La notte di San Giovanni – parte ventitresima

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dal web - locandina film

dal web – locandina film

In albergo Deborah lesse il messaggio di Simone, il suo ragazzo. Ebbe la conferma di quello che aveva ascoltato poco prima da Sajana. In poche parole l’aveva scaricata senza troppi complimenti. Piena di rabbia, nervosa si apprestava a digitare una risposta di fuoco, quando Miao si strisciò con dolcezza sulla sua schiena. Questo contatto la calmò quasi all’istante.

A lui penserò domani. Non merita una risposta immediata” fece, accarezzando il gatto, che ricambiò la gentilezza.

Simone era, come lei, un giocatore di basket e militava in una squadra lombarda di seconda fascia senza fama e senza gloria. Era stato un promettente giocatore nelle giovanili dell’Olimpia, le mitiche scarpette rosse, ma poi si era smarrito senza progredire e senza fare quel salto di qualità che gli allenatori gli avevano pronosticato. Era andato in varie formazioni delle leghe minori per fare esperienza, senza mai sbocciare, né migliorare. A venticinque anni viveva ai margini della pallacanestro che conta, diversamente da Deborah, che a ventidue anni voleva crescere e imporsi anche nella massima divisione. La vita da atleta lo infastidiva, perché preferiva divertirsi. Il suo futuro non era certamente roseo. Aveva preferito abbandonare gli studi in terza liceo. Di questo non era minimamente preoccupato e a chi glielo faceva notare, rispondeva che ci avrebbe pensato quando sarebbe venuto il momento. Deborah invece studiava al Politecnico per diventare informatica. Forse non le sarebbe stata utile la laurea ma a qualcosa poteva servire. Se non avesse sfondato nel basket, avrebbe usato quel titolo di studio per affrontare una nuova vita. Non ci stava a fare la perdente come Simone.

Devo imparare a controllare maggiormente le mie reazioni. Devo rimanere lucida anche quando le cose non procedono nel verso giusto. Mi serve nella vita e nello sport” si disse Deborah, mentre si preparava per la notte. Miao si era acciambellato sul fondo del letto e pareva già addormentato. Lei invece non aveva sonno. Le ultime vicende la tenevano sveglia e la facevano riflettere. Le parole di Sajana e della vecchia signora dai capelli bianchi continuavano a ronzarle nella testa. Si domandava nel buio della stanza come sarebbe riuscita a rispettare le istruzioni ricevute per il teschio. Non trovava una soluzione e preferì pensare ad altro.

Il comportamento di Simone l’aveva indispettita. Dovevano partire per la Svezia tra due giorni ma adesso era saltato tutto. Non le importava perdere la caparra dell’albergo e dei biglietti aerei, anche se questo le dava qualche pensiero. Era il modo con la quale l’aveva liquidata che bruciava.

Ora non pensarci più. Invece dei dieci giorni a Stoccolma te ne starai in relax a Milano con camminate mattutine e palestra alla sera per riprendere confidenza con pesi e altri strumenti ginnici. Devo essere tonica quando si farà sul serio” si disse, prima che il sonno la ghermisse.

Simone aspettava la risposta al suo messaggio ma questo tardava. Se non aveva sbagliato i suoi calcoli, Deborah si sarebbe attaccata la telefono per chiedere spiegazioni e urlare la sua rabbia.

Mi sono stancato di lei. Per Debbie esiste solo il basket. Guai questo. Quello non è adeguato a un atleta. Niente sesso, né alcolici. A letto presto. Insomma una lagna. Io voglio divertirmi ora che posso e non quando sarò vecchio” si disse, mentre osservava lo smartphone, che restava muto.

Si stava preparando per uscire con Gaia, la general manager di una squadra femminile di pallavolo. Davanti allo specchio si rasava con cura, sempre vigile a cogliere segnali di vita dal telefono, che invece rimaneva con lo schermo nero e silenzioso. Guardò l’ora.

Acc! Sono in ritardo. In dieci minuti devo attraversare Milano” fece, accelerando i preparativi. Uscì a precipizio e guidando sopra le righe, si fermò sotto casa di Gaia. Spense lo smartphone. Era inutile correre il rischio di una telefonata imbarazzante, mentre era con la nuova fiamma.

