La mia storia – miniesercizio 27

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Scrivere creativo ha cambiato qualche regola.

Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un gessetto da lavagna viola
– Un telefono
– La foto seguente
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ecco la mia storia

Roberto appese al gancio della gru la cassa e fece segno di sollevarla.

Lentamente si alzò dondolante come un corpo morto. Roberto si spostò fuori portata nel caso si fosse sganciata. Non era la prima volta ma nemmeno l’ultima, pensò appoggiando la schiena alla parete. Prese una sigaretta ma la tenne tra le labbra. Lì dentro non poteva fumare ma doveva salire sul terrazzo all’ultimo piano. Tre piani senza ascensore per togliere il vizio del tabagismo.

Con delicatezza l’operatore dentro la sua cabina depose la cassa nel container, dove venne sganciata con un piccolo colpo. Roberto prese il gessetto viola e contrassegnò l’avvenuto carico sulla lavagna alle sue spalle.

Roberto sorrise, pensando che nel ventunesimo secolo si usava ancora il gessetto colorato per stabilire quando il container aveva fatto il pieno. Ne mancavano ancora cento prima di passare al successivo. Almeno questo gli sembrava a spanne. Era concentrato su questo conto quando avvertì una vibrazione nella tasca posteriore della tuta.

«Porca miseria» imprecò sotto voce. Si era dimenticato di spegnere il telefonino.

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