Il mazzo di fiori – parte ventiquattresima

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Ricardo raggiunge Lopapa in ufficio.

Ti aspetto nel mio ufficio dopo avere accompagnato le due donne‘ gli aveva scritto un messaggio il procuratore, poco dopo che era uscito.

Il commissario si era domandato cosa volesse ma non poteva fare altro che rispettare l’ordine. Non aveva intenzione di polemizzare.

Si siede dinnanzi a lui e aspetta che cominci a parlare.

“Vedi” gli dice Lopapa, mostrando un foglio bianco pieno di righe, frecce, nomi e tante cancellature.

Ricardo allunga il collo ma fatica a comprendere quello che gli mostra. Resta in silenzio.

“Vedi” prosegue, indicando un nome che a fatica si legge. “Ho provato fare una bozza di schema degli avvenimenti, cercando di trovare un filo conduttore tra le informazioni a nostra disposizione”.

Ricardo sorride, anche se di primo acchito gli sarebbe uscita una fragorosa risata. Sa che il procuratore è particolarmente permaloso e non desidera inimicarselo.

Sembra una schema di un romanzo giallo. Sai quelli di Camilla Läckberg… Dove si intrecciano indizi e depistaggi…”

Lopapa lo guarda male ma poi ride.

“Sei un figlio di buona donna… Mi stai prendendo in giro…” esclama di buon umore.

“Ma no… Solo che vedendo quel caos di righe e di nomi, mi son detto ‘ assomigliano a quei thriller che vanno tanto di moda’. Ma battute a parte. In questo foglio… hai riassunto tutto?”

Una nuova risata di Lopapa riecheggia nell’ufficio.

“Ma dai! Ho provato mettere insieme uno schema sulle prossime mosse delle indagini. Allora seguimi” dice il procuratore mettendo il foglio in mezzo.

“La Lopiccolo muore venerdì 20 colpita alla testa da un proiettile…”.

“…A proposito degli esami balistici” interrompe il commissario. “Ti anticipo le risultanze del perito. Il fucile è un Barrett M98 Bravo. Probabilmente dotato di silenziatore, perché nessun testimone ha ascoltato il bang dello sparo. Un colpo letale! Un proiettile .438 devastante! Fucile costoso ma molto apprezzato per le dotazioni e il peso. Il proiettile è stato recuperato piuttosto ammaccato conficcato tra il bordo del marciapiede e la strada. Questo ci permetterà si studiare angolazione e traiettoria del colpo”.

“Uhm!” brontola Lopapa. “ Un fucile per pochi…”.

“Qualche settimana abbiamo ricevuto un’informativa dai servizi su questo modello. Pare, che ne sia arrivata una discreta partita con un barcone proveniente dalla Tunisia e diretto alla criminalità siciliana. I servizi suppongono che una parte sia finita alla Sacra Corona…”.

“E non se ne è accorto nessuno?” domanda stupito il procuratore.

“No! Sono arrivati smontati e in più spedizioni, nascosti tra gli indumenti delle donne. I servizi hanno ricevuto una soffiata ma ormai il carico era sparito. Sono rimaste solo tracce dei proiettili. E’ inquietante che sia stato usato qui a Ferrara”.

Lopapa soppesa le informazioni, si gratta la testa e riprende a parlare.

“Queste notizie rendono più chiaro un dettaglio. Ma procediamo con ordine. Al centro di tutto questo c’è Teresa Lopiccolo. Questa freccia conduce alla Smart e al tunisino…” e si interrompe come se riflettesse su questo nome.

“Pensi che il tunisino… come si chiama?” domanda Ricardo.

“Tarek Ben Hamman” precisa il procuratore.

“Pensi che Tarek sia coinvolto direttamente?”

“No, ma se la partita di fucili di precisione arriva dalla Tunisia, una pulce nell’orecchio mi disturba. Dunque queste due frecce portano a Tarek. Poi ci sono Alex e Felix, di cui non conosciamo nulla. Due volti anonimi. Non so il perché ma la Presente sa qualcosa di più di quel che ammette. Non capisco perché sia così reticente…”.

“Secondo me ti sbagli. Un conto è fare qualche congettura, un conto è avere elementi da mettere a disposizione. Penso che lei non sappia minimamente chi siano questi due uomini”,

“Uhm! La difendi troppo, la ragazza. Non sei obiettivo” sbotta Lopapa, mentre il commissario abbozza una difesa.

