Una storia così anonima – parte seconda

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Vanessa vive a Bologna in un grazioso trilocale nel centro città. É ancora single nonostante sia una bella ragazza. Non ha trovato ancora l’anima gemella. É uno spirito libero e scoraggia i vari pretendenti col suo carattere per nulla accondiscendente, un po’ ruvido. Ha avuto diverse storie ma nulla di importante. Laureata in filologia, svolge piccoli lavoretti senza un’occupazione fissa e dà qualche ripetizione ad alunni svogliati e poco predisposti allo studio. Questo le permette di sopravvivere senza l’aiuto dei genitori, anche perché ha ereditato dalla nonna materna l’appartamento dove vive, che loro hanno rimesso in ordine. L’edificio è un vecchio palazzo dell’ottocento, ristrutturato e messo a norma. La nonna, oltre alla casa, le ha lasciato un po’ di liquido, che utilizza con parsimonia.

Conosce Luca dai tempi delle medie, quando viveva a Ferrara. Si sono tenuti sempre in contatto e si sono frequentati, quando lui ha studiato a Bologna a Ingegneria. Laureatosi più o meno nello stesso periodo, la loro amicizia è diventata sempre più salda. Tra loro non è mai scattata la scintilla dell’innamoramento ma semplicemente la complicità nel finire in situazioni a volte sgradevoli e pericolose. L’ultima volta secondo lei si è superato il livello di guardia e per questo ha detto ‘basta‘.

É a letto col suo ragazzo, quando sente vibrare lo smartphone.

“Chi è che rompe?” dice Franz infastidito, interrompendo la loro intimità.

“Non lo so” ribatte Vanessa, ignorando le proteste del compagno. Ha visto benissimo chi la sta chiamando.

“Chiudi e non rispondere” fa il ragazzo, tentando di strapparle il telefono.

“No. Sento chi è” afferma con una punta di fastidio.

La ragazza apre la comunicazione, sistemandosi più comodamente.

“Sgrrr” grugnisce al saluto di Luca.

“Disturbo?” le chiede l’amico.

“Sì!” replica secca.

Luca rimane in silenzio e riflette. ‘Se disturbo perché ha risposto anziché far scattare la segreteria?’

“Te lo ho detto di non rispondere”. Sente una voce maschile dal inconfondibile cadenza bolognese, che sta rimproverando Vanessa. Luca non comprende perché l’amica, che evidentemente è in dolce compagnia, abbia risposto alla sua chiamata.

“Tu non intrometterti su quello che devo o non devo fare. Chiaro?”

‘Più esplicito di così si muore!’ pensa Luca.

“Non sono il tuo zerbino” replica Franz infastidito e alterato nella voce.

“Se non ti va, puoi uscire dal letto e andartene. Della mia vita dispongo io e non accetto prediche!” esclama infuriata la ragazza.

‘Diamine! Lo mette alla porta senza tante perifrasi’ ridacchia Luca. Vorrebbe dire qualcosa per chiudere la conversazione, quando ascolta il rumore secco di uno schiaffo. ‘Lei o lui?’ si domanda.

Risposta immediata. “Non ci provare una seconda volta! E adesso smamma! Togliti dai coglioni e non farti più vedere!” Ascolta la voce infuriata di Vanessa, che soffia come un gatto inferocito.

‘Amico, ti dò un consiglio. Ascolta il suggerimento, se vuoi tornare integro a casa! Tu non la conosci bene. Quando è in queste condizioni, conviene girarci al largo’ riflette Luca, che continua a ridere silenziosamente. Il ragazzo ode dei rumori e qualche parola non perfettamente percettibile. Il rumore di una porta che si chiude fragorosamente è l’ultimo suono percepito.

“Disturbo?” azzarda a chiedere a Vanessa.

“Disturbi? Certamente!” dice con la voce incollerita la ragazza.

“Per caso eri a letto?”

“Si dice di sì”.

“Uhm! Mi dispiace. Posso chiamarti anche domani mattina” replica con tono falsamente dispiaciuto Luca.

“Non farmeli girare anche tu! Che vuoi?” fa Vanessa, venendo al sodo.

“Uhm! Non so da dove cominciare” afferma l’amico, che cerca le parole giuste per introdurre il discorso.

“Senti, bel tomo! Ero a letto che facevo all’amore. Mi hai interrotto sul più bello. Ho litigato con Franz. E tu mi proponi degli indovinelli? Fuori il rospo. Ormai la voglia di sesso è passata. Dormire non se ne parla. Quindi parla e in fretta!” dice tutto d’un fiato la ragazza.

“Ecco. Ho trovato una storia interessante in un manoscritto del settecento…”.

“Alt! Non voglio essere coinvolta nei tuoi casini. Mi è stato sufficiente quel volume del seicento” lo interrompe bruscamente Vanessa.

“Ma Van…”.

“Ricordi quel che ti ho detto?”

“Certamente ma è tutto diverso” si schernisce Luca.

“Perché?”

“In primis il volume non ce l’ho materialmente. É in biblioteca a Ferrara” fa Luca, rinfrancato.

“E mi telefoni all’una di notte per dirmi questo?” esclama basita Vanessa.

“Veramente ho il testo trascritto nel mio PC”.

“E allora?” dice la ragazza con voce più addolcita.

“Chiedo se mi puoi dare una mano a leggerlo correttamente”.

“E mi rompi le scatole a quest’ora?”

“Non pensavo che stavi…” si ferma prudentemente Luca, prima di aggiungere qualche parola di troppo. Infuriata com’è, è più prudente non innervosirla ulteriormente.

“Devo mandarti un messaggio, pregandoti di non disturbarmi, mentre faccio all’amore? Sul tipo ‘Ripassa fra cinque minuti, quando sono venuta‘?”

“No, non volevo dire questo!” Luca sta in silenzio per qualche attimo e, prima che Vanessa risponda, riprende a parlare. “Ti chiedo se sei libera domani. Prendo con me il PC e lo leggiamo insieme”.

La ragazza riflette. Di dormire non se ne parla. Aspettare fino a domani neppure. La curiosità ha cancellato rabbia e nervosismo. Meglio battere il ferro quando è caldo. Gli lancia una proposta.

“Vengo io o vieni tu?” dice, lasciando intendere che se si muove Luca è meglio.

Il ragazzo intuisce che è meglio il ‘vieni tu‘. É già vestito. Basta prendere la macchina e in meno di quaranta minuti è a casa di Vanessa.

“Vengo io” replica pronto.

“Ciao” dice la ragazza, chiudendo la comunicazione.

Scende dal letto e cerca qualcosa da mettersi. In pratica non indossa nulla. Il resto lo aveva tolto, quando era arrivato Franz. Infila gli slip, una felpa e i pantaloni della tuta. Accende il riscaldamento, perché la casa si è raffreddata. Si rischia di congelarsi. A febbraio le notti sono ancora rigide. Prepara sul fuoco la moka, che accenderà all’arrivo di Luca. Apre il frigo e controlla, se c’è qualcosa da mangiucchiare durante la notte, che si preannuncia lunga e intrigante.

Nell’attesa accende la televisione. A quell’ora ci sono solo programmi hot o repliche della giornata. Fa zapping da un canale all’altro un po’ annoiata, scartando le tv che trasmettono film a luci rosse. Ripensa alla voglia di fare un po’ di sesso e di come è finita. Sarebbe solo un’inutile tortura.

É immersa in questi pensieri, quando sente squillare il campanello di casa. ‘É volato l’uomo!’ si dice osservando nello schermo del videocitofono il bel viso di Luca.

Un pensiero lussurioso si affaccia impertinente, che scaccia senza pentimenti. ‘Sarebbe incesto’ si dice, mentre lo apre.

É all’ingresso, quando lo vede comparire trafelato dalle scale.

“Ciao, bellissima”. Due casti baci sulle guance suggellano l’incontro.

“Ciao” fa senza ricambiare i baci. Il pensiero di finire a letto con Luca la sfiora ancora. É un ragazzo dal viso simpatico, gentile e premuroso. Molto di più di quella manica di uomini che le ronzano intorno, che hanno solo un’idea fissa: scoparla. ‘Van, non pensarlo più! Luca è tuo fratello e sarebbe incesto se vai a letto con lui’ pensa, mentre gli prende la mano per accompagnarlo in sala.

“Ti va un caffè?” gli chiede,

“Ottima idea!” risponde Luca, che si muove come se fosse a casa sua. Collega alla rete il PC. Si sistema sul tavolo con le stampe dei documenti, che ha ottenuto.

“Ho preparato qualche tramezzino, se per caso ci viene fame” dice Vanessa, che tiene in mano un vassoio.

“Quasi quasi ti sposerei!” esclama allegro il ragazzo.

“Guarda a come parli! Posso prenderti in parola!” replica divertita la ragazza, ponendo i piatti sul tavolo.

“Domani mattina vado in comune per le pubblicazioni” afferma serio Luca.

Vanessa lo stringe con affetto e lo bacia con trasporto. Un brivido corre tra le gambe.

“Dicevi che hai trovato dei documenti interessanti?” dice la ragazza, sedendosi accanto, per scacciare i pensieri lussuriosi che non l’hanno abbandonata.

“Sì ma non ci ho capito molto” dichiara Luca, assumendo un tono serio e compunto. Si sistema sulla sedia, scostandosi dal corpo di Vanessa. Certe tentazioni possono essere pericolose.

‘Sciocco! Se ci provi, l’incesto sarebbe consumato’ riflette la ragazza, mentre legge il documento.

“Mentre leggi, vado a recuperare il caffè” e in un attimo sparisce in cucina.

Vanessa si immerge nella lettura, mentre i pensieri arrapati svaniscono e si nascondono in un angolo. Luca dopo poco compare con due tazze che fumano e odorano di buon caffè. In silenzio le deposita sul tavolo. Non vuole togliere la concentrazione alla ragazza.

