Disegna la tua storia -un giallo con Antonella -parte trentaduesima

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Ragazzi, non ci crederete ma questa è la penultima puntata. Leviam in alto i calici! con al solito vi fornisco gli indirizzi delle puntate precedenti. Si comincia da qui 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

Il sole era radente all’orizzonte e le nuvole assumevano il colore rossastro del tramonto, quando Walter iniziò a parlare di quello che aveva in mente fin dal primo momento.

«Non so se quello che le esporrò possa interessarle» fece Walter aggrottando la fronte.

«Mi dica. L’ascolto» rispose il procuratore che aveva l’aria soddisfatta di chi era avanzato con decisione nelle indagini.

Walter raccolse l’invito e rimase qualche minuto in silenzio non perché fosse timido ma per trovare il tono giusto per spiegare quanto era avvenuto al mattino.

«Stamattina sono andato da Piero a recuperare Mirta…» iniziò con cautela Walter.

«E Mirta chi è?» lo interruppe il procuratore stringendo gli occhi. Si aspettava qualcosa inerente alle indagini in corso e non relativo a una donna.

Walter accennò a un sorriso prima di chiarire chi fosse Mirta.

«È il cane di Marzia Bruseghin. Rimasta ferita una settimana fa».

Il procuratore annuì, facendo un gesto con la mano che poteva interpretarsi anche come ‘sia più conciso’.

«Stavano tornando a casa lungo il Botteniga, quando Mirta avrebbe aggredito una persona comparsa all’improvviso se non fosse stata al guinzaglio. Una furia…».

Il procuratore sbuffò, perché non gli interessavano le intemperanze di un cane.

Walter inspirò aria nei polmoni prima di proseguire.

«L’uomo si è girato con aria sorpresa ma intenzionato a dire qualcosa. Quando ha visto Mirta, la sua faccia è diventata terrea per lo spavento e di corsa ha attraversato Via Bixio, rischiando di finire sotto una macchina».

A sentire queste parole il procuratore assunse un’aria interessata, perché l’indagine poteva ripartire.

«Me lo può descrivere?»

Walter aveva uno sguardo soddisfatto e lo dimostrò con un bel sorriso. “Descrivere? Di meglio!” pensò, prendendo il telefono.

«Ho delle belle immagini, se la interessano» disse sornione, aprendo la galleria.

Il procuratore osservò attento quel viso che non gli diceva nulla.

«Sofia…».

«Uffa. Ma Sofia chi è?»

Walter rise di gusto. Citava i nomi come se l’interlocutore li conoscesse di persona.

«È la mia compagna» precisò. «Secondo lei è una persona che gestisce una società di import-export ma non ricorda il nome».

Il procuratore pensò che forse era un indizio fasullo ma sicuramente meglio di niente, perché, se il cane della Bruseghin lo voleva azzannare, doveva aver commesso un grosso sgarbo.

Stava per aggiungere qualcosa, quando i lampeggianti annunciarono l’arrivo della squadra.

«Se la nostra presenza non serve, io e Puzzone andiamo a casa» disse, Walter, facendo alzare il cane che scrollò della polvere invisibile dal suo dorso.

«Però avrei necessità di avere l’immagine».

Walter annuì prima di avviarsi verso la Punto seguito da Puzzone.

[continua]

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