Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventiduesima

Standard

Nuova puntata per annoiarvi con Walter e Puzzone ma non manco di pensare a voi e vi metto gli indirizzi delle puntate precedenti. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

Chissà se il procuratore sarà più fortunato di me” pensò mentre guidava verso casa. Il mercoledì precedente poco dopo le ventuno si era appostato all’inizio della via che portava alla palestra senza fortuna. Nessun transito, nemmeno una coppietta in cerca d’intimità. Tutto taceva compresa la palestra illuminata solo dal lampione stradale. Era tornato arrabbiato per la serata sprecata.

Questa sera Sofia esce per una cena con le amiche”. Un sorriso ironico comparve sulle sue labbra. Non era geloso ma gli scocciava se lei lo tradiva. Il mercoledì o il martedì erano appuntamenti fissi. Sempre le amiche e tornava tardi, quando lui dormiva da un bel pezzo, svegliandolo durante la preparazione per la notte. “Potrei andare prima delle nove per vedere se qualcuno ci va”.

«Non fare tardi» disse Walter, rincasando alle sette di sera, mentre Sofia si truccava con cura davanti allo specchio.

Rispose con un grugnito, alzando le spalle. Lui la osservò in mutandine e reggiseno. Di certo avrebbe fatto girare la testa a più di un uomo per le sue forme. Convivevano da molti anni ma l’impressione era sempre quella: gli piaceva da morire, anche se a volte l’avrebbe strozzata per i suoi atteggiamenti provocatori.

Erano poco più delle venti, quando con la sua auto raggiunse l’imboccatura della via. Si sistemò in una posizione defilata per non farsi notare. Posizionò la dash camera che teneva sul balcone in modo da riprendere gli eventuali passaggi nella strada. L’aveva comprata qualche mese prima, quando qualcuno incurante di Puzzone aveva tentato di forzare la porta finestra per entrare in casa.

Inserì un CD nella feritoia dell’autoradio e si mise in paziente attesa che qualcuno si facesse vivo. Le note di Mozart uscite dal pianoforte di Barenboim quasi lo facevano addormentare per l’effetto rilassante che avevano. Era a occhi chiusi, quando avvertì Puzzone che si agitava. Il vetro laterale si appannò per il suo fiato, impedendogli di vedere con chiarezza chi percorreva la via.

Guardò il display della dash camera: era in funzione e stava registrando. Avrebbe rivisto con calma le immagini a casa. Nel frattempo un’altra auto gli passò di fianco diretta alla palestra.

«C’è movimento stasera, Puzzone» sussurrò verificando che le riprese fossero perfette.

La processione di macchine durò una ventina di minuti. Consultò l’orologio digitale della dash camera. Mancava una manciata di minuti alle ventuno. Sorrise, perché aveva compreso il motivo dell’insuccesso della settimana precedente.

«Arrivano tra le venti e le ventuno» borbottò, preparandosi a uscire.

«Tu resti qui, perché quel posto non ti piace» intimò al cane, che rimase deluso per non poter scendere.

Walter s’incamminò verso la palestra, tenendosi nascosto sul ciglio della strada, pronto a infilarsi nella boscaglia se fosse arrivata altra gente. La sua sorpresa fu grande, quando osservò il piccolo piazzale privo di macchine e l’edificio in apparenza deserto. “C’è una sola spiegazione” si disse, ritornando indietro. “Un garage interno per far sembrare l’edificio disabitato. Un bel trucco per evitare presenze scomode e occhi indiscreti”.

Avviata la macchina, si diresse verso la sua abitazione.

«Non tenere il broncio, Puzzone» lo blandì Walter. «La passeggiata la facciamo sotto casa, come le altre sere».

Adesso doveva trovare il modo per far intervenire il procuratore senza farsi scoprire.

«Ma sì!» esclamò Walter. «Mando il microdrive al procuratore dove troverà sia i passaggi che l’immagine del piazzale vuoto. Ci sono tutti gli elementi per rendere credibile il filmato».

Fischiettò allegro, mentre Puzzone lo guardava strano, perché non comprendeva l’allegria del capobranco.

Fatta la passeggiata con Puzzone, Walter scaricò i filmati nel computer e duplicò il microdrive. “Domani prendo una busta e spedisco il tutto al procuratore. Lui capirà e saprà agire di conseguenza” si disse, spegnendo il computer per prepararsi per la notte.

[continua]

Annunci

»

  1. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventritreesima | Newwhitebear's Blog

  2. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventiquattresima | Newwhitebear's Blog

  3. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte venticinquesima | Newwhitebear's Blog

  4. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventiseisima | Newwhitebear's Blog

  5. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventisettesima | Newwhitebear's Blog

  6. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventottesima | Newwhitebear's Blog

  7. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte ventinovesima | Newwhitebear's Blog

  8. Pingback: Disegna la tua storia – Un giallo con Antonella – parte trentesima | Newwhitebear's Blog

  9. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte trentunesima | Newwhitebear's Blog

  10. Pingback: Disegna la tua storia – un giallo con Antonella – parte trentatreesima | Newwhitebear's Blog

Sono curioso di sapere cosa ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...