Una storia così anonima – parte quarantasettesima

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Foto personale

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Rennes-le-Château, 9 marzo 2015, ore nove.

Madame Monzon sinceramente è dispiaciuta per la partenza di Luca e Vanessa. Si era abituata al loro chiassoso ma educato modo di fare. Nonostante fossero giovani, hanno tenuto sempre in ordine le loro stanze. Puntuali nel rispettare gli orari, hanno onorato la sua tavola e la sua cucina. Aveva avuto nel passato tra suoi ospiti diversi italiani ma ne aveva ricavato un’impressione negativa. Sporchi, trasandati, senza regole e senza rispetto dell’altrui proprietà. Le stanze alla loro partenza erano in condizioni pietose. Asciugamani per terra, lenzuola macchiate di caffè. Un disastro. Questi due ragazzi, che potrebbero essere suoi figli, le hanno fatto cambiare opinione. ‘Non tutti gli italiani sono uguali’ si è detta, quando le hanno annunciato che sarebbero partiti la mattina successiva.

Il nove marzo, un lunedì, è il giorno della partenza. Luca porta nell’ingresso il loro scarso bagaglio, mentre Vanessa si attarda per controllare che la camera, che hanno occupato, sia libera e in ordine. Non le piace lasciare disordine dove ha soggiornato. Dopo avere dato un’ultima occhiata per assicurarsi di non avere dimenticato nulla, scende per salutare la proprietaria.

Ragazzi” dice Mme Monzon, mentre il suo occhio si inumidisce, “ragazzi mi dispiace vedervi partire. Mi tenevate compagnia con la vostra allegria. Di certo sentirò la vostra mancanza questa sera”.

Madame” risponde Vanessa, che le stringe le mani con calore, “anche noi abbiamo un po’ di malinconia nel lasciarla. Ci è sembrato di stare in famiglia, a casa nostra. Prometto che torniamo a trovarla. Ma ora dobbiamo tornare in Italia”.

Luca l’abbraccia con calore, rimanendo in silenzio. Non è molto bravo negli addii e preferisce tacere per non cadere nel banale. Poi salgono in macchina e partono per Bologna. Non si voltano per salutare ancora una volta Mme Monzon. Hanno gli occhi lucidi e un gran dispiacere nell’abbandonare la gite. Si sono trovati veramente bene nella decina di giorni di permanenza ma non possono tardare a rientrare. Sono rimasti fuori più del previsto.

Rimangono in silenzio, mentre dopo un paio di curve il paese sparisce dalla loro visuale. La giornata si preannuncia nuvolosa come può esserlo in marzo, quando sole e nuvole si alternano repentine in cielo. Arrivati a Couiza, si dirigono verso la costa. Madame li ha sconsigliati di tagliare verso Arques e fare delle strade secondarie. “Potreste perdervi” ha detto la sera precedente Mme Monzon. “Passate per Limoux per puntare su Carcassone. Poi prendete A61 in direzione Narbonne”.

Luca segue il suggerimento, anche se il navigatore gli ha indicato che il tragitto più breve è per Arques. In un’ora di strada raggiungono il centro storico di Narbonne, dove fanno una breve sosta in un bistrot prima di arrivare a Montpellier per il pranzo di mezzogiorno.

Da qui” dice Luca, mentre prende il caffè al termine del pranzo, “facciamo un’unica tirata fino a Mentone, dove pernottiamo. Il giorno dopo siamo a Bologna in cinque o sei ore, traffico permettendo”.

Vanessa annuisce, perché sa benissimo che le sarebbe difficoltoso far cambiare idea a Luca. ‘Poi ho voglia di dormire nel mio letto’ si dice, mentre assaggia il sorbetto al limone.

I due ragazzi si sono dimenticati di Henri. Nei giorni precedenti non l’hanno mai incrociato o visto di sfuggita. Così progressivamente hanno allentato l’attenzione. Luca aveva suggerito che Henri, finito KO, fosse sparito, anche se Vanessa aveva scosso il capo dubbiosa. Non si sono accorti che lui invece silenzioso li ha tenuti d’occhio e adesso è alle loro spalle. É un fantasma, la loro ombra che li segue passo passo.

Mentre defilato aspetta con pazienza che riprendano il loro cammino, Pierre riflette sugli ordini del Gran Maestro della Quercia. ‘É stato perentorio’ si dice, fumando una sigaretta. ‘Devi scoprire cosa conoscono del nostro segreto. Oak Island’s Priory deve rimanere ignoto a tutti. Mi ha detto con un tono che non ammetteva repliche’. Non importa chi dei due parlerà ma devi conoscere tutti i particolari e i dettagli, aveva aggiunto prima di chiudere.

Adesso deve organizzare bene il piano. Non può fallire, perché non saprebbe a quali conseguenze andrebbe incontro. ‘Meglio essere prudenti’ si dice, gettando il mozzicone fuori dal finestrino. Pierre punta sulla ragazza. ‘É tosta’ si dice, sfiorandosi la guancia non ancora perfettamente guarita, ‘ma è meno attenta rispetto al ragazzo che invece ha la testa dura’. Ride amaro, perché la lingua gli duole ancora e non poco. ‘Ma lui mi sembra meno malleabile rispetto alla compagna’. Si chiede dove tendere il tranello. Lungo il tragitto verso Bologna è più complicato, perché le occasioni ci sono ma meno fruibili. La può sorprendere nella sua abitazione. Sa dove abita e conosce il modo di introdursi senza essere notato. Per il momento gli è sufficiente seguirli senza farsi individuare. Se li perdo di vista, pensa, lisciandosi la guancia ispida per la barba che non può eliminare, so dove arriveranno.

Sono le due del pomeriggio, quando li vede sbucare dal ristorante per raggiungere l’auto posteggiata nelle vicinanze. Pierre mette in moto la sua e si appresta a continuare il pedinamento. ‘Se la sede del priorato’ riflette, ‘non fosse oltre oceano, porterei al Gran Maestro la fanciulla su un piatto d’argento. Allora sì, che ci sarebbe da divertirsi!’ Sadicamente pensa alle torture che la aspetterebbe. E lei non sarebbe molto felice di subirle. ‘Tutto a tempo debito’ conclude mentalmente, avviandosi lentamente alle loro spalle.

Per arrivare a Mentone servono circa quattro ore di viaggio, si dice Luca, mentre ammira le acque del Golfo del Leone alla sua destra. Accende la radio per ascoltare qualcosa.

Uffa” sbotta Vanessa. “Chiudi questo arnese. Se vuoi compagnia, te la tengo io”.

Luca sorride. ‘Immagino di cosa vorrà parlare’ pensa, spegnendo l’autoradio.

Di cosa parliamo?” chiede il ragazzo.

Del nostro frate, naturalmente” risponde Vanessa, sistemandosi sul sedile.

‘Come si voleva dimostrare’ si dice, prima di rispondere all’amica. “Cominci tu?” fa Luca con tono un po’ ironico, mentre non nota che da Montpellier una Mini blu li sta seguendo. Si è scordato completamente che Henri poteva essere alle loro spalle.

Non ho capito il motivo per il quale Pietro prima è passato per Chartres, poi Poitiers e infine è arrivato a Rennes-le-Château” comincia Vanessa.

Beh! A Rennes-le-Château sappiamo per certo che ha prelevato qualcosa” dice Luca, “oppure sbaglio?”

No, no. Non sbagli” afferma la ragazza. “Ma cosa ha prelevato? L’iscrizione indica una cassetta lignea. Ma il suo contenuto?”

Luca scuote il capo. Qualcosa non torna. Non comprende perché Henri li ha minacciati a Bologna e poi seguiti in Francia, tentando più di una volta di intercettare le loro conversazioni. Anche lo scontro nella chiesa di Rennes-le-Château gli appare immotivato. Per una frazione di secondo Luca si osserva alle spalle senza notare nulla di insolito. La guardia abbassata e la voglia di tornare alla vita di tutti i giorni gli fanno ignorare ogni misura di prudenza.

