Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventisettesima

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Ecco di nuovo Puzzone in azione. Pensando di fare cosa gradita riporto i link delle altre puntate 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

La villetta era l’unica della via, perché le altre erano rimaste sulla carta a causa della crisi economica. Chi aveva lottizzato l’area non aveva tenuto conto che il posto era fuori mano e c’erano altre zone di Treviso migliori dal punto di vista abitativo. Questa parte della città aveva molti edifici adibiti ad attività terziare e poche unità immobiliari destinate alle famiglie. Quindi era un’area che si popolava di giorno, mentre alla sera era priva di vita. Questa mescolanza di anime diverse non aveva favorito le costruzioni.

Walter conosceva bene questo aspetto, perché da svariati anni lavorava lì. Quindi trovare qualcuno disposto a rispondere alle sue domande non era facile, anzi sospettava che ignorassero chi abitava quella villetta.

Non poteva indagare nemmeno nei negozi, del tutto assenti in quella zona della città. L’unico che poteva dargli qualche informazione era il postino. “Ma dove lo pesco?” si chiese mentre si dirigeva verso casa con Puzzone.

Stava passando davanti al cantiere dove l’aveva raccolto, quando Puzzone si irrigidì e puntò con decisione verso la recinzione, che in più punti era abbattuta.

Aveva sentito dire in ufficio che in quello scheletro di edificio, abbandonato da due anni, di notte fosse il rifugio di sbandati ed extra comunitari con frequenti puntate di vigili e polizia per farli sloggiare.

Walter provò a trattenere Puzzone che non pareva molto intenzionato a seguirlo.

«Muoviti o facciamo tardi» disse Walter nel tentativo di smuoverlo con le buone maniere. «Lo sai che Sofia non ama che tardiamo per il pranzo. Vuoi prenderti una lavata di capo?»

Nonostante le suppliche Puzzone era deciso a entrare in quell’area dove aveva vissuto per qualche mese mentre Walter era determinato a trascinarlo via, quando capì il motivo del suo rifiuto a muoversi.

Spalancò gli occhi e aprì la bocca per la sorpresa. Da dietro una montagna di rifiuti era spuntata un segugio femmina, la madre di Puzzone. Non era ben messa. Smagrita, sporca zoppicava vistosamente, appoggiandosi solo su tre zampe. Quella anteriore destra la teneva sollevata, muovendosi a fatica.

Puzzone cominciò a uggiolare di gioia, dimenando la coda con frenesia. Non comprendeva il motivo per il quale il capobranco non aveva voluto lasciarlo libero per strofinarsi alla madre.

«Calma» predicò invano Walter che non riusciva a contenere il desiderio di Puzzone di correrle incontro. «Tranquillo. Quando sarà qui vediamo la zampa ferita».

Il segugio con grande fatica passò attraverso un’apertura della rete, avvicinandosi.

Puzzone quasi la travolse per la gioia, mentre Walter esaminava la zampa offesa.

«Uh! Una brutta ferita che si è infettata» constatò mentre rifletteva su cosa fare.

In queste condizioni non può fare molta strada” pensò. “E se provo a chiamare Piero?”

Piero era l’amico veterinario che aveva vaccinato Puzzone, sempre disponibile e amante dei cani.

In attesa del suo arrivo Walter si chiese cosa era successo al cane e alla madre di Flora Zuin. Gli pareva che quel cantiere abbandonato fosse un richiamo irresistibile per i cani abbandonati oppure fuggiti. Però c’era un altro aspetto che lo inquietava: la scomparsa di Marzia Bruseghin. “Fuga o sequestro?” si domandò nell’istante in cui Piero arrivò con il suo Qubo.

«Gran brutta ferita. Devo portarla in ambulatorio con la speranza di salvarla» sentenziò Piero, esaminando la zampa. «È tuo questo cane?»

Walter scosse il capo. La spiegazione era troppo complicata da fornire. Piero non avrebbe capito.

«Ok. Fa’ tutto il possibile. Pago tutte le cure. Ci sentiamo nel pomeriggio».

Puzzone non fece molte storie osservando con quanta delicatezza Piero caricò il cane sulla macchina. Sapeva che era nelle mani giuste. Uggiolò un po’ nel vedere l’auto allontanarsi.

«Andiamo a prenderci una lavata di capo» disse Walter avviandosi verso casa.

[continua]

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