Il Borgo – Capitolo 53

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Quando fuori il cielo cominciò a schiarire per il sorgere del sole, le ombre all’interno della canadese si fecero meno dense e più sfumate. Lorenzo, abituato a svegliarsi al canto del gallo a causa delle frequentazioni dei cantieri edili, ebbe la percezione di aver fatto un sogno durato una notte.

Gli sembrò di avere fatto all’amore con Teresa, o con una donna che le somigliava tremendamente, con un’intensità e un piacere che li avevano soddisfatti entrambi.

Quello, che in quel momento tra la veglia e il sonno percepiva come differente, era un aspetto che gli pareva inspiegabile.

«C’è qualcuno accanto a me, che non c’era ieri sera quando mi sono infilato nel sacco a pelo» rifletté confusamente.

Alle narici gli giungeva un effluvio di odori che erano un misto tra sudore muschiato e profumo di classe. Allungò una mano sentendo una cascata di capelli e proseguì nell’esplorazione di quel qualcosa che respirava tranquillo sul suo torace e che mugolava per nulla infastidito.

Di colpo si svegliò, passando dal torpore della semi incoscienza notturna alla veglia vigile.

«Dunque non è stato un sogno quel ricordo rimasto impresso nella mente ma una realtà tangibile» si disse, osservando il viso regolare della ragazza. «Era effettivamente Teresa la donna con la quale ho fatto all’amore. Ma quando è venuta? Non ricordo il momento».

Mentre era intento in questi ragionamenti e considerazioni, Lorenzo udì che il campo si sta risvegliando lentamente. Parole appena sussurrate, uno scalpiccio di piedi sull’erba bagnata, cerniere che si abbassavano e tende che si aprivano. Poi udì una esclamazione di sorpresa.

Dov’è finita Teresa?” disse una voce femminile che non riuscì a identificare.

Perché?” domandò un ragazzo, che Lorenzo associò a Marco.

La tenda è vuota come se fosse sparita nel nulla!” esclamò sorpresa la medesima ragazza di prima.

Forse è andata a fare un giretto col sorgere del sole”.

Ma manca pure lo zaino e il sacco a pelo” insistette quasi petulante.

Lorenzo ascoltava in silenzio, ridendo in maniera non percettibile. Immaginava la sorpresa che avrebbero avuto, quando li avrebbero visti uscire insieme dalla tenda.

«Dove volete che sia finita?» si disse, cercando di non svegliare Teresa.

Uh! Quanto siete ingenui” dichiarò solenne una voce nuova che gli sembrò Mattia. “Mi sa che non sia andata troppo lontana da qui”.

Diverse ombre si addossarono alla tenda come se volessero violare la sua intimità.

Lorenzo coprì al meglio la ragazza, in modo che non fosse visibile a un osservatore attento.

Tante storie ieri sera dove e con chi dormire! Poi si è infilata di soppiatto nel sacco a pelo di Lorenzo. Povera santarellina!” disse acidamente la voce inconfondibile di Laura.

«Cosa te ne frega?» rispose mentalmente il ragazzo. «Capisco che ti sia antipatica ma tuttavia…»

Interruppe il flusso dei ragionamenti, perché Teresa si stava svegliando.

Buon giorno” le sussurrò in un orecchio, facendola sussultare.

Ciao” rispose come si vergognasse di essere nuda sopra di lui.

E’ tempo di alzarci. Sono tutti svegli e in movimento”.

Uffa! Mi vergogno a uscire” disse arrossendo.

Ci teniamo per mano”.

Ma non cambia nulla!”

Voglio guardare in faccia chi avrà il coraggio di esternare qualsiasi cosa” replicò Lorenzo con decisione.

E va bene” rispose a malincuore.

Si vestirono in silenzio e mano nella mano emersero dalla canadese. Qualche sguardo ironico, qualche sorriso e molta indifferenza salutarono la loro apparizione.

Visto?” le disse mentre si sistemavano per la colazione.

Dormito bene?” le chiese Laura con un sorrisino per nulla amichevole.

Perfettamente. Meglio che a casa” replicò Lorenzo, togliendo dagli impicci Teresa.

Ci credo”.

E tu?” domandò a Laura, stringendo la mano alla compagna.

Come un ghiro!” gli rispose, sorpresa dalla domanda.

Un coro di risate sancì la fine delle ostilità.

Finita la colazione, saliamo al Borgo. Cominciamo a estirpare le erbacce e numerare le pietre” disse Giacomo per riportare la conversazione su un terreno meno minato.

Alba, stretta fra le braccia di Matteo, osservava Teresa per cogliere qualche indizio. Tutto puntava a pensare che avesse trascorso una notte niente male. I capelli scarmigliati, i lineamenti del viso rilassati, un lieve sorriso, che increspava le labbra, facevano intuire che la compagnia di Lorenza era stata più che piacevole.

«Ieri sera ha fatto un sacco di storie. Per un pelo non dovevo condividere il sacco a pelo con lei. Poi cheta, cheta si è infilata in quello di Lorenzo. Se non la conoscessi bene direi che è una puttana» rifletté Alba per nulla disposta a perdonarla.

Ma siamo attrezzati per cominciare a ripulire e numerare le pietre?” domandò Marco, al quale quel lavoro manuale non andava molto a genio.

Certamente” replicò Giacomo, agitando dei grossi pennarelli colorati.

Bene” ammise a malincuore Marco. “Prima cominciamo, meglio è”.

Finita la colazione, in fila indiana salirono al Borgo.

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