Daniele – parte decima

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foto personale

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«A nulla» rispose Natalina diventando rossa nelle guance.

Un sorriso maligno apparve sulle labbra di Sara. ‘Nessuno dei due ha capito nulla’ pensò la ragazza. ‘Natalina si sta annoiando, perché non segue i nostri discorsi. Daniele insegue un ragionamento razionale che non lo porta da nessuna parte’. Ricordava le lunghe discussioni di quindici anni prima. Lei estemporanea. Lui razionale, logico. Nonostante fossero insieme dalla prima liceo il loro rapporto era conflittuale. Due temperamenti diversi. Lei sanguigna e focosa, mai soddisfatta di qualcosa. Lui calmo e posato, quasi pacioso e pronto ad accontentarsi di quello il destino gli offriva. La partenza per Venezia era stata vista da lei come una liberazione, mentre per lui era una fuga da se stessa. ‘Finalmente ho potuto dare sfogo al mio carattere sempre compresso e ligio al contesto sociale. Dodici anni favolosi prima di rientrare nel grigiore della capitale’. Adesso voleva prendersi una rivincita sul suo ex-ragazzo. Lo vedeva annaspare alla ricerca del capo del filo per arrivare a Natalia. Sorrise compiaciuta.

Daniele accennò col capo come per far comprendere che non credeva alla risposta di Natalina. ‘Se non vuole parlare, avrà i suoi buoni motivi. Sono sicuro che stasera confiderà i suoi dubbi. Qualcosa ha intuito. Forse qualche frase, a cui non aveva dato importanza, le ha aperto gli occhi’. Di sbieco aveva osservato il viso di Sara, che pareva un grosso micione soddisfatto. ‘Non cambierà mai. Crede di essere più scaltra degli altri ma è un libro aperto’. Tornò a leggere gli appunti, a interrogare le linee tracciate sui fogli. Sì, qualcosa non torna. L’atteggiamento di Natalina, apparentemente estraniata dalle nostre chiacchiere, mi conferma che qualcosa in quei sei anni è successo. Sara è stata reticente. Perché? Lo scoprirò. Il punto di svolta è il 1996, quando parte per Berlino. Trovo strano che Natalia sia tornata a Roma senza preavviso. Sara invece è volata a Berlino, eclissandosi. Tutti pensieri che facevano riflettere Daniele. Anche le assenze di Natalia, che spariva per periodi più o meno lunghi, adesso lo insospettivano. Non aveva mai dato peso a queste circostanze, come il fatto che si era rintanata in quel quartiere anonimo di Roma. Per questo motivo non aveva dato importanza, quando da oltre un mese era scomparsa. Era un comportamento stravagante ma abituale, che non gli aveva fatto scattare nessun campanello di allarme, finché Natalina non aveva chiesto aiuto. Daniele avrebbe voluto porle la domanda perché era tornata in fretta e furia. Per quale circostanza Natalina si era allarmata. Ci sarebbe stato tempo di parlarne. Adesso doveva raccogliere altre informazioni sugli anni veneziani, che presentavano vistosi buchi.

Sara” fece Daniele, volgendosi verso di lei. “Hai detto che nel 1993 Natalia ha incontrato un facoltoso imprenditore del Brenta. Giusto?”

Sara annuì ma non disse nulla. Solo un sorriso beota. ‘Se pensa di innervosirmi si sbaglia’ pensò il ragazzo, che ricambiò lo sguardo, trasmettendole un messaggio preciso. Ride bene, chi ride per ultimo.

Daniele si rivolse a Natalina, perché aveva capito che non avrebbe ricavato nulla di più di quello, che aveva scritto, da Sara. “E tu puoi aggiungere qualche particolare?”

Non saprei. Non c’ero con loro”. Pareva guardinga ma era evidente che qualcosa era tornato a galla.

Natalina ripescò dal calderone dei ricordi brandelli di conversazione. ‘Sì, mia sorella qualcosa ha lasciato trapelare. Forse in modo involontario’. A ripensarci bene quei viaggi in Olanda sul fine settimana le sembravano adesso sospetti. Oltre a quelli un lungo tour in Sud America. ‘Me l’ha offerto Carlo? Aveva detto a giustificazione. ‘È vero che era ricco e poteva permetterselo ma non ho mai capito cosa facesse in realtà’.

Natalina” disse Daniele catturando la sua attenzione. “Hai detto che nel 1993 ha conosciuto un personaggio ricco della Riviera del Brenta. Dico bene?”

Aveva con cura evitato di citare ‘faccia d’angelo’ e la sua banda. Ricordava come aveva reagito Natalina a quel accenno.

Sì. Carlo” precisò la ragazza, rimanendo impassibile.

Daniele si chinò sulle sue carte alla ricerca della prossima domanda. “Ma Natalia è andata a stare con lui?” Alzò lo sguardo prima su Natalina, poi lo girò su Sara.

Nessuna delle due fiatò. Si guardarono come per dire ‘parla tu’. Daniele con pazienza aspettava una risposta.

No” sospirò Sara. “Mia sorella ha sempre abitato in un campiello del Cannaregio con Sara”.

Natalina a ripensarci adesso trovava singolare che spesso Natalia dormiva con Carlo e faceva lunghi viaggi con lui, rimanendo nella casa condivisa con Sara. Sono stata veramente ingenua a credere a tutto quello che mi raccontava mia sorella, rifletté la ragazza con un sospiro. Avrei dovuto porle mille domande. Ma non l’ho fatto e ho bevuto tutti i suoi racconti. Adesso era troppo tardi.

