Short stories – Leggenda indiana

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Nuovo appuntamento con le storie a più mani. Qui siamo in tre

“Nonno, perché gli uomini combattono?”
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che sta perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.
“E’ sempre stato così ma lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé. C’è una guerra dentro di noi: è una lotta molto dura tra i due lupi. Uno e cattivo… è invidioso, ingordo, colpevole di molte colpe , con risentimento verso il prossimo, indulgente con se stesso, bugiardo e con un orgoglio finto.
L’altro invece è buono… è la gioia, la compassione, l’umiltà, la benevolenza e la verità…
La stessa lotta che c’è dentro di me adesso c’è anche dentro di te, e c’è dentro a ogni persona….”
Il nipote guarda in su verso il nonno e con gli occhi pieni di paura gli chiede:
”Dimmi nonno, quale di questi due vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo, lo accarezzò, e rispose con occhi sereni.
“Quello che nutri di più.” (by demi)

“Nonno, come faccio a riconoscerlo?”

Il vecchio emise un sospiro. Quel nipote era veramente insistente. Doveva trovare un modo semplice per spiegarlo altrimenti avrebbe continuato a tempestarlo di domande. “Aspetto una risposta, nonno” disse il bambino mettendosi di fronte al vecchio indiano. Diede una lunga tirata alla pipa che masticava fra i denti ingialliti e cominciò.

“Vedi, Nuvola bianca, non è facile riconoscere quale lupo prevale ma dipende dalla indole di ciascuno di noi…”.

“Come sono io?” domandò interrompendo la narrazione.

“Tu come ti senti verso gli altri tuoi coetanei?”.

Il fanciullo ci pensò a lungo, scorrendo gli altri bambini del villaggio. Con Lama Lucente non riusciva ad andare d’accordo. Gli faceva i dispetti e lo ricambiava in ugual misura. Con Piede Zoppo invece non c’erano mai screzi. Un litigio e subito la pace. Come se non fosse successo nulla. Però era con Jack e Dam, i figli dell’agente indiano, che proprio non li voleva vedere per nulla. Con le piccole squaw non c’era nulla da fare. Le riteneva stupide e con loro non aveva mai contatti.

Il nonno attendeva pazientemente la risposta del nipote, fumando la sua pipa. Quest’ultima domanda l’aveva spiazzato e si trovava in difficoltà nel rispondere.

“Beh! Nonno, sono un po’ incerto nel rispondere” cominciò con lentezza a parlare.

“Non è facile rispondere a una domanda semplice che contiene molte sfumature”.

Il bambino scosse la testa per annuire ma voleva dare una risposta sincera.

“Nonno, ho riflettuto sui miei compagni di giochi. Con qualcuno fila tutto liscio, con altri litigo assai ferocemente …”.

“Dunque quale lupo coltivi?” ripeté stancamente il vecchio indiano. (by orsobianco9)

“Vedi nonno, io proprio non lo so” rispose incupito il piccolo Nuvola Bianca, attorcigliando le labbra tra loro. “Vorrei dirti che nutro solo il lupo buono, ma è una bugia”.
Il volto del vecchio si intenerì di fronte alla scena e allontanando la pipa sorrise: “Ascolta, giovane eroe, non sentirti triste se non sai darmi una risposta. E’ normale. Nessun uomo, per quanto grande sia, può nutrire solo il Lupo Buono. Anche se tu ci provassi, anche se tu combattessi con tutto te stesso per far morire di fame quello Cattivo, lui riuscirebbe sempre ad afferrare un po’ di cibo, e a convivere dentro di te”
“Quindi nonno, sono condannato ad essere una persona cattiva anche se non voglio. Non è giusto!”
“Dimentichi una cosa importante, bambino mio. Ti ho detto più volte in questo racconto che sta a te scegliere quale nutrire. Se tu deciderai di accudire quello Buono, sarete due contro uno. Schierati e alleati! E vedrai che gli inutili ululati dell’affamato Lupo cattivo diventeranno sempre più distanti e indifferenti”.
Il nipote aveva ripreso a sorridere ed esaltato esclamò: “Come quel detto: l’unione fa la forza!”
“Esatto, Nuvola Bianca. Esatto!”
E immersi in questa dolce allegria, due braccine si avvinghiarono al collo del vecchio:
“Ti voglio bene, nonno”. (by Maria Adelaide Carnazza)

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  1. Siete molto bravi tutti e tre. Mi piacerebbe conoscere Demi e Maria. Se riesco, andrò a cercarle.
    P.S. e O.T. a quanto pare verranno anche da te 😛
    Io, ormai, cancello sistematicamente i loro inutili, verbosi e saccenti commenti.
    Un caro abbraccio.

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    • Demi è bravissimo. E’ di Reggio Calabria e pare che faccia l’editore, almeno ricordo questo. Maria non so ma è brava. Io sono il vaso di coccio fra due orci d’acciaio.

      O.T. Che vengano, li trasformo in spammatori. Possono cambiare tutti i nomi che vogliono ma finiscono tutti in moderazione e da lì in spam, collegamenti compresi. Già fatto su Caffè Letterario.

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    • Nasce da una piattaforma 20lines dove uno scrive un incipit e altri proseguono fino a cinque snodi oltre l’incipit con la possibilità di proseguire anche su strade parallele.
      Unica limitazione 20 linee.
      Si in effetti questi tre pezzi sono ben amalgamati.
      Un forte abbraccio e un una ben trovata

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