“Uhm!” Vanessa sorseggia il caffè e mostra interesse a quello che legge. “Si direbbe che sia una cronaca vecchia. Dei primi del trecento e per di più si svolge qui, a Bologna” dice, senza alzare il viso dai fogli.

“Sì. In strada Maestra. Sai dov’è?” chiede Luca, mentre beve il suo caffè.

“Certamente! Era il vecchio nome di Strada Maggiore”.

“Sarei curioso di vedere di persona il palazzo” dice il ragazzo.

“Ho l’impressione che vedresti poco e male. La via è un enorme cantiere per la nuova tramvia. Dubito che riusciresti ad arrivarci. Forse fra qualche settimana, ma oggi proprio no” asserisce Vanessa senza staccare gli occhi dal documento.

“Hai capito di cosa si tratta?” le chiede Luca.

“In linea di massima sì. É una storia che inizia nel dicembre del 1307 e che arriva al 1313”.

“Bene. La leggiamo insieme?”

“Va bene” dice Vanessa.

Parte terza

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  1. Buongiorno, Gian Paolo!
    Maravilloso dialogo ! 🙂
    Congratulazioni ! 🙂
    ROMANIA ha molti atleti di talento
    ma non come un aiuto finanziario per vari motivi! 😦
    E ottengono la loro strada nelle principali competizioni sportive nazionali e internazionali,
    i loro successi non sono promossi e resi noti al pubblico che gli occhi dei media commerciali
    e solo dopo aver denaro e il denaro solo transizione imbogatitii dall’economia Stato -socialista al private-capitalista …
    Per quanto riguarda la squadra di tennis delle prestazioni che ha eliminato la Romania 🙂 🙂 🙂 Canada
    e ha raggiunto i quarti di finale del „Fed Cup”, ma tutta la squadra deve essere congratulato tennis rumeno NUOVI eroine sono
    ora Andreea Mitu e Alexandra Dulgheru che con Simona Halep, Irina Begu Camelia, Sorana Carstea e Monica Niculescu
    sarà una „squadra” forte e, francamente, se la squadra italiana sarà scelto a sorte per giocare con la Romania „otterrà scintille”
    di palle inviati attraverso la rete dei componenti entrambe le squadre !!! 🙂 🙂 🙂
    Che ne dici vuoi giocare ITALIA 2016 con la Romania nei quarti di finale del „Fed Cup”? 🙂
    Vorrei con tutto il cuore perché, voglio vederli al lavoro
    su FLAVIA PENNETTA e SIMONA HALEP !!! 🙂 🙂 🙂
    Grazie per la vostra visita e commentare! 🙂
    Una settimana piacevole! 🙂
    Con un amico
    Aliosa.

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      • Felice serata,anche a te, Gian Paolo !
        Oggi pomeriggio ho trovato notizie sportive che gli 8 (otto) i giudici nazionali
        sono arrivati nei quarti di finale del „Fed Cup” 2016 i valori sono distribuiti in due scatole:
        – Nella casella A, squadre provenienti da Italia, Russia, Repubblica Ceca e la Germania;
        -in scatola B le squadre provenienti dalla Romania, Paesi Bassi, Svizzera e Francia.
        In conclusione, è possibile trarre da giugno 2015
        Italia nella casella A, farli fuori dalla scatola B ROMANIA !!! 🙂 🙂 🙂
        Un sincero benvenuto e un abbraccio amichevole! 🙂
        Aliosa.

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  2. Fortunata Vanessa ad essere la proprietaria di un tri locale a Bologna città e anche qualche soldarello ereditato dalla cara nonna
    Ma è anche determinata e sa come mettere a (cuccia) il prossimo ( in questo caso Franz)
    Luca, però, è un rompi che, a Vanessa, tutto sommato piace in toto
    Ti seguo, complimenti per la tua grande vena artistica
    Un abbraccione
    Mistral

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    • Vanessa con una laurea in filologia non ha molte chance per il futuro. O scuola o qualche istituzione scientifica. Così l’ho resa erede di una nonna generosa. Ce ne sono 😀
      Vanessa sa come mettere a cuccia chi le sta intorno.
      Grazie!
      Un abbraccio
      Gian Paolo

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  3. Urca … la telefonata di Luca giunge proprio inopportuna eppure Vanessa mi sembra capitolare quasi subito di fronte la sua richiesta. .-)
    (Quel Franz meriterebbe una decisa pedata nel posteriore per quello schiaffo!). 😦
    Ora di fronte ad un buon caffè, nel silenzio della notte, qualcosa di buono verrà fuori perchè la storia si palesa intrigante … e io sono pronta a leggerla! 😉
    Bravo Gian Paolo, la trama si fa avvincente!
    un caro saluto
    Affy

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  4. Pingback: Una storia così anonima – parte prima | Newwhitebear's Blog

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