Amanda 19

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Amanda finì in mezzo nel letto centrale ma non come aveva pensato Luca: non era accostato agli altri due ma ben separato. Così la notte filò liscia senza troppe battaglie e divenne presto tiepida: il clima si era raffreddato in fretta subito dopo il loro ingresso. La stanza era sufficientemente ampia e spaziosa con un minuscolo bagno poco adatto agli obesi, ma per loro fortuna erano snelli. Qualche contorsione, qualche bottarella negli spigoli con inevitabile livido sulle cosce ma alla fine era praticabile.
Alice era attratta irresistibilmente da Amanda e avrebbe fatto carte false per rimanere sola con lei.
“Uffa! Quell’antipatico di Luca è proprio un rompiscatole. Non poteva scegliere una tra Irene e Anke, lasciando tutta per me Amanda? Se prima di partire eravamo in minoranza, adesso siamo maggioranza! I maschietti hanno abbondanza per scegliere. Invece no! Lui ha puntato decisamente sulla più bella! Manco ha degnato d’uno sguardo le altre! Per lui non sono mai esistite. