Daniele – parte quindicesima

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by Yellingrose

Dalla tapparella malamente abbassata filtravano spire di luce. Un raggio di sole disturbò il sonno leggero di Natalina, che si rifugiò tra le braccia di Daniele. La notte era stata lunga e dolce. I due ragazzi si erano addormentati abbracciati poco prima dell’alba.

Daniele cercò di capire l’ora dalla luminosità della stanza e dai rumori stradali. Nessuno delle due indicazioni venne in soccorso. Rinunciò. Dal piumone affioravano i capelli della ragazza, leggermente arruffati. Lui osservò il ritmico muoversi della trapunta. Con lentezza cercò di sottrarsi dal suo tenero abbraccio.

Non puoi” biascicò Natalina, incollandosi ancora di più al suo corpo.

Daniele sorrise ma doveva farlo. Con urgenza doveva passare dal bagno prima di andare in cucina a preparare la colazione. Uscito dal caldo tepore del letto, infilò una maglietta e i pantaloncini del pigiama. Il riscaldamento centrale era già acceso ma la stanza rimaneva ancora gelida.

Sveglia bella addormentata nel bosco” le sussurrò con dolcezza Daniele.

Sul vassoio posato sul letto c’erano due tazzine di caffè, la moka e un piatto con biscottini di vario genere.

Da sotto le coperte Natalina sbuffò. “Ho freddo a uscire da qui”.

Daniele raccolse lo scialle che aveva messo in precedenza sul calorifero a scaldare, immaginando che avrebbe protestato per il freddo. ‘Nuda com’è non può avere caldo’ ghignò in silenzio.

Tieni” disse, allungandolo alla ragazza. “Ma pensò che ti convenga mettere qualcosa sotto prima”.

Poi sparì alla vista di Natalina.

Al termine della colazione era tempo di riprendere l’esame degli avvenimenti per tentare di rintracciare Natalia. Daniele prese le carte dallo sgabello, mentre Natalina si avvolgeva per bene nello scialle. Provò a ricapitolare le informazioni, mettendo ordine ai suoi pensieri. In quei sei anni veneziani Sara e Natalia avevano vissuto pericolosamente. Di Sara aveva pochi dati. Era stata alquanto reticente. Non poteva ammettere che si era comportata come una escort di lusso, aveva tenuto una relazione dubbia con una delle due sorelle portoghesi e forse aveva frequentato personaggi alquanto discutibili. Provò a fare mente locale su cosa era avvenuto in quegli anni. A parte le turbolenza politiche Daniele non riusciva ad associare qualche episodio strano, focalizzato nel Veneto. Alla fine rinunciò.

Da dove ripartiamo?” fece Natalina, coprendosi anche col piumone.

Dai viaggi”.

La ragazza elencò le località che ricordava. Frammenti di conversazioni ormai vecchi di anni. Daniele emise un fischio.

Non vorrei pensare male” cominciò Daniele, dosando le parole.

Pensa pure male. Non credo che sarai distante dal vero” ammise Natalina con lo sguardo cupo.

I posti sono crocevia della droga. Natalia ha fatto da copertura ai trafficanti. Forse non se ne è resa conto subito”.

Anche lei aveva pensato alla medesima cosa e annuì per conferma.

Però ho un dubbio”.

Lo sguardo di Natalina esprimeva perplessità, perché non intuiva dove volesse arrivare Daniele. Anche lei era sicura che sua sorella fosse entrata in un giro pericoloso. Carlo, la malavita del Brenta, personaggi oscuri, dei quali aveva incerti ricordi. Sì, Dani ha ragioni da vendere. Nati si è trovata coinvolta con persone losche e pericolose, pensò. Quali dubbi gli sono venuti?

Che legame c’è con la scomparsa di Natalia” concluse il ragazzo, mentre appuntava la parola ‘droga’ e ‘trafficanti’ su un foglio intonso.

Adesso era più chiaro a Natalina quale riserva era spuntata nella mente di Daniele. Gli mancava l’anello di congiunzione tra quei lontani episodi e la sua sparizione. Forse solo Sara sarebbe stata in grado di fornirlo. Ma vorrà farlo? Era la domanda che adesso le frullava nella mente.

Ma non era soltanto droga” fece Daniele, come se parlasse da solo.

Non capisco” disse Natalina, aggrottando la fronte.

Daniele strinse gli occhi, come per concentrarsi su un punto non messo ancora a fuoco. Non poteva essere solo un corriere o una copertura Natalia, pensò. Poi il flusso dei pensieri divenne udibile.

Hai detto… oppure l’ho solo immaginato, che tua sorella viveva nel lusso in quegli anni” domandò il ragazzo, puntando gli occhi su Natalina.

La ragazza mosse il capo in segno di sì, ormai rassegnata a scoprire altre brutture nella vita della sorella.

Non ti offendere per quello che ti dirò” esordì Daniele, soppesando le parole. “Ma credo che praticasse sesso a pagamento. Feste, cene, viaggi verso l’Istria, in particolare al casinò di Portorose, non fanno pensare bene”.

Natalina non disse nulla. Ricordava come ascoltava i resoconti di sua sorella a bocca aperta. Racconti di lusso che non si poteva permettere.

Portorose?” esclamò Daniele come se avesse avuto un’ispirazione. “Un posto pericoloso nei primi anni novanta. La guerra in Bosnia. La crisi della Jugoslavia”.

Natalina si rannicchiò sotto il piumone, mentre Daniele taceva.