“Comunque proseguiamo. Di questo ne parliamo dopo. Poi c’è un misterioso mazzo di fiori che conduce a Ludmilla Presente…” dice il procuratore.

“Pensi che il famoso mazzo di fiori c’entri col delitto?” domanda un po’ stupito Ricardo.

“Sì ma in modo indiretto. Te lo spiego dopo. Infine la madre di Teresa, Maria Russo”.

“Sì. Quella donna mi ha lasciato una strana impressione. Fredda, distaccata, per nulla addolorata per la morte della figlia. Aggiungo anche quella strana risposta alla telefonata della Presente” esclama Ricardo.

“Concordo sulla diagnosi. Quella telefonata è stata sospetta. Le due versioni collimano. La Presente afferma di essere rimasta sorpresa dalla risposta. Maria Russo dice che ha detto di non sapere nulla di Teresa, perché la telefonata era ambigua. ‘Ha dichiarato di chiamarsi Ludmilla Presente ed essere una collega di Teresa ma ho pensato che potesse essere un tranello perché mia figlia forse si era cacciata in qualche guaio‘. Questo è quanto ha verbalizzato nell’interrogatorio del pomeriggio. Però la Presente ha mentito sul come ha avuto quel numero. Era nell’agenda della Lopiccolo sotto la voce Maria. Dubito che Teresa abbia lasciato un postit col numero sul suo monitor, perché erano almeno due o tre anni che madre e figlia non si parlavano. Almeno è quanto ha dichiarato la Russo”.

“Sì, anche per me quella versione è parzialmente falsa. Il cassetto della scrivania era aperto e quindi è possibilissimo che Ludmilla… Presente l’abbia letto e non trovato. Però…”.

“Un peccato veniale, senza dubbio” dichiara Lopapa. “Però questo mi fa pensare che abbia raccolto altre informazioni, che forse non collega alla Lopiccolo. Se l’informativa dei Servizi è corretta ho il presentimento che la madre sia coinvolta nel delitto. Quello che mi preoccupa è il silenzio del marito, o ex visto che è sparito sette anni fa e del quale si sono perse le tracce”.

“In effetti c’è da riflettere su questo. Perché non si è fatto vivo, quando l’identità della morte è stata svelata?” si chiede Ricardo. “Però non capisco il collegamento col mazzo di fiori”.

“Vedi, Ricardo” comincia Lopapa. “Non hai riflettuto sulla dinamica dell’omicidio…”.

“Non mi pare” replica piccato il commissario.

“Ragiona con me. Un killer non si apposta in una stanza disabitata con un fucile di precisione, se non è certo che la vittima passi proprio di fronte a lui”.

Ricardo aggrotta la fronte e ammette di non averci pensato.

“Quindi il killer, sapendo che Ludmilla fa un determinato percorso per andare a casa, ha mandato un mazzo di fiori e ha convinto la Lopiccolo a seguirla. Ingegnoso come stratagemma. Però…”.

“Nessun però. Devi recuperare il biglietto al più presto” afferma con tono imperioso Lopapa.

Ricardo annuisce ma alla fine non trova un filo logico che possa collegare uno o più protagonista della vicenda.

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  1. Le leggemmo tutte, pur di metterci in linea.
    Ventiquattro parti ci impegnarono profondamente.
    Tutto molto scorrevole.
    bello e con un impianto “serio“.
    E’ un piacere osservare un talento.

    Cordialità

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  2. Riprenditi per benino mi raccomando. 😉
    La signora Maria ha un atteggiamento ambiguo in effetti, trattandosi della morte della figlia ….
    Lopapa ha fiutato la giusta traccia, ha ormai i tasselli giusti come in un puzzle.
    Io cerco il filo logico come Ricardo, ma ne veniamo fuori, tranquillo …. 😉
    un abbraccio

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  3. Letta la prima parte il resto é venuto naturale.
    Che dire: un thriller congegnato in maniera tale che non lascia spazio al desiderio di abbandonarlo. Anzi ne vorresti leggere almeno due puntate alla settimana, anche tre.
    Avevi ragione Lopapa é un mastino, ma sarà Ricardo ad arrivare al boccone prelibato?
    Naturalmente Ludmilla porterà i due investigatori sulla pista giusta.
    C’é da capire il nesso tra il mazzo di fiori e l’omicidio. Non sarà facile
    Un grande racconto. Chapeau

    ps: un appuntino tecnico. Non si é parlato di cristalli frantumati sulla scena del delitto. Una svista?

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