Ciao” le disse, accogliendola nell’auto. Una leggera sgommata e via verso un locale notturno nella Brianza. Di Deborah, della vacanza insieme a Stoccolma non c’era traccia nella sua mente. Adesso esisteva solo Gaia.

Deborah si muoveva in un parco che non conosceva. C’era una grande festa con bandiere a stelle e strisce in bella mostra. Si fermò. Qualcosa la colpì. Si avvicinò incuriosita. In una locandina era esposto un giornale, del quale ignorava l’esistenza. Cominciò a leggere la notizia in prima pagina. ‘Ancora un teschio di cristallo!’ esclamò mentalmente.

Independent Daily Newspaper– Duneland news and sports — Chesterton, Porter, Burns Harbor in Porter County, Indiana

Duneland Community Newspaper Since 1884

193 S. Calumet, Chesterton, IN 46304 219 926-1131

Mysterious robbery in the house that once belonged to Anne Mitchell-Hedges
Bill Homann, who married Anne Mitchell-Hedges in 2000, said he was the victim of a robbery, which tastes sensational. He was the keeper of the Crystal Skull, which had belonged to his wife, who died in April 2007. It is a controversial relic, because some speculate that it is a resounding fake, while others think that it dated Maya. As reported by the sheriff, McDonald, the man would have denounced the disappearance of the relic of Mayan origin. The skull was kept in a glass case, the opening of which is controlled electronically through fingerprints. In the night between 23 and 24 June has disappeared. Apparently the electronic lock has been forced, while the system of recording of the images did not show the presence of strangers. Yet, at 11 in the evening of June 23, we see clearly that the skull was inside the glass case. An hour after this appears empty. Images do not show how this could have happened. One particular oddity appears few minutes before the disappearance. It seems that there was a black cat who wandered nearby. The question is spontaneous. Is it possible that a cat can steal a skull that weighs many pounds?

The sheriff has opened investigations, which look difficult.1

La lettura la lasciò basita. Non era possibile, si disse, mentre si allontanava dalla bacheca, dopo avere letto la notizia. Riflettè sulle modalità di questo furto insolito, sugli orari, sulla presenza di un gatto nero. C’era in tutto questo qualcosa di familiare. Si agitò e si svegliò in un lago di sudore. Si alzò cercando di non svegliare Miao, che mostrò invece i due bottoni d’oro che aveva al posto degli occhi.

Dormi” fece Deborah, lisciando il pelo.

Da una bottiglia sul tavolo si versò un bicchiere d’acqua, che bevette con avidità. ‘Ancora un sogno strano’ si disse, tornando nel letto. Tuttavia il sonno se era andato. Notò che tra un po’ avrebbe albeggiato. Provò a chiudere gli occhi, ben consapevole che tra qualche ora si sarebbe messa al volante della sua auto per tornare a Milano. Questo le fece ricordare che Simone si era dimostrato un personaggio squallido. Non aveva avuto il coraggio di dirglielo di persona, quando sarebbe ritornata.

Di sicuro starà nel letto con un’altra donna!”

E lo vide che dormiva nudo accanto a una bionda che non conosceva. Osservò meglio e notò che appariva sveglia, come se avesse percepito la sua presenza.

Simone” disse Gaia, scuotendolo.

Che c’è?” fece il ragazzo, intorpidito dal sonno. “É già ora di alzarsi?”

No. É ancora notte. Però ho avvertito una strana sensazione” affermò allarmata la ragazza.

E mi svegli per una sensazione? Ma che razza di sensazione hai avuto?” domandò con la voce impastata di sonno e di alcol.

Non ridere” fece Gaia.

Cercherò di essere serio” replicò con ironia Simone leggermente indispettito.

Tu frequentavi una ragazza, quando ci siamo conosciuti”.

Sì ma lei è a Cattolica in vacanza” sottolineò il ragazzo, che non afferrava il nesso della chiacchierata.

Sarà ma era in fondo al letto che ci osservava” disse la ragazza, coprendosi col lenzuolo.

Simone prese a ridere sommessamente, scuotendo la testa.

Mi avevi promesso di non ridere” affermò seccata Gaia.

Certo”. E finse di essere serio.

