Capitolo 1 – Un lunedì mattina ..

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Lunedì 16 Gennaio, 2012

Quel lunedì era triste e uggioso, pareva più una giornata novembrina che un giorno di gennaio. Una nebbia umida e fredda si attaccava ferocemente al viso e alle mani, tendendo a cristallizzarsi sulla pelle, sul cappotto blu.

Un uomo non molto alto camminava svelto in via Mazzini diretto alla biblioteca. I capelli bianchi spiccavano nel grigiore della mattinata. Immerso nei suoi pensieri non si accorgeva di quello che stava attorno a lui. Pensava a un articolo letto il giorno prima ed era curioso di mettere le mani su quel libretto.

“Chissà se ci riuscirò?” bofonchiava mentre si asciugava il naso gocciolante. Il freddo e l’umido stavano giocando brutti scherzi alle sue narici.

Arrivato dinnanzi al portone, si soffermò ripensando a molti anni prima quando lo varcava da studente.

Scosse il capo, perché per i flashback c’era tempo. Adesso doveva entrare e leggere quel vecchio resoconto.

“Una pazzia, la mia. Una pazzia senile” si disse mentre spingeva la vetrata per entrare.

Tutto era cambiato, nulla era rimasto intatto.

Si avvicinò al punto dove si chiedono in prestito i libri con un pizzico di ansia.

“Vorrei consultare il libro di Girolamo Negrini ..” disse con un filo di voce appena accennato.

“Quale libro?” replicò una signora con tono freddo da piccola burocrate.

Giacomo deglutì vistosamente, perché il titolo non lo conosceva. Aveva informazioni scarne: una data e un contenuto approssimativo.

“Veramente ..” cominciò balbettando come uno scolaro scoperto impreparato. “Vede .. credo che sia del 1841 .. Insomma il titolo non lo conosco ma parla di certi cunicoli che partono dal Castello Estense. Chiedevo se era possibile consultarlo”.

La bibliotecaria lo guardò male.

“Di lunedì mattina e, per di più all’inizio del turno, doveva capitare questo scocciatore! Non poteva starsene a poltrire nel letto invece di venire qua con delle richieste assurde ..”

Erano questi i primi pensieri che sgorgarono nitidi e istintivi, mentre cominciava la ricerca col nome dell’autore. Sullo schermo apparvero tre titoli.

“E moh! Quale dei tre?” si domandò accentuando la voglia di mandarlo a quel paese.

Doveva trattenersi per non guastarsi il resto del turno e non creare un caso. Aveva già avuto dei richiami per essersi mostrata scortese, almeno questa era stata l’opinione di qualche utente, che aveva protestato vivacemente con i suoi superiori. Era prudente trattenere la lingua e non dire nulla.

Giacomo, nel frattempo si dondolava ora su una gamba ora sull’altra per cercare di moderare l’impazienza e il nervosismo. Osservò la donna che decisamente stonava nell’ambiente.

“Perché?” si chiese per ingannare l’attesa.

“Almeno fosse stata una bella ragazza .. Due battute, un complimento e forse meno acidità. E vabbé accontentiamoci di questa grassona, che pare abbia ingoiato una scopa che le sia andata pure di traverso”.

La donna lo guardò sollevando gli occhi dal monitor.

“Cosa conosce di questo libro?”  lo interrogò freddamente e con acrimonia.

Lui si era perso a osservare un paio di studentesse che si erano accomodate alle postazioni multimediali. Si era distratto perdendosi la domanda rivolta. Gli parve di udire qualcosa in lontananza e girò gli occhi verso la bibliotecaria.

“Non c’è paragone” rifletté prima di prestarle attenzione.

“Ma guarda un po’ cosa mi doveva capitare di lunedì mattina alle nove! Un vecchio sporcaccione che guarda con occhio lascivo e libidinoso quelle ragazze che potrebbero essere sue figlie. Un pedofilo, immagino” ringhiò rabbiosa l’altra dentro se stessa.

“Mi scusi ma mi sono distratto un attimo ..”

La donna lo guardò ancora più sinistramente, perché con tanto candore ammetteva di essersi distratto guardando delle ragazzine, che parevano il ritratto del candore giovanile.

“Le ho chiesto cos’altro conosce di questo libro” replicò stizzita e arrabbiata, cercando di moderare i toni.

Giacomo estrasse da una tasca un pezzetto di carta ripiegato in più parti, dove aveva appuntato delle note.

Disse leggendo ad alta voce. “L’anno di pubblicazione”.

“E allora si sbrighi a dirmela. Qui si fa notte. Non ho molto tempo da perdere. E poi ..” e stava per aggiungere «Non vede che coda c’è dietro di lei?». Però si trattenne perché era l’unico richiedente. Oltre a lui e le studentesse non c’erano altre persone

Lui abbassò gli occhi sul post-it giallo e lesse l’anno.

“Ah! E’ questo .. «Descrizione analitica di un sotterraneo che costeggia li muri a tramontana della fossa dell’estense Castello di Ferrara”» .. Solo quattro pagine? Se lo vuole consultare, lo può fare solo qui”.

Giacomo stava per aggiungere qualcosa, quando la donna lo precedette.

“E’ un libro antico da maneggiare con cura. Niente fotocopie, né lo può portare nella sala di lettura. Si deve sistemare in un tavolo libero di questa sala”.

Lui si guardò intorno. Di tavoli c’erano pochi tutti liberi in quel momento.

“Almeno posso prendere appunti oppure è vietato?” replicò con voce vagamente ironica. Quella donna gli stava decisamente antipatica e forse anche di più. Sospirò in attesa della risposta.

La bibliotecaria contò fino a dieci prima di rispondere. Il primo pensiero era stato di mandarlo a quel paese senza troppi giri di parole ma si trattenne con grandi sforzi.

“Le ho detto solo che non può chiedere di fotocopiarlo e che lo deve maneggiare con cura” rispose astiosa.

Dentro di lei ribolliva il sangue. Doveva fare sforzi sovrumani per non sbottare e sperava che si cavasse dai piedi al più presto.

“Dunque lo vuole oppure ha cambiato idea?”

Giacomo annuì, mentre lei chiedeva se era un utente registrato. Al diniego la bibliotecaria sospirò.

“Pure devo registrarlo. Altra palla. Ma doveva proprio capitarmi un lunedì mattina alle nove un tipo come questo?” e cominciò a introdurre i dati.

“Che faccio? Aspetto qua oppure ..” chiese umilmente.

“Può cercarsi un tavolo libero e aspettare che le portino tra mezz’ora quello che lei ha richiesto”.

Giacomo scelse l’unico tavolo d’angolo da dove poteva tenere d’occhio ingresso e sala. Si tolse il cappotto che appoggiò sulla sedia e cercò con lo sguardo la postazione dei quotidiani. Nella fretta di recarsi in biblioteca non aveva comprato nulla e adesso doveva far passare il tempo.

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    • Sono molto cauto in questa nuova avventura. Non ho ancora chiaro come procedere e se riuscirò ad andare avanti.
      Ricambio l’augurio che la notte sia serena e che la domenica sia felice e tranquilla.
      Gian Paolo

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