Non saprei darti una risposta. Il nostro cronista medioevale sembra parco di notizie al riguardo. Dice solo che al rientro in Italia Pietro si reca all’abbazia di Chiaravalle, vicino a Milano” dice il ragazzo pieno di dubbi. “Ma a fare cosa?”

E se invece li ha portati a Bologna?” insiste Vanessa, ignorando le parole di Luca.

Boh!” risponde il ragazzo, alzando le spalle perplesso.

In uno dei libri presi in biblioteca” fa Vanessa, mentre stringe gli occhi per aiutarsi a ricordare, “mi pare che sia stata trovata una misteriosa cassetta in una chiesa sull’Appennino”.

Forse mi sembra di aver letto qualcosa del genere” dice Luca poco convinto che si tratti della medesima cassetta. “Ma senza conoscere il contenuto, qualsiasi ipotesi è valida”.

Anche a Chartres Pietro ha prelevato qualcosa” dice Vanessa. “Forse l’ha consegnata a Chiaravalle”.

Probabile” ammette Luca stanco per la guida. ‘Ancora un piccolo sforzo, poi…’ si dice, muovendo il collo dolorante per sciogliere i muscoli della cervicale.

Arrivati sulla Costa Azzurra, all’altezza di Cannes sulla A8, il cielo limpido e il mare, che si sta calmando, li accolgono festosi. La distesa si tinge di rosso per il tramonto, mentre il sole cala alle loro spalle.

Ancora un piccolo sforzo” dice Luca, sapendo di mentire, perché manca ancora un’ora abbondante di strada, “e poi siamo a Mentone”.

Sì, negriero” replica sarcastica Vanessa. “Nemmeno una sosta per la pipì mi hai fatto fare. Se non arriviamo in fretta, sarò costretta a farla qui dentro”.

Hai problemi alla vescica?” le chiede ironico Luca.

No, ma una sosta avrebbe fatto bene” dice la ragazza, mostrandogli la lingua.

Prendi il mio telefono” le dice Luca. “Prenota a Mentone”.

Vanessa spalanca gli occhi verdi e apre la bocca per la sorpresa. “Prenoto? Sai già il nome dell’albergo?”

No” fa Luca ridendo. “Ne cerchi uno”.

La ragazza scuote i riccioli rossi, rimettendo nel portaoggetti il telefono. “Lo cerchi e prenoti tu” fa risoluta vanessa.

Va bene” concorda Luca. “A Nizza mi fermo e lo faccio”.

Sosta rapida” gli intima Vanessa. “Già qualche goccia mi è scappata”.

Luca ride, mentre imbocca l’uscita 50, Nice – Promenade des Anglais, per dirigersi verso il centro città. Nelle vicinanze del porto parcheggia e comincia a cercare un albergo a Mentone. Ce ne sono molti ma c’è un unico quattro stelle, neppure troppo caro.

Va bene il Napoleon Hotel o preferisci Le Dauphin?” fa Luca, fingendo di lasciare la scelta a Vanessa.

La ragazza sgrana gli occhi verdi e apre la bocca senza dire nulla, prima di esplodere un “Vaffanculo, stronzo! Che ne so quale dei due è il migliore”.

Perché?” domanda con fare ingenuo Luca.

E me lo chiedi?” replica con gli occhi stretti per la collera.

Ho capito, ho capito! Non farti alzare la pressione” dice con un sorrisino ironico il ragazzo. “Prenoto il quattro stelle”.

Che sarebbe?” chiede Vanessa, che si ricompone dopo lo scatto di nervi, stringendo le gambe. La necessità di urinare diventa sempre più impellente

Napoleon” fa Luca, mentre compone il numero. “Sul lungomare a un chilometro dal confine”.

La stanza c’è ma il posto macchina no. Attraversata Nizza, un’ora più tardi parcheggiano davanti all’hotel.

Siamo i signori Felici” dice Luca, presentandosi alla reception. “Abbiamo telefonato un’ora fa per una stanza matrimoniale per stanotte. Mi potrebbe indicare un posto nelle vicinanze, dove posteggiare la macchina senza prendere la multa?”