Ma è stato un lampo. Un flash. Ma la sensazione di essere osservata mi è rimasta” concluse la ragazza.

Forse. No! Sicuramente è stata solo una suggestione” disse Simone, rimettendosi a dormire.

Gaia rimase con gli occhi aperti e con la sensazione sulla pelle che la rivale la stesse osservando. Strinse le palpebre, perché le pareva di notare accanto alla figura femminile due bottoni dorati. ‘No! Non c’è nessuno nella mia camera. Ha ragione Simone. É stata solo suggestione’ si disse poco convinta. Provò a sdraiarsi nel vano tentativo di prendere sonno. Quei due sguardi le erano rimasti appiccati e non sarebbero svaniti molto in fretta.

Deborah li guardò e ascoltò il loro dialogo. Un brivido percorse la sua schiena. Non le pareva possibile che potesse trovarsi in due posti distanti centinaia di chilometri. ‘Il teschio mi ha fornito magici poteri?’ si chiese insicura. Tuttavia adesso sapeva chi era la donna con la quale Simone era a letto.

Ora ricordo chi è. É quella smorfiosa che gli ha fatto gli occhi dolci, quando a maggio siamo entrati in un locale della Brianza. Lui ha affermato di non conoscerla ma l’impressione è stata diversa. Quel porco mi stava già tradendo anche in quel momento!” esclamò a bassa voce.

Affermò risolutamente che non meritava una risposta. Miao aveva fatto bene a impedirle di rispondere. Si girò e riprese a dormire. Questa volta senza sogni.

1Rapina misteriosa nella casa che fu di Anne Mitchell-Hedges

Bill Homann, che ha sposato Anne Mitchell-Hedges nel 2000, ha detto di essere stato vittima di un furto, che ha il sapore di sensazionale. Egli era il custode del teschio di cristallo, che era appartenuto a sua moglie, morta nel mese di aprile 2007. Si tratta di un reperto controverso, perché alcuni ipotizzano che si tratta di un clamoroso falso, mentre altri pensano che fosse di epoca Maya. Come riportato dallo sceriffo, McDonald, l’uomo avrebbe denunciato la scomparsa della reliquia di origine maya. Il teschio è stato mantenuto in una teca di vetro, la cui apertura è controllata elettronicamente attraverso le impronte digitali. Nella notte tra il 23 e il 24 giugno è scomparso. A quanto pare la serratura elettronica non è stata forzata, mentre l’impianto di registrazione delle immagini non ha mostrato la presenza di estranei. Eppure, alle 11 di sera del 23 giugno, si vede chiaramente che il teschio era dentro la teca. Un’ora dopo questa appare vuota. Le immagini non mostrano come questo sia potuto accadere. Una particolare stranezza appare pochi minuti prima della scomparsa. Sembra che ci fosse un gatto nero che si aggirava nelle vicinanze. La domanda è spontanea. E’ possibile, che un gatto possa rubare un teschio che pesa qualche chilo?

Lo sceriffo ha aperto le indagini, che si presentano difficili.

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  1. E’ un buon post, che credo faccia un po’ da spartiacque per alleggerire l’atmosfera, mentre Deborah è sempre più coinvolta nella vicenda. Ancora mi arrovello su come potrà eseguire le istruzioni sul teschio e mi domando quali altri poteri nasconda il gatto nero. Ottima l’idea di introdurre l’articolo di giornale!
    Buona serata 🙂

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  2. Me gusta mucho la nueva aportación del Periódico, que ha puesto en la historía

    Sigo pensando e intrigada con .el gato negro, y el robo, del cráneo

    Espero que Deborah encuentre al final,algo bueno*y sea feliz***

    pues no me gusta mucho si está con otro mujer en la cama***

    besos y cariños

    querido amigo!!!!!

    Siempre un placer poder seguir estos capítulos**

    buena noches*******

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  3. Credevo che il messaggio fosse di Alex invece era di Simone 😦
    Bella l’idea di inserire l’articolo di giornale, rende vivo il racconto.
    Deborah ne sta passando davvero tante e sono curiosa di sapere se alla fine il teschio si rivelerà per lei un oggetto portafortuna o meno, occorre però qualche altro tassello per capire meglio gli sviluppi.
    A presto, un abbraccio da Affy

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