Daniele – parte dodicesima

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foto personale

La cucina era abbastanza ampia per permettere di tenere un tavolo per quattro al centro. Sulla parete opposta alla porta stava la porta-finestra, che dava sul piccolo balcone, affacciato sulla corte interna. Di fianco un frigorifero cromato doppio occupava quasi tutto il resto della parete.

Natalina lo aprì per esplorarne il contenuto. Non c’era molto, a parte i contenitori coi resti del pranzo di mezzogiorno. Una bottiglia di bianco, aperta da chissà quanti giorni. Un bottiglia di plastica con acqua minerale naturale. La vaschetta della verdura vuota con tracce dei vecchi contenuti, ormai secchi. Oltre a qualche rimasuglio di formaggio e delle mozzarelle non ancora scadute.

Natalina chiuse lo sportello superiore con sconforto. Si abbassò per verificare la consistenza dei contenitori del freezer. C’erano buste e confezioni surgelate in discreto numero. Pasta per pizza, verdure precotte, patate al forno. Tirò un sospiro di sollievo. Qualcosa si poteva preparare senza perdere molto tempo.

Ad angolo, addossate alla parete, stava il resto del mobilio della cucina. Pensili rossi e sotto il piano di lavoro coi fornelli. Di fianco Un forno a microonde sopra uno elettrico a colonna. Daniele armeggiava col cestino del pane, mentre Natalina si chiedeva se ci fosse qualcosa di utile per la cena.

Hai del pomodoro?” gli chiese, avvicinandosi. Non aveva molte speranze. Il contenuto del frigo era tipico del maschio single, abituato a mangiare fuori o con cibo da asporto.

Non saprei” fece Daniele, prendendo dal pensile piatti e bicchieri da disporre sul tavolo.

La risposta confermava i suoi timori. Natalina rise, scuotendo la testa. Più per nervosismo che per ilarità. ‘Serviranno a poco, se non prepariamo qualcosa. Forse Dani pensa di finire gli avanzi del mezzogiorno’. Aprì gli sportelli per un rapido controllo. Non pensava di trovare nulla di utile per la cena. Esaminato con cura l’interno, si imbatté in una ricca dispensa, che la sorprese. Non immaginava di vedere tutto quel bendidìo. Trovò pelati e passata di pomodoro adatti alla preparazione della pizza. Prelevò dal freezer la pasta che scongelò col microonde, prima di distenderla nella teglia rotonda.

Aiutami” disse Natalina, accennando col capo che intendeva parlargli, senza essere udita da Sara.

Dimmi” sussurrò Daniele, accostando le labbra al suo orecchio.

Manda via Sara. Vorrei parlarti liberamente senza lei tra i piedi” mormorò con un filo di voce Natalina. Lui più che sentire le lesse il labiale.

Sara si stava agitando, come se volesse piombare in cucina. Il suo tono era di oltre due ottave rispetto al solito. “Cosa state tramando, voi due?”

Un leggero risolino uscì dalle labbra di Natalina, mentre Daniele si affrettava a rispondere. “Invece di tenere il culo sul divano, alzalo e vieni a dare una mano in cucina”. La sua speranza era di sortire l’effetto opposto. Ovvero che Sara continuasse a rimanere nel soggiorno.

Lei grugnì e non si fece vedere. “Che preparate per la sera?” domandò con tono strafottente.

Pizza” rispose pronta Natalina.

Si udì un profondo respiro proveniente dal soggiorno. Quasi un grugnito. Era chiaro il suo disappunto. Natalina ghignò soddisfatta. ‘Se non le va, può togliere gli ormeggi’. E continuò nella preparazione.

Quanto abbiamo detto oggi pomeriggio, mi ha acceso qualche lampadina” sussurrò Natalina, mentre infornava la pizza. “Mi piacerebbe ragionarci su”.

