Incubo

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In sostituzione di Nunzia, ecco il nuovo racconto di Caffè Letterario.
Buona lettura

Caffè Letterario

da flickr da flickr

Aprì gli occhi, di scatto. Non vide nulla per qualche attimo. Li spalancò nello spasmo di raccogliere quanta più luce fosse possibile. Fu tutto inutile.
Attorno a sé trovò il buio, profondo e impenetrabile, quasi palpabile. Solo un raggio luminoso e tenue filtrava da chissà dove, cadeva su un mobile, si piegava fino a terra, per poi scomparire tra le pieghe di un tappeto.

Attorno a sé rilevò il silenzio. La sensazione di essere sorda, di non percepire altri rumori che il suo respiro, le pervase la mente. Non un soffio, non un fruscio le giungevano alle orecchie. La casa pareva disabitata e nessuno veniva a confortarla. Eppure era certa che dovesse esserci qualcuno, da qualche parte. Era una sensazione che le pareva reale.
Attorno a sé si materializzò il freddo. Era un gelo penetrante, che si insinuava nelle ossa, nelle membra, nell’anima, che pervadeva tutto il corpo…

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