Disegna la tua storia – immagine di Waldprok – La casa nel bosco

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Questa è l’immagine di Waldprok

e questa è la storia

Vista da lontano sembrava la casa delle streghe ma da vicino era una casetta in legno semplice e ben tenuta che spiccava nel buio della notte.

Stava nel bosco di Venusia, che si estendeva per molti chilometri a nord del paese, in una radura lambita da un sentiero stretto e tortuoso. Vi abitava una donna, Gina, che la curava con amore.

Gina era rimasta vedova di Tino ma non aveva voluto lasciarla, quando era restata sola.

Tutte le mattine percorreva quel sentiero per andare a Venusia al mercato a comprare quello che l’orto e il forno a legna non poteva produrre.

Una passeggiata in silenzio di circa mezz’ora. Spesso una nuvola di vaghe forme di suoni e di colori la avvolgevano. Gina non aveva coscienza in quei frangenti di qualcosa che potesse assomigliare a un pensiero neppure lontanamente. Li accoglieva come era solito fare con i viandanti che passavano vicino alla sua casa. Senza storie e sempre col sorriso sulle labbra.

In una mattina di gennaio Gina percorreva quel sentiero tra i fumi della nebbia che si stava dissolvendo e un sole che appariva malaticcio tanto era pallido e pensava a qualcosa che aveva letto la sera precedente.

Capita talvolta che lo spirito umano in modo inconscio esamina, rifiuta o accetta gli eventi di qualunque natura essi siano. Tali attività avvengono perché le persone ignorano di possedere delle sfaccettature della propria personalità che si manifestano senza segni visibili all’esterno’.

Gina si fermò cercando di dare consistenza a quelle parole, di capire cosa si celasse dentro quel pensiero. In effetti riflettendo era una verità che come tale aveva assunto come un dogma, un segno del destino.

Qualche sera prima si era addormentata turbata e addolorata per la perdita di Molly, che era morta dopo averle tenuto compagnia per molti anni. Era un ciclo del destino che si era compiuto ma nonostante questo avvertiva un senso di disturbo del quale ignorava l’origine. Eppure il mattino seguente si era svegliata decisa d’imprimere alla sua vita una nuova direzione, mettendo alle spalle tutto quello che era stato.

“Ecco il senso di quella frase” si disse riprendendo il cammino. “L’operazione notturna di riflessione su quell’evento si è svolto a mia insaputa”.

Si strinse nel suo mantello e aumento l’andatura. Quel giorno voleva essere presto al mercato per evitare la ressa del mezzogiorno.

Arrivata a Venusia capì come far avvenire la svolta della sua vita. Doveva lasciare la casa nel bosco e trasferirsi in paese. Non poteva continuare a vivere da sola. Troppi rischi, perché isolata come era se le fosse successo qualcosa sarebbero passati giorni, mesi e forse anni prima che qualcuno verificasse il motivo del suo assentarsi.

Adesso il problema si era spostato dove stabilirsi nel paese ma l’avrebbe affrontato nei giorni seguenti.

Di buon passo raggiunse il mercato.

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