Miniesercizio bonus 2 – la mia storia

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Scrivere creativo è un vulcano e propone questo

Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un veliero
– La luna piena
– La foto seguente

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Nella notte di luna piena Tino in piedi sul terrazzo del vecchio palazzo in cima alla collina era a naso in su alla ricerca della sospirata scia per formulare il desiderio.

Aveva ricevuto un messaggio: “Trovati a mezzanotte nel Palazzo Vecchio”. La curiosità prevalse sulla prudenza raggiungendo con la Punto la villa chiamata Palazzo Vecchio. Trovato il cancello aperto si era insospettito ma entrò parcheggiandola davanti ai gradini d’accesso. Bussò alla porta.

«C’è nessuno?» aveva gridato per darsi coraggio. Assoluto silenzio rotto dal verso della civetta nascosta da qualche parte. Girò il pomello a forma di mano e sentì un clack. Era scattata la serratura. Spinto il battente, si aprì cigolando. L’ingresso era buio. Andò a prendere la torcia dall’auto.

L’interno aveva i segni dell’abbandono. Le stanze sporche, i mobili non parevano in buono stato sotto un velo di polvere bianca. La scala di legno che portava alla zona nobile era intaccata dai tarli ma Tino proseguì. L’adrenalina lo spingeva a salire. Sulle pareti del corridoio erano appesi quadri. Imbarcazioni e volti. Notò un veliero sulla cui stava scritto ‘segui la scia e troverai un tesoro’.

Tino si grattò la guancia. “Quale scia?” si chiese guardandosi attorno con l’aiuto della torcia. “Non vedo scie”. Proseguì fino a una portafinestra aperta sul terrazzo che dominava la città. Il cielo stellato invitava a guardarlo. Un lampo. La notte di San Lorenzo. Ecco la scia che devo cercare, pensò mettendosi a naso in su.

Stava per rientrare, quando una striscia luminosa segnò l’oscurità. Formulò in fretta un desiderio confuso: «Fammi trovare il tesoro».

“Dove?” pensò Tino ripercorrendo il corridoio fino al veliero caduto a terra. Vide una porta sormontata da un arco. Non c’erano maniglie. Con la mano passò i riquadri ma questa rimaneva chiusa. Con i polpastrelli scivolò sulle cornici, finché non avvertì qualcosa. Lo illuminò e con l’indice lo spinse. Uno scatto metallico. Il battente si scostò di un dito sufficiente per infilare il medio e tirarlo verso di lui. Senza un suono si aprì lasciando vedere una vecchia cassaforte.

Tino l’illuminò. Girò la maniglia di ottone senza risultato. Stava per allontanarsi deluso, quando notò delle chiavi appese alla parete. Infilatele nelle tre serrature ruotò il congegno di apertura.

«Oh!»

La copia in oro e argento del veliero faceva bella mostra e non solo quello.

Tino mise tutto nella borsa di cotone pronta per essere riempita.

Uscito la luna piena gli strizzò l’occhio. Una nuova scia infiammò il cielo.

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