L’orologio segna l’ora

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L’orologio segna l’ora.

Che ora è?

E’ l’ora di andare,

non puoi indugiare ancora.

Caro orologio, fermati un poco,

mi piace tanto rimanere qui.

Non posso,

non posso.

Sono condannato a girare in eterno.

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  1. Mi hai fatti venire in mente questo pezzo…sara’ che mi sento tragicamente Shakespeare-iana stasera. 🙂

    GIULIETTA :- Te ne vuoi già andare? Non è ancora giorno : era il canto di un usignolo e non di una allodola a ferirti il trepido orecchio. Di notte l’ usignolo canta su quel melograno; credi a me, amore, era l’ usignolo.

    ROMEO :- No, era l’ allodola, foriera del giorno, non era l’ usignolo. Guarda, amore, come quelle strisce laggiù a oriente tagliano invidiose le nuvole. Le faci della notte si sono oramai consumate e in punta di piedi il giocondo mattino s’ è levato sulle cime nebbiose delle montagne. Devo andarmene e vivere, o rimanere e morire.

    GIULIETTA :- Quella luce non è la luce del giorno, lo so,…è una meteora irraggiata dal sole perché ti faccia da torcia e ti rischiari la strada che farai fino a Mantova. Rimani dunque, non devi andartene.

    ROMEO :- Lascia che mi prendano, lascia che mi uccidano…se tu vuoi così, io ne sono contento. E dico anch’ io che quel lucore laggiù non è l’ occhio del mattino ma un pallido riflesso del volto di Diana, che quelle note che risuonano tanto alte, sopra noi, nel firmamento, non sono dell’ allodola. Vieni morte, e sii la benvenuta ! Giulietta stessa vuole così. Va bene, anima mia ? Discorriamo, non è ancora giorno.

    GIULIETTA :- Sì, sì, è giorno , corri via, vattene, subito ! E’ l’ allodola a cantare così stonata, sforzando aspre dissonanze e sgradevoli acuti. Dicono che l’ allodola canti dolci melodie, ma questa è amara perché divide te da me ; dicono che l’ allodola e il ripugnante rospo si siano scambiati gli occhi ; adesso mi sembra che si siano scambiate anche le voci poiché è questa voce a staccarci, spauriti, l’ una dalle braccia dell’ altro, allontanando te e ridestando il giorno. Vattene, vattene ! c’ è sempre più luce.

    ROMEO :- Più e più luce è nel cielo, più e più buio è dentro noi.

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  2. Tica tac……
    è il titolo di un mio vecchissimo…. antichissimo post. L’incedere del tempo, inesorabile ed insopportabile…. che passa..e stras.corre… su tutto.
    Eccetto che nella memoria.
    .*

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