Daniele annuì per conferma. Aveva intuito giusto che la ragazza avesse ricordato qualche discorso della sorella, che adesso il senso le era più chiaro. Prese dal porta bottiglie la bottiglia di rosso, comprata nel pomeriggio e la stappò con un sonoro schiocco.

La tavola era pronta. I piatti, le posate e i bicchieri erano sistemati con cura. Mancavano solo loro.

Niente birra?” chiese Sara, quando i due ragazzi tornarono nel soggiorno.

Niente. Solo vino”.

Una smorfia di disgusto si dipinse sul volto di Sara. Daniele non ci fece caso, raccogliendo i fogli sul tavolo. Forse stasera avrebbe capito qualcosa di più ma doveva liberarsi della presenza di Sara, poco intenzionata ad andarsene.

Dove si mangia” chiese petulante la ragazza.

Daniele aggrottò la fronte. “In cucina. Sul divano no di certo”.

Ma si sta comodi, qui” insistette Sara, stringendo le ginocchia con le braccia.

Il ragazzo fece intendere con chiarezza che si sarebbe cenato in cucina. Era inutile insistere.

Natalina si alzò per controllare lo stato di cottura della pizza. L’aspetto era invitante. Soffice e non troppo alta si stava rosolando per bene. Sul piano di lavoro una seconda pizza, più piccola di quella in forno, aspettava il suo turno. ‘Tempo di finire la prima e anche la seconda sarebbe diventata pronta’. Si sedette a riflettere. Non riusciva più a sopportare la petulanza e la spocchia di Sara. Da quando è arrivata a sorpresa non ha smesso un secondo di rompere, pensò Natalina, ha raccontato balle a Daniele sulla loro permanenza a Venezia. Ha finto di ignorare i motivi della loro precipitosa fuga in direzione opposte. Insomma non ha fatto nulla per aiutare a rintracciare mia sorella.

Il timer del forno squillò, segnalando che la cottura era terminata. Natalina per scrupolo controllò il bordo, dorato e croccante. La mozzarella si era sciolta senza bruciarsi. “La pizza è pronta” disse, mentre infornava la seconda.

La pizza fumante stava nel centro tavola già divisa in tre parti uguali. Aspettava solo i commensali. Col viso appoggiato al vetro Natalina scrutava il buio dell’esterno, rotto dalle luci del palazzo accanto.

Eccellente cuoca” si complimentò Daniele al termina della cena.

Natalina divenne rossa. Il complimento le faceva piacere. Sara mugolò qualcosa di poco intellegibile, mentre si appoggiava allo schienale della sedia. Pensò che non aveva molta voglia di tornare nel suo appartamento e lanciò la proposta. “Mi fermo per notte”. Si era auto invitata. Daniele la guardò di sbieco, sconfessando la richiesta col capo.

Quando vuoi ti accompagno a casa. Oppure preferisci il taxi?” Era la sua controproposta, lasciando attonita Sara. In altre parole le aveva trasmesso chiaramente che prima se ne andava, meglio era. Per lei non c’era posto. Stava per ribattere, quando Daniele si alzò per prendere chiavi e giubbone.

Sono pronto”. Oltre a liberarsi della presenza di Sara, che aveva messo a dura prova la sua pazienza, poteva controllare, se Juan e il suo compare stazionavano ancora davanti al portone.

Adesso la cucina era da rigovernare. Piatti e bicchieri erano rimasti sul tavolo. La bottiglia di vino andava chiusa con un tappo. Le due teglie dovevano essere lavate. Natalina sgombrò il tavolo, mentre udiva Sara protestare. Sorrise. Se avesse tenuto ben altro atteggiamento, forse la sua presenza sarebbe stata utile, pensò mentre versava il detersivo liquido per piatti. Così è solo d’impiccio e rompe i coglioni. Poi il rumore di una porta che si chiudeva e il silenzio rotto solo dall’acqua sulle stoviglie.

Pensò che anche stanotte sarebbe stata di veglia, più o meno come quella precedente. Però domani era domenica e avrebbe potuto recuperare un po’ di sonno.

