Primo attacco – senza capelli – la mia storia

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Scrivere creativo ne pensa sempre una e sono divertenti le le loro storie.

In questo esercizio dovrete creare un racconto dove nella comunità in cui vivono i personaggi i capelli sono stati vietati.

In pratica tutti devono essere rasati a zero. Uomini, donne e bambini. Ogni giorno tutti devono radersi.

Pensate alle conseguenze: fallimento di tutti i parrucchieri, i VIP senza acconciature luccicanti, i calciatori senza capigliature assurde, ma anche gli impiegati tutti quasi uguali, i politici, i dottori.

Immaginate le conseguenze di questa decisione, pensate ai possibili ribelli.

Insomma, questo primo attacco è verso i capelli.

Vediamo come ve la cavate!

Bonus (facoltativo): provate a scrivere il racconto inserendo almeno quattro figure retoriche.

Buon divertimento!

Come sempre pubblicate i vostri svolgimenti nei commenti, su Facebook e/o sui vostri social linkando a questo articolo!

Ciao!

29 giugno 2117

Dalle ore zero di stasera chiunque sarà trovato con un capello in testa o un pelo nel corpo sarà condannato a cinquanta frustate sulla pubblica piazza e a vent’anni di reclusione da scontare nelle segrete del Castello

Firmato

tratto dal web

Calvo

Andrea il capellone impallidisce nel leggere questo avviso, posto su tutti i muri di Calvizie, una ridente cittadina di Calvilandia. Lo conosce bene quel farabutto del Calvo, che per non sentirsi in solitudine ha deciso che tutti, proprio tutti, dovranno essere glabri come lui.

Andrea maledice i suoi concittadini calviziani, che alle ultime elezioni sono stati suggestionati dalla loquela del Calvo, la replica in peggio del Nano, che è vissuto nel secolo scorso.

Torna a casa pensando a come fare. La sua capigliatura non la vuole sacrificare. Ma come?

Anna la rossa è furibonda. “Ai miei ricci rossi non ci rinuncio!” proclama in piazza.

Un gruppo di uomini tutti tosati a zero la guardano storti e si avvicinano minacciosi con le forbici in mano.

“Venite pure avanti, leccaculi” urla Anna, mettendo le mani sui fianchi.

Il primo malcapitato barbiere improvvisato è a terra, che si lamenta. Non Ha capito cosa gli sia successo. Sa solo che si lamenta per il dolore.

Nino si ferma. Quella strega è più rapida del fulmine, pensa, vedendo Girolamo che si contorce a terra in preda a lancinanti sofferenze al basso ventre. Eppure non si è mossa!

Gli altri due battono in ritirata. “Se vuoi rasarla a zero” dicono all’unisono, “vai avanti tu. Non ce la squagliamo”.

Andrea osserva Anna e Nino che si fronteggiano. Lei a gambe divaricate e le mani sui fianchi. Lui con una forbice in mano che le gira intorno. Assiste alla scena divertito. Quel verme ha trovato pane per i suoi denti, pensa.

Girolamo che continua a lamentarsi come se stesse tirando le cuoia striscia lontano da quella furia rossa. Ci penserà il Calvo e i suoi sgherri a catturarla, si dice, lasciandosi sfuggire un “Che dolore! Che dolore!”.

“Hai paura?” lo incita la rossa. “In quattro contro una povera donna! Non avete le palle!”

“Vieni bella” mormora mellifluo Nino. “Voglio farti lo scalpo”.

Non ha appena finito di borbottare queste parole, che Nino si ritrova le forbici piantate sul palmo della mano. Esterrefatto e incredulo non trova il tempo di urlare per il dolore, mentre osserva la sua mano che sanguina copiosamente.

Anna si avvicina al manifesto e lo strappa.

“Venite a prendermi se siete capaci!” e si gira per prendere a braccetto Andrea.

I due ragazzi ridono soddisfatti passando tra due ali di persone senza un pelo.

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