Amanda 38

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La mattina seguente Pietro si preparò per partire. Durante la notte la prima neve aveva imbiancato le cime più alte. Quello che temeva di più erano queste nevicate precoci e inaspettate, non rare a fine settembre. Si sentiva stanco e affaticato dopo una settimana trascorsa tra realtà e sogno. Anche nella notte appena trascorsa aveva fatto sogni strani, quasi premonitori.

Lui era nella radura accanto al grande abete e ascoltava la voce del bosco, che sussurrava una storia già conosciuta. Eppure gli piaceva rimanere in ascolto. Il tempo pareva cristallizzato, immobile, mentre le piante avevano acquistato vitalità e personalità. Era assorto nei suoi pensieri, quando a un tratto si materializzò accanto a lui Alice.

“Ciao” disse dopo un sussulto per l’improvvisa apparizione.

“Ciao” fece lei di rimando.

“Hai ascoltato per l’ennesima volta la storia di Klaus e Amanda. Non ti stanchi mai”.

“No, perché mi ricordano una parentesi felice. Una brevissima stagione degli amori”.

Lei gli prese la mano e disse «Vieni con me» e lo trascinò nel folto del bosco.

«Dove?»  e si lasciò guidare docilmente. Camminarono a lungo attraverso porzioni di bosco che non ricordava sempre in silenzio. Alice gli fece cenno col dito sulle labbra di tacere per non rompere il clima di serena tranquillità che stavano assaporando.

Giunsero a una radura, anch’essa del tutto ignota a Pietro. Si guardò intorno per osservare la natura e le figure che erano apparse. Volti noti mescolati a quelli che vedeva per la prima volta. Sembrava un raduno simile a quello del giorno precedente nella baita.

“Ma è stato un sogno oppure una realtà?” si domandava incapace di trarre una risposta risolutiva.

Comparvero tavoli e grandi quantità di cibo. Si interrogò nuovamente sul significato di queste tavolate e sui motivi per i quali non riusciva a distinguere il confine tra il sogno e la realtà.

Alice, sempre tenendogli la mano, gli disse «Domani dobbiamo partire prima che la neve sommerga ogni cosa.». Si chiese del perché di questa affermazione, perché il cielo era limpido e non minacciava neve. Però scosse il capo, perché Alice gli proponeva solo indovinelli senza dargli le risposte.

Poi il sogno svanì mentre il resto della notte fu un film senza immagini e suoni. Però al risveglio gli ronzavano nelle orecchie le parole che la ragazza aveva pronunciato «Devi partire prima che la neve sommerga ogni cosa». Era ancora incredulo e assonnato, perché a fine settembre può nevicare, ma era neve fuori stagione, di breve durata.

Aprendo le imposte vide le cime imbiancate e restò a bocca aperta. Dunque Alice non aveva mentito con quella frase.

“Meglio partire che rimanere bloccati quassù” disse mentre organizzava la partenza.

Senza fretta e con calma fermò l’impianto elettrico e svuotò le tubature dall’acqua perché non gelassero. Fece l’inventario del cibo suddividendolo tra quello che si sarebbe conservato fino alla prossima primavera e quello invece da lasciare agli animali del bosco. Raccolse quello, che aveva intenzione di riportare a casa e le caricò sul fuoristrada. Chiuse con cura tutte le imposte e le varie porte della baita.

Adesso era pronto a lasciare il bosco e tornare tra la gente.

“Mi fermerò in paese a fare colazione” disse mentre ingranava la prima.

Si domandava se non era stato troppo frettoloso nel lasciare la casa, perché il tempo non minacciava il brutto. Sospirando, mentre scendeva con prudenza per il sentiero che l’avrebbe condotto in paese, si disse che, a parte l’abbassamento della temperatura, il cielo era terso e limpido come appariva di solito in questo periodo dell’anno.

Era immerso in questi pensieri e concentrato sulla stretta strada in ripida discesa, quando Alice comparve sul sedile passeggero alla sua destra.

Ebbe un breve sussulto di sorpresa e rischiò di uscire di strada per la brusca manovra del volante.

Prima ancora che lui formulasse un qualsiasi quesito, fu anticipato dalla donna.

“Saggia decisione, la tua. Se avessi tardato a prenderla, saresti rimasto bloccato nella baita..”.

“Com’è possibile? Non c’è una nuvola in cielo, gli animali del bosco non mi hanno segnalato niente. E quando ci sarebbe stata questa nevicata?” domandò dubbioso al passeggero sbucato in maniera inattesa.

Una breve risata gelò all’istante qualsiasi pensiero legato alle sue parole.

“Guarda nello specchietto e vedrai che il bosco alle tue spalle è avvolto da una caligine bianca. E’ la neve che sta turbinando”.

Pietro si preparava a replicare pepato, perché aveva lasciato alle spalle un cielo azzurro e terso senza nuvole. Incuriosito volse lo sguardo frettoloso alle sue spalle, ma lo spettacolo era davvero imponente. Come aveva detto Alice, il bosco era scomparso alla vista coperto da milioni di piccoli batuffoli di nuvole che scaricava sul bosco e sulla casa grandi quantità di neve.

Scosse la testa, perché era inutile lottare con lei. Sentenziava e come per magia faceva apparire le risposte alle affermazioni. Anche stavolta non aveva parlato fuori luogo.

“Vieni come me a fare colazione o preferisci aspettarmi a bordo?” le chiese mentre parcheggiava il fuoristrada dinnanzi alla Primula Rossa.

Annuì per accettazione e si preparò a scendere. Pietro l’osservò con attenzione come mai aveva fatto finora e le disse che non poteva entrare nel locale vestita solo con una tunica di lino bianco, perché avrebbe provocato molte chiacchiere e diversi interrogativi.

“Perché?” replicò tra il divertito e il dubbioso.

“Perché? E me lo domandi? Nessuno nemmeno nel periodo più caldo dell’anno gira con solamente una tunica bianca. Ora poi, che la stagione autunnale ha superato le prime settimane, le persone vestono pesante. Vuoi farti notare? Questo è il sistema migliore”

Una nuova risata lo colse impreparato, perché lui si chiedeva i motivi per i quali temeva i pettegolezzi dei paesani.

“Amico mio! Non hai ancora compreso che solo tu mi vedi? Noi non parliamo attraverso dei suoni ma per il tramite dei nostri pensieri. Dunque non preoccuparti di come vesto. Non patisco il freddo né il caldo” tagliò corto Alice.

Pietro era sempre perplesso perché non poteva ordinare due cappuccini, un paio di brioche e altro senza destare la curiosità degli avventori e del proprietario.

“Non essere così titubante. Filerà tutto liscio. Tu ordina per te come se io non fossi presente” e decisa scesa dal fuoristrada.

Riluttante Pietro fece altrettanto, entrando nel locale.

“Un cappuccino e una fetta di strudel caldo” ordinò sedendosi all’unico tavolo libero.

Alice si sistemò sulla sedia di fronte in attesa del tè con qualche pasticcino.

“Non mi hai ancora spiegato il motivo della tua comparsa” chiese Pietro un po’ irritato.

“Dobbiamo fare un viaggio. Ricordi il secondo simbolo delle rune? Thurisaz aveva predetto un colpo di fortuna e mi pare che questo sia avvenuto ..” aggiunse sottovoce.

A Pietro sembrava di vivere in un altro mondo dove i confini tra la realtà e la fantasia erano talmente labili da confondersi in un vagare dall’uno all’altro con continuità di spazio temporale.

“Quale viaggio? Io sto tornando a Belluno. E poi dove sarebbe la metà? No, non mi inganni questa volta con i tuoi indovinelli. Io non farò nessun viaggio” rispose sicuro.

“Potrebbe darsi, ma noi due dobbiamo fare un viaggio” replicò laconica, immergendosi nella colazione.

A Pietro non rimase altro che mangiare strudel e bere il cappuccino. Aveva rinunciato a ribattere, perché pareva incredibile ma Alice aveva sempre ragione.

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  1. Alice, che incredibile personaggio.
    A parte il mistero, questo episodio mi ha colpita per la suggestione evocata dalla natura e soprattutto dagli animaletti del bosco, che io amo tanto. Non a caso, mi è piaciuto molto il passaggio sull’inventario del cibo.
    Attendo i nuovi sviluppi.
    Un caro abbraccio!

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  2. Provo a farti una mini sinossi.
    Di Amanda ce ne sono due: una è la nostra protagonista, l’altra è morta e ha una storia dietro di sé. E’ sepolta nella radura della baita di Pietro. Però non aggiungo altro.
    Pietro è il padre di Amanda, che è una mezza elfo. Sua madre, Elisa, era un elfo che aveva deciso di vivere come gli umani. Però è scomparsa misteriosamente. Anche qui non aggiungo altro. Amanda ha delle doti particolari come leggere il pensiero e far comparire gli oggetti. Pietro riesce a parlare attraverso la mente.
    Pietro è nella baita,del bosco degli elfi, detto così perché abitati da questi, dove vive una situazione al limite della realtà. Questo bosco è sulle pendici del monte Antelao. In suo soccorso vengono degli elfi, una è Alice, che abitano il bosco che è minacciato. Pietro riesce sventare la minaccia, ma deve affrontare un viaggio. Il seguito si vedrà
    Amanda dopo essersi allontanata da Pietro senza spiegazioni è tornata nel bosco degli elfi, ma per cause da chiarire è stata allontanata. Finita a Bolzano fa una vacanza a Londra con altre tre amiche. A Londra succede un po’ di tutto. Nella prossima puntata la vedrai apparire.
    Ovviamente ho riassunto per sommi capi i 37 capitoli precedenti, che dovrei taggare o inserire in una categoria.

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  3. Mini, ma intrigantissima. Una storia border line, nel senso che realtà e mistero s’intrecciano in un contunuum sul filo di un confine, chesolo una grande fantasia é riuscita a creare.
    I miei sinceri complimenti. Inizierà da pagina 38 e quel che non capisco me lo vado a cercare.
    Prometto di non mettere in disordine. Giuringiuretta.

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    • Nessun problema se ci saranno situazioni che provengono da lontano. Cercherò di spiegartele.
      Tutti i capitoli sono taggati e categorizzati Amanda.
      Nel trasloco ho fatto un po’ di confusione tra categorie e tag col risultato che quasi tutti erano finiti in un calderone anonimo.
      Mi fai dei complimenti? Li accetto volentieri, ma la vera cartina al tornasole siete voi, lettori.
      A presto

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  4. a ma adesso sei qui? o un doppione di io blogg ? scusa ma non ho tempo per confrontare ahahahhahahahah….grazie del commento , nn sai che fatica pero’ star dietro a tutte quelle swappine, alcune che non han spedito, altre che non han postato , altre che nn rispondono….che stress…..
    cmq mi sono divertita dai….
    🙂
    ciao!!!!

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    • Come avevo comunicato sono sia su wordpress che iobloggo. I due blog sono uguali nei contenuti, ovviamente diversi nei commenti. Perché? metà degli amici è migrata su wordpress e metà su iobloggo. Su Blogspot, dove peraltro ho un mio blog alquanto trascurato, ci siete solo tu e Fruttacandita. però vi seguo lo stesso.
      Immagino che ti sia divertita.
      Ciao! E passa qunado vuoi. Sei la benvenuta.

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