Nell’ascensore Sara protestava ma Daniele restava muto, tenendola per un braccio.

Perché mi cacci?” gridava Sara rossa in viso.

Voglio dormire sereno, stanotte, senza una rompiscatole tra i piedi”.

La ragazza ebbe un grido strozzato. Oltre a metterla alla porta le dava della rompiballe. Questo era troppo. “Me ne vado a casa da sola” fece inviperita.

Daniele rise. Sapeva che non era vero. “Ti accompagna Juan?” le disse per ferirla. Una sparata al buio, immaginando una risposta piccata.

Sara aprì la bocca ma non riuscì a dire nulla. Rimase spalancata come gli occhi per la sorpresa. ‘Come diavolo sa che Juan era davanti al suo portone?’ si chiese stupita. ‘E poi come fa a conoscerlo?’

La porta dell’ascensore si aprì con un rumore di ferraglia ma Sara era sempre impietrita dallo sconcerto dell’affermazione di Daniele.

Vieni” e la prese per un braccio, trascinandola verso la porta a vetri.

Sara non oppose resistenza. Non si era ripresa dallo stupore. Lo seguì senza fiatare. Da quando aveva messo piede lì era la prima volta che taceva.

Daniele fece strada verso i posti auto interni, tirandosela dietro come un corpo morto. ‘Dunque conosce quel Juan, la stronza’ e non gli aveva detto nulla. ‘Come fa a conoscerlo? Venezia o Berlino?’ La domanda premeva nella sua mente. Tuttavia la tenne per sé. Troppi dettagli gli aveva negato oppure spiegato in modo confuso. ‘Se domani osa presentarsi alla porta, non se ne va, prima che abbia chiarito tutto. Se pensa di prendermi per il culo, si sbaglia. E di grosso’.

Avviata la macchina, dopo aver aperto il cancello col telecomando, si immise sulla via. I fari illuminarono la faccia di Juan sorpresa. Daniele rise, accelerando.

[continua]

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  1. Finalmente depositata Sara fuori dalla dimora di Daniele possiamo conoscere altri dettagli grazie a Natalina.
    Hai descritto la preparazione e la cottura della pizza in un modo magistrale, sarà per l’ora ma avrei proprio gradito!
    L’indisponente Sara non è del tutto immune ai fatti, qualcosa che potrebbe ricomporre la trama è a sua conoscenza, si tratta solo di aspettare …
    E aspettiamo ben volentieri!
    Un abbraccio Gian Paolo 😉

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  2. Ahi ahi… te l’avevo già scritto in occasione di una parte di un tuo vecchio racconto… e lo ripeto qui: Ahi ahi.
    Cosa sta succedendo? La carne è debole?
    E ora vedremo il proseguo della storia.
    Ciao Newwhite. Io starò ferma questa settimana. Solo questa settimana, a meno che non mi si liberi una mezza giornata. Vorrei ma non riesco a sistemare la mia sei. Ho il bimbo malato. Non posso scrivere se non resto sola in casa, è un mio difetto.
    Intanto sto studiando l’ennesimo libro di scrittura creativa che è il più difficile che mi soa mai capitato fin’ora ma anche il più completo e bello. Sono felice perché me lo posso permettere, le basi le ho. Se fosse capitato prima non l’avrei affrontato correttamente.
    Mi sono ritagliata giusto il tempo per te e per fare alcuni giri nei blog.
    Buon fine settimana dunque. A presto!

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  3. Che caratteraccio Sara, difficile sopportarla, bisogna avere una buona dose di pazienza. Ma sará vero che Sara gli dirá quello che vuole sapere?
    Mi piacerebbe sapere giá tutti i dettagli ma….. da brava lettrice quale sono… anche se curiosissima faccio finta che gli altri capitoli tu non li abbia ancora pubblicati e li leggeró uno dopo l’altro 😀
    Un bacio e buona giornata!

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