Ma nel 96, quando Natalia è partita da Venezia, stava ancora con Carlo?” Daniele formulò il quesito senza rivolgerlo a nessuno delle due in particolare. Aveva compreso che rispondevano senza aggiungere dettagli, tacendo informazioni importanti. Ogni tanto gli veniva la voglia di mandarle tutte e due a fanculo ma poi la curiosità aveva il sopravvento e proseguiva con calma nelle domande.

Anche stavolta le due ragazze incrociarono gli sguardi per sollecitare la risposta. Nessuna delle due aveva intenzione di cominciare per prima. Un piccolo braccio di ferro.

Daniele si chinò su una carta e alzando gli occhi disse: “Non importa. Se Natalia è tornata a Roma senza di lui, vuol dire che non stavano più insieme. Dunque…”.

Hai visto giusto” confermò Natalina asciutta.

Daniele le scoccò uno sguardo riconoscente per la precisazione ma anche di muto rimprovero per la sua reticenza. Poi si volse verso Sara. “Come mai sei partita in fretta e furia per Berlino?”

La ragazza sobbalzò in modo impercettibile ma chiaro per Daniele. Non si aspettava questo brusco cambio di rotta nelle domande. Formulò in modo rapido la risposta. “Mi ero stancato di Venezia. E poi Natalia era decisa a tornare a Roma. Cosa ci stavo a fare da sola lì?”

La fronte di Daniele si corrugò, per nulla convinto da quella spiegazione. ‘Visto che era fuori corso da anni. Né aveva intenzione di prendere la laurea. Perché non tornare con Natalia a casa? Decisamente una risposta stonata’. Il quadro cominciava a delinearsi, anche se alquanto incompleto.

In quei sei anni veneziani come facevate a mantenervi?” girò la domanda a Sara. Ricordava che le loro famiglie poco dopo un anno avevano ridotto drasticamente gli aiuti economici. Casa, vitto, viaggi, università valevano un bel pacchetto di lire.

Sara rimase muta.

Natalia ha attinto per circa un anno da un piccolo fondo. Una donazione di nostra nonna. Poi credo che a mantenerla sia stato Carlo” spiegò Natalina, diventando rossa. Ricordava con dispiacere come si fosse offesa, quando Daniele aveva affermato che era una mantenuta di lusso, una concubina. Adesso non poteva fare ammenda ma stanotte sì. Nella sua beata innocenza di tredicenne non si era mai posta la questione, come fosse in grado sua sorella a vivere lontano da casa senza soldi o quasi. Le domande di Daniele avevano squarciato quel velo di ipocrisia e di bugie che avevano avvolto quegli anni. Però anche al ritorno a Roma il problema in buona sostanza era lo stesso. Come aveva vissuto quei nove anni senza il sostegno della famiglia? Un dubbio cominciò a farsi strada nella mente di Natalina. Un dubbio che coinvolgeva anche Sara. Sì, stanotte non dormiremo, perché sarà dedicato a risolvere molti quesiti.

Daniele finse di annotare qualcosa. Sara non aveva parlato, rimanendo sulle sue. Tuttavia era un libro aperto. Natalina aveva detto qua e là qualcosa, facendo intuire che sapeva qualcosa in più. Per fortuna aveva accettato la sua ospitalità. Nella notte avrebbero discusso su molti punti. Un punto era fermo. Sara e Natalia per sei anni erano state delle mantenute o delle escort di lusso. Senza soldi non avrebbero potuto tenere quel tenore di vita.

Si stiracchiò. Le gambe erano intorpidite. Fuori era ormai già buio. Le giornate in gennaio erano corte e la sera arrivava presto. Daniele sentiva la necessità di un caffè forte. La sveglia era stata alle cinque e la notte si preannunciava calda.

In cucina davanti alla piastra del gas in attesa del gorgogliare del caffè pensò alle strane coppie che li avevano seguiti da Fiumicino. ‘La donna bionda ha probabilmente a che fare con le sorelle portoghesi. Una semplice intuizione senza riscontri. Ma Juan e il suo amico cosa c’entrano con Natalia e Sara? Oppure sono alle calcagna di Natalina? Però qualcosa mi suggerisce sensazioni diverse. Sara conosce quale legame hanno con loro. Però non si sbottona. Pazienza’.

Daniele urlò dalla cucina. “Ho preparato del caffè. Qualcuna ne vuole?”

Se non ti dispiace, prendo volentieri un tè verde” rispose Sara, dando per scontato che ci fosse.

Dopo una breve pausa anche Natalina fece sentire la sua voce. “Preferisco una cioccolata calda in tazza. Sempre che ci sia”.

Daniele rise di gusto. “Siete due donne fortunate”.

Vengo in cucina per aiutarti” fece Natalina, raggiungendolo.

[Conitnua]

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  1. Ricostruire un lungo lasso di tempo della vita di Natalia è impresa ardua. Mi sembra di capire che anche la sorella annaspa sulle sue convinzioni cercando di capire chi ha davvero aiutato Natalia e chi l’ha mantenuta.
    Sara è enigmatica, nasconde forse qualcosa che preferisce al momento non svelare?
    Daniele, tassello dopo tassello, cerca di incastrare la storia restituendo la verità ancora troppo difficile però da raggiungere.
    Bel racconto, avvincente e pieno di sorprese.
    Buon fine settimana Gian Paolo, un caro abbraccio 🙂

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