Archivi giornalieri: 8 agosto 2017

La gravità – seconda parte

Standard

foto personale

Quello che segue è la seconda parte di un esercizio di scrivere creativo. Diciamo il suo seguito La prima parte la trovate qui.

Marco sussurra in preda al terrore: «Lo prometto berrò meno le prossime sere».

Eliana lo guarda incerta. “Che diavolo di sogno ha fatto, per essere così remissivo?” pensa, girandosi di lato.

Però la curiosità è femmina e lei è donna. Vuole conoscere il sogno che l’ha reso così mansueto.

Si gira verso di lui. Lo tocca, lo sveglia.

«Hai avuto un incubo da alcolizzato?» domanda, accendendo la luce.

«Voglio dormire. Voglio dimenticare» implora Marco, rifugiandosi sotto le lenzuola.

Sta ancora tremando al pensiero del volo che ha fatto dal sesto piano. “Eppure non sono un alcolizzato, né soffro di astinenza da alcool o droghe” prova a pensare Marco, ignorando la domanda della compagna.

Il sogno è stato terrificante. Se non ha urlato, è stato solo un caso, si dice, ripensando alla sensazione del vuoto, del precipitare verso terra. Però quello che l’ha terrorizzato è stata la percezione dell’impatto col terreno. “Terribile” ansima. “Ho avvertito un dolore diffuso e uno scrocchiare di ossa che andavano in frantumi. Veramente orribile”.

Eliana si appoggia sensuale col suo corpo a quello del compagno. Gli accarezza il viso e il petto.

«Non vuoi raccontarmi il tuo sogno?» sussurra alitando sul collo.

«No!»

«Perché?»

La ragazza non capisce, perché Marco si rifiuti di spiegare i motivi di tanta agitazione. In effetti beve con moderazione. Non si è mai ubriacato e, a parte i due bicchieri, nemmeno pieni, di vino giornalieri, non assume superalcolici.

La sua mano sul petto del compagno sente il cuore che batte forsennato e il respiro affannoso. Gli sfiora la fronte, imperlata di sudore. “Deve essere stato un incubo coi fiocchi” pensa Eliana, perché mai l’aveva trovato così agitato al risveglio.

Adesso la curiosità diventa più forte e lei lo tedierà finché non capitola.

«Suvvia» fa Eliana conciliante. «È stato solo un brutto sogno. Domani non lo ricorderai più».

Marco scuote il capo in segno di diniego. “Credo che lo ricorderò per molto” si dice, cercando una nuova posizione nel letto. La vicinanza di Eliana lo stimola ma la visione, mentre precipita nel vuoto, rimane fissa nei suoi occhi. Avverte che il cuore non smette di pulsare in maniera incredibile. Una mano invisibile gli stringe la gola e il suo respiro diventa un rantolo. Deve cercare di calmarsi, di rilassarsi, rallentando il ritmo cardiaco. Però davanti agli occhi vede la finestra spalancata, lui che volteggia pericolosamente nella stanza, finché non infila quell’apertura. Sotto di lui il vuoto, l’asfalto della corte interna che si avvicina sempre di più a velocità crescente. L’aria che fischia nelle orecchie e il grido che muore in gola. Sensazioni terribili con gli occhi dilatati per la paura, mentre si urina addosso in modo incontrollato.

Se questa è la sensazione di un suicida, credo che non riuscirò mai a compiere questo gesto” riflette Marco, mentre Eliana con sapiente maestria lo sta stimolando sessualmente.

Lui si gira verso di lei e l’abbraccia, affondando il viso nell’incava del seno. Poi si stacca bruscamente. Rammenta come lei non si fosse curata del suo terrore, come l’avesse lasciato precipitare a terra senza muovere un muscolo. Se questi sono i suoi sentimenti, pensa stordito Marco, Eli non mi aiuterà mai nel momento del pericolo.

Accende la luce e si alza.

«Dove stai andando?» domanda Eliana che non capisce le mosse del suo compagno.

«Me ne vado» la informa Marco, mentre infila i pantaloni.

«E dove, di grazia?» insiste la ragazza che non ha compreso che lui la sta abbandonando.

«È finita» scandisce con cura queste due parole.

«Questo per uno stupido incubo?» chiede Eliana coi piedi giù dal letto.

«Sarà stupido ma mi ha fatto conoscere un lato di te del tutto ignoto» ammette Marco, che termina la vestizione.

Eliana spalanca gli occhi per la sorpresa. Non ha mai pensato che un incubo potesse mostrare lati nascosti di una persona. Aggrotta la fronte ma vuole andare a fondo sulla questione.

«Spiegati meglio» bercia acida la ragazza.

«C’è poco da spiegare» afferma Marco, che si sta infilando le scarpe. «Mi lasciato sfracellare dal sesto piano».

Eliana apre la bocca e la richiude subito “Che mi venga un colpo” pensa la ragazza, che non ha capito una mazza del discorso del compagno. “L’ho lasciato sfracellare? E quando?” Se lo riteneva un bravo ragazzo un po’ limitato nel pensiero, adesso la sua considerazione diventa pessimismo che la loro relazione possa proseguire. Sorride, riflettendo che tutto sommato sono solo conviventi e l’appartamento è interamente suo. Poche beghe se la lascia.

«Se è questa la mia colpa, allora l’addio ci sta tutto. Ma se è frutto della tua fantasia, non perdo nulla» lo liquida senza tanti giri di parole.

Marco si ferma con la mano a mezz’aria. Stordito dalle ultime parole non reagisce come si è ripromesso.

«Chiudi bene la porta, quando esci. E ricordati di spegnere la luce» ammonisce Eliana, che si distende sotto le lenzuola, voltando le spalle. «Domani trovi tutta la tua roba sul pianerottolo. Buona fortuna».

Marco capisce che l’incubo sta producendo i suoi veleni e lui non ha l’antidoto.