Poi annotò qualcosa sul foglio. “Che sciocco!” esclamò il ragazzo. “Perché non ci ho pensato prima! Fino al novantacinque era un’area turbolenta. Traffico di armi e di droga, riciclaggio di denaro sporco. Dove era possibile lavarlo? Al casinò di Portorose! Con chi? Con una bella fanciulla al seguito”.

Natalina guardava Daniele come se lui avesse avuto un colpo di sole. Riciclaggio? Certo denaro avuto illegalmente! Questo poteva spiegare molto, si disse. Stava per dire qualcosa quando vide Daniele tracciare delle righe sul foglio.

anno

località

Cosa?

Settembre ‘90

Venezia

Incontro con Ana/Eliseu

Natalina si appoggiò sulla spalla, aderendo col seno al suo fianco. Sbirciò il foglio ma le sue mani si strinsero a lui.

Daniele si girò e trovò la sua bocca. Baciarla fu un atto istintivo. Lasciò i fogli scivolare via e si infilarono di nuovo sotto il piumone.

Se stanotte ho fatto all’amore con la luce del sole. Oggi alla luce del sole’ si disse e trovò tutto questo piacevolmente intrigante ed eccitante.

Una lacerante melodia mise fine a mugolii, gemiti, un agitare convulso del piumone. La magia che si era creata nella stanza svanì.

Non rispondere” ordinò Natalina con voce roca, anche se era consapevole che il momento magico era sparito.

La musichetta proseguì a lungo, finché cessò con sollievo di entrambi. Daniele provò a rianimare la scena ma la ragazza era fredda, quasi inerte. Insistette con risultati migliori rispetto a prima, quando un’altra melodia proveniente dal trolley di Natalina chiuse definitivamente la questione.

Uffa!” borbottò Daniele, mettendosi supino, mentre Natalina sembrava quasi singhiozzare. “Chi rompe di domenica mattina?”

No, non andare!” lo supplicò la ragazza.

Però Daniele con un balzo si alzò dal letto. Controllò il numero sul suo cellulare. “Merda!” esclamò arrabbiato. Poi si diresse verso il telefono di Natalina e scosse il capo.

Il dubbio era dipinto sul volto di Natalina. Non comprendeva le esternazioni di Daniele.

Numero privato sul mio. Sul tuo sconosciuto” spiegò il ragazzo, infilandosi sotto il piumone.

I fogli con gli appunti erano sparpagliati sul pavimento, mentre quei pochi rimasti sul letto erano alquanto stropicciati.

Una domanda ballava nella testa di Daniele. Aveva intenzione ogni volta di porla ma per un verso o per un altro rimaneva sempre nel chiuso della sua mente. Stava per porla, quando ebbe un lampo. ‘E se John o Juan fossero degli 007?’ pensò. ‘Potrebbe spiegare perché Juan pedinava Natalì’. A questo punto i dubbi anziché sciogliersi aumentavano, creando confusione.

Daniele raccolse i fogli caduti e lisciò quelli rimasti sul letto. Li ordinò e riprese a scrivere.

anno

località

Cosa?

Settembre ‘90

Venezia

Incontro con Ana/Eliseu

Febbraio ‘91

Venezia

Festa di carnevale/John

Marzo ‘91

Amsterdam

Fine settimana

Maggio ‘91

Portorose

Casinò

Il volto di Natalina mostrava tutto il suo disappunto. Aggrottato e con lo sguardo cupo fissava un punto imprecisato della parete. Sto passando un momento di passione ma prima i telefoni e adesso quei maledetti appunti hanno interrotto bruscamente il clima di piacere, sottolineò, mettendosi in posizione fetale.

Ho fame” affermò Daniele, osservando l’ora sul display del suo telefono. “Cosa facciamo?”

Un grugnito fu la risposta di Natalina.

[Continua]

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  1. Daniele sta cercando di ricomporre il passato di Natalia, un passato torbido che ha permesso alla ragazza di vivere nel lusso pagando un prezzo parecchio alto.
    Juan e Sara sono due tasselli importanti e Daniele con l’aiuto di Natalina deve cercare di saperne di più.
    Sta procedendo bene, la trama è scorrevole e la curiosità sale! 🙂
    Buon inizio settimana, un caro abbraccio da Affy

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  2. Ciao! Volevo segnalarti che ho pubblicato un nuovo post: http://www.giuseppemarinoscrittore.it/la-decostruzione-del-soggetto-nella-nuova-topica-di-sigmund-freud-parte-terza/.

    Spero che ti piaccia! 🙂

    Mi piacerebbe sapere come la pensi.

    ________________________________ Da: Giuseppe Marino Inviato: domenica 19 marzo 2017 17.39 A: Newwhitebear’s Blog Oggetto: Re: [Nuovo articolo] Daniele – parte quindicesima

    Buongiorno! Volevo segnalarti che ho pubblicato un nuovo post: http://www.giuseppemarinoscrittore.it/festeggiando-saint-patricks-day/. Spero che ti piaccia! 🙂

    ________________________________

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  3. Quante novitá, riesci sempre a coinvolgere i tuoi lettori 🙂 torno a leggerti sempre con piacere, un pó a rilento lo so, ma ultimamente le attivitá extrascolastiche di mio figlio nelle quali sono coinvolta costantemente e le mie nuove pagine mi portano via un bel pó di tempo, per non parlare delle mie di attivitá. Ma non mi lamento, mi piace tutto ció che faccio, mi diverte ma avrei bisogno di ore settimanali extra!

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