, ma i segni del morso del cane della donna sul suo braccio l’avevano inchiodato.

Il procuratore Depisis ringraziava il suo misterioso informatore, che con preziose immagini aveva permesso la sua individuazione.

Chi è l’informatore?” scrisse il giornalista in chiusura di articolo.

F I N E

Annunci

»

  1. Pingback: un caso per tre – un giallo a quattro mani – Non solo campagna

Sono curioso di sapere cosa ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...