Vanessa con gli occhi spalancati e furenti freme, perché ha necessità urgente di un servizio e perché ha fatto credere che lei sia la sua compagna. ‘Me la paga’ si dice, stringendo le gambe per la necessità urgente di vuotare la vescica.

Tu sali” fa Luca, “mentre io vado a trovare il posto per parcheggiare”.

Pierre è fuori, poco oltre l’ingresso dell’hotel, in attesa sulla Mini.

Vanessa prende la chiave e chiama l’ascensore per salire in camera. Entrata, si precipita in bagno, dopo aver lasciato i bagagli vicino alla porta. Con frenesia si toglie i pantaloni e gli slip, che abbandona sul pavimento, senza controllare se il servizio è pulito a dovere. Non ne ha il tempo, prima di lasciarsi andare a una sofferta liberazione. Qualche goccia è comunque scappata, inumidendo le mutandine di cotone.

Sembra una piccola cascatella, mentre le sfugge dalla bocca un sospiro di sollievo. ‘Non avrei resistito un minuto di più’ si dice, indugiando tranquilla sulla tazza.

Sente dei rumori provenire dalla porta, mentre si asciuga.

Luca sei tu?” chiede senza ottenere risposta. “Non fare lo sciocco. Lo so che sei tu”.

Si alza ed esce dal bagno con gli indumenti in mano. Un passo poi il buio.

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  1. Accipicchia … ci lasci così? 😦
    D’accordo che Luca è attento ma in questo momento la sorte di Vanessa mi preoccupa. Chi è entrato silenziosamente nella stanza d’albergo rimasta aperta e perchè non arriva subito Luca?
    Resterò con questo dubbio per qualche giorno ….
    Nell’attesa, un abbraccio da Affy

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  2. Buon giorno Gian Paolo !
    Complimenti per foto personale ! 🙂
    La vostra presenza, il 25 marzo il mio piccolo compleanno,
    http://aliosapopovici.wordpress.com/2016/03/25/
    riempito il cuore di gioia e parole rivolte, riempì la mia anima con calore! 🙂
    Grazie bella come sei stato con virtuale al anniversario! 🙂
    Grazie per auguri di Pasqua in anticipo! 🙂
    Devo rispettosamente ricordare che io festeggerò Pasqua ortodossa nei giorni 1-3 maggio e non con te, il 27 marzo a 29.
    Come stasera a mezzanotte festeggerà la risurrezione di Gesù Cristo che sicuramente prendere parte, lascia che auguro buona alla luce della Resurrezione e brillare per scaldare il cuore e l’anima! 🙂
    Buona Pasqua!
    Un caro saluto,
    Aliosa.

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  3. Caro Gian Paolo, seguendoti ancora con piacere e interesse in questo altro episodio di questa Storia Così Anonima, ti auguro un Pasqua Serena e Santa, esteso a tutta la famiglia

    Bacioni
    Mistral

    Ps: concordo con Alessandra: il finale è bellissimo

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  4. Il mistero diventa ancor più intricato, e la foto della cassettiera mi piace molto, leggo poi che l’hai restaurata tu, anche io mi diletto talvolta in queste cose, ma tu hai fatto davvero un gran lavoro 🙂
    Passo ad aggiornarmi su “non passava giorno” e ti lascio il mio saluto, a presto, scrittore

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    • In effetti è stato un grosso lavoro, perché era spezzata in più parti. Metterle insieme per farle tornare alla configurazione iniziale ha richiesto molte settimane. Poi combinare i colori per ottenere quelli usati in origine ha richiesto pazienza e tante prove. Alla fine sono rimasto soddisfatto.

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  5. Mi stupisco sempre di come tu sia capace di raccontare storie ambientandole dettagliatamente. Conosci tutti i posti nominati? Allora come me li apprezzerai molto.Bravo Gian Paolo.Leggerò il resto. Un abbraccio di simpatia. Isabella PS ops…dimenticavo i complimenti al bravo restauratore. Lo scorcio è bellissimo. Bacino pomeridiano.

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