Il Borgo – Capitolo 73

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Quando i quattro ragazzi raggiunsero il campo in riva al Santerno, Lorenzo e Teresa non c’erano. Erano partiti subito dopo la salita al Borgo di Betta e Giacomo. L’atmosfera era ancora elettrizzata per il duro scambio di parole tra le due ragazze. Nessuno voleva parlare e tacitamente chiusero le tende e se ne andarono.

Si dovevano smontare i due campi prima dell’inizio dei lavori sulla passerella pedonale e sulla teleferica. Non rimaneva molto tempo a disposizione. Il secondo week end di ottobre fu all’insegna della pioggia al punto che decisero di disertare l’appuntamento, rimandandolo al fine settimana successivo con la speranza in un miglioramento del tempo. Salire al Borgo con la pioggia o, subito dopo che aveva piovuto, era estremamente pericoloso, come aveva sperimentato Teresa. Fortunatamente la settimana successiva fu soleggiata e sufficientemente calda da asciugare prato e salita. Le previsioni meteo preannunciavano sole con al massimo qualche nuvola.

Laura, Matteo e Lorenzo arrivarono il venerdì mattina e verso sera furono raggiunti dal resto del gruppo. I primi arrivati cominciarono a smontare le tende da campeggio non utilizzate per stenderle al sole di ottobre per asciugarle. Non era il solito clima allegro e spensierato degli incontri precedenti. Si percepiva una forte tensione. Poche parole, qualche battuta ma niente di più. Laura e Teresa si ignoravano a vicenda. Lorenzo era combattuto tra le due ragazze e avrebbe voluto che facessero pace.

«Quella sciacquetta, se ci prova ancora, si pentirà di essersi aggregata al gruppo» rifletteva Laura, osservandola di nascosto. «Le strappo i capelli a uno a uno». Se per caso incrociavano gli sguardi, un lampo di rabbia partiva da entrambe prima che si spegnesse, girando il capo. In ugual maniera si notavano scintille, se per sbaglio si sfioravano. Laura era cupa, nervosa e pronta a scattare per un nonnulla. Era insomma elettrizzata oltre misura.

Non molto diverso era lo stato d’animo di Teresa che rimuginava scenari di lotta e di insulti. «Quella troietta crede di essere la padrona di tutto e di tutti. Deve decidere tutto lei e gli altri a capo chino accettare le sue scalmane» si diceva, mentre aiutava Lorenzo a raccogliere sedie e tavoli da sistemare ordinatamente sul prato.

Betta osservava preoccupata le due antagoniste e, nonostante non provasse grandi simpatie verso Laura, parteggiava apertamente nei suoi confronti. «Teresa è una scansafatiche. Ha lavorato poco in questi due anni. In compenso ha fatto gli occhi dolci con Mattia, che, parola di donna, non è stato insensibile. Non ho le prove ma credo fermamente che abbia tradito Laura più di una volta».

Nonostante la vistosa tensione si arrivò alla domenica pomeriggio senza apprezzabili scontri o litigi. I due campi erano stati sgomberati sia dalle tende da campeggio sia dalle attrezzature di servizio. Il prato appariva vuoto e largamente chiazzato di marrone la dove erano state collocate. Tutto il materiale era stato sistemato nel magazzino di Moraduccio in attesa del prossimo anno.

Si ritrovarono nella casa presa in affitto in paese per le ultime decisioni prima della chiusura di tutte le attività. Era un piccolo edificio di mattoni, un tempo rossi, con tre vani più un servizio e un sottotetto raggiungibile tramite una botola. Era il regno di Betta e della sua aiutante, Alba. Qui aveva restaurato mobili e infissi, tele e altri oggetti. Adesso appariva vuota e silenziosa. Non era allacciata alla rete elettrica ma sfruttava un piccolo generatore a pannelli solari per illuminare gli interni.

Si sistemarono nella stanza più grande, che in origine avrebbe dovuto essere la camera da letto. Seduti intorno al tavolo da campeggio che era stato collocato nel centro, si udiva il brusio delle loro chiacchiere. Un colpo di tosse fece calare il silenzio.

Ormai il Borgo è stato recuperato…” cominciò Giacomo, subito interrotto.

Veramente di lavoro ce ne è ancora” disse Lorenzo.

Non lo nego” replicò il ragazzo. “Però tutti gli edifici hanno un tetto e ogni apertura è chiusa per proteggere gli interni”.

Questo lo sappiamo” domandò Matteo. “Quale altra grana abbiamo?”

Nessuna grana. Una semplice riflessione…”.

Come la stai prendendo larga” esordì Eva, che non riusciva a comprendere dove volesse arrivare.

Provo ad accorciare” affermò il ragazzo. “Quando il Borgo sarà completamente finito, noi non possiamo accampare nessuna pretesa. Detto in altre parole. Se il comune di Fiorenzuola volesse vendere le abitazioni o l’intero complesso, noi possiamo solo assistere…”.

No!” interruppe Laura, che fino a quel momento era rimasta silenziosa. “Il Borgo è nostro!”

Mi spiace deluderti ma non è così” replicò Lorenzo.

Perché?” domandò incredula.

Il comune ci ha concesso una licenza edilizia per il suo risanamento ma il reale proprietario rimane lui”.

Allora cosa dobbiamo fare?” chiese con la voce incrinata dall’ira.

Suggerisco di chiedere un appuntamento col sindaco” disse Giacomo.

E poi?”

Chiediamo come onlus di gestire a tempo il Borgo” rispose il ragazzo.

Pensate che ce lo conceda?” intervenne Marco che aveva seguito con interesse l’intera conversazione.

Credo di sì. Anzi ne sarei quasi certo” affermò Giacomo, come se fosse sicuro delle sue affermazioni.

Ma il comune potrebbe ricavarci una bella sommetta dalla vendita” intervenne Lorenzo. “Ho sentito dire che una società di gestione di località turistiche era disposta qualche anno fa di pagare bene il Borgo e l’area adiacente. Voleva ricavarci un bel resort”.

Sarebbe una vigliaccata!” esternò Alba.

Potremmo chiederne la gestione per cinquant’anni, ad esempio, facendoci carico della manutenzione” suggerì Matteo.

Esattamente il mio stesso pensiero” confermò Giacomo.

Ma ci sono dei costi” affermò Betta. “Dobbiamo fare delle buoni valutazioni economiche prima di avanzare una qualsiasi proposta…”.

Sembri il classico ragiuner!” la canzonò Mattia. “Non vorrei essere nei panni di Giacomo…”.

Perché?”

Dovrà mettersi col piattino in bocca all’angolo della strada per avere qualche soldo in tasca”.

Una fragorosa risata accolse l’ultima battuta, mentre Betta diventò rossa un po’ per rabbia, un po’ come vittima del dileggio del gruppo.

Ma ha ragione Betta” intervenne Eva a sostegno. “Abbiamo delle serie difficoltà economiche per il prossimo anno. Non credo che il futuro sia più roseo”.

Laura era irrequieta, mentre Teresa pareva distaccata.

Credo che, se facciamo un buon lavoro il prossimo anno, per un certo periodo non dovremmo avere grosse spese” spiegò Giacomo.

No, no!” esternò Laura. “Il sindaco non può negarci l’assegnazione. Quando partiamo?”

Calma, calma” esclamò Marco. “Prima dobbiamo essere sicuri di farcela. Poi chiediamo udienza al sindaco”.

Uffa! Quante lungaggini! Si parte e si va” affermò battagliera la ragazza.

Lorenzo” domandò Mattia, attirandone l’attenzione. “Quanto pensi che possa costare la manutenzione annua del Borgo?”

Difficile da quantificare. Dipende”.

Spara una cifra” lo incitò Matteo.

Così a spanne direi circa 15.000€ per il ripristino da atti di vandalismo e per la normale manutenzione degli edifici”.

Non mi pare una grossa cifra” disse Betta. “Qualche visita guidata, qualche donazione. Potremmo anche farcela”.

Allora domani partiamo per Fiorenzuola?” intervenne Laura che mordeva il freno.

Domani, no di certo” raffreddò gli entusiasmi Lorenzo. “Forse sabato prossimo se è disponibile”.

Bene” disse Matteo. “Telefono e prendo appuntamento”.

Ancora qualche schermaglia dialettica impegnò il gruppo, prima di salutarsi con un arrivederci al sabato successivo.

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  1. L’atmosfera è ancora un po’ fredda, legata soprattutto ai pensieri reciproci e non proprio carini di Laura e Teresa. Ma con o senza litigi il lavoro di ognuno prosegue fino all’ ennesima grana. E come al solito, Laura, scalpita come un cavallo furioso
    Mi piace l’ idea dei ragazzi di gestire il Borgo e spero tanto che il sindaco non faccia storie
    Grazie mille, caro Gian Paolo
    Un caro abbraccio
    Mistral

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