Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte trentunesima

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Smaltita la sbornia di colomba, cioccolato fondente e spumante. Walter e Puzzone riprendono a investigare. Qui trovate i link alle puntate precedenti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23  24 25 26 27 28 29 30

Il procuratore, tornato a casa, aveva un pensiero fisso: trovare la vera attività svolta nella palestra. La scientifica aveva confermato l’intuizione che era solo un proforma ma cosa in realtà facessero all’interno non erano in grado di stabilirlo. Secondo loro qualcosa di poco lecito ma non potevano dimostrarlo con prove.

Stava leggendo il giornale quando ebbe un sobbalzo. La notizia che aveva attratto la sua attenzione poteva essere applicata al suo caso. Però non poteva aspettare troppo: rimanevano sette giorni e poi doveva abbandonare il caso.

C’era solo un modo per verificare la sua idea: telefonare a Bruno e convincerlo a venire alla palestra col suo cane che con l’input giusto ne avrebbe decretato il successo o il fallimento.

«Signor Bruno sarebbe disponibile a venire col suo cane alla palestra?»

«Certamente» rispose Walter con il tono entusiastico di chi non vedeva l’ora di farlo. «Quando?»

«Subito, se non ha impegni. C’è luce a sufficienza per l’ispezione»

Walter era euforico, perché poteva parlare col procuratore della persona immortalata nello smartphone.

«Sei in buone mani» salutò Mirta uscendo, mentre baciava Sofia. «Torno presto».

Caricato Puzzone sulla Punto, raggiunsero in fretta la palestra.

Questa volta Puzzone fu meno restio ad avvicinarsi, forse perché non vide l’ombra del cinese.

«Cosa deve cercare» chiese Walter, una volta entrati nella struttura.

«Tracce di questa polvere. Cocaina» rispose facendo annusare a Puzzone un piccolo sacchetto.

Il cane sternutì vigorosamente tra le risate dei due uomini. Puzzone li guardò storto, perché si stavano prendendo beffe di lui.

«Forza, Puzzone. Cerca e dimostra quanto sei bravo» lo incitò Walter.

Puzzone si mosse con aria indolente, quasi snobbando l’incitamento. Sbuffò altre due volte come infastidito di non aver potuto fare il suo pisolino pomeridiano. Entrò e uscì dalle varie stanze senza dare nessun segno d’interesse.

Il sorriso si smorzò sul viso di Walter per il suo atteggiamento, mentre il procuratore era deluso per l’esito della prova. Aveva sperato in un risultato differente.

Stavano per abbandonare la struttura, quando Puzzone si fermò davanti a una parete su cui era appeso una fotografia di un karateka nella tipica posizione di difesa. L’uomo ritratto aveva tratti orientali. Una vecchia riproduzione ingiallita dal tempo.

La scarsa luminosità del crepuscolo non permise a Walter di comprendere il motivo della fermata di Puzzone davanti a una parete in apparenza nuda ma se si era fermato una ragione c’era Con le mani tastò la superfice e avvertì una piccola fessura.

«Ma è una porta!» esclamò Walter, mentre si dedicava alla ricerca di qualcosa che permettesse l’apertura.

Il procuratore strinse gli occhi per mettere a fuoco la porta ma la luce fioca glielo impedì.

«Ne è certo?»

Walter emise una leggera risata, mentre accarezzò la testa di Puzzone. «Bravo» gli sussurrò, mentre con la mano cercava una maniglia nascosta o un pulsante per aprirla.

Toccò il chiodo che sosteneva il poster e udì un clac che sbloccava l’apertura, facendo scorrere la parete, che si mosse senza rumore.

«Accidenti! Oliata e mimetizzata» esclamò il procuratore. «Meglio non toccare nulla. Chiamo i ragazzi della scientifica».

Il procuratore scattò diverse fotografie in condizione di luce pessima. Il flash illuminò l’interno per la frazione di qualche secondo. Sembrava lo sgabuzzino delle scope e col lieve chiarore della luce del corridoio unitamente al flash dava quest’impressione. Il locale era piccolo, accostate alla parete c’erano scope e secchi.

Puzzone puntò diretto verso una scaffalatura che s’intravvedeva a stento. Walter lo richiamò per farlo uscire perché il suo compito era terminato.

Si diressero verso l’ingresso per aspettare l’arrivo della scientifica.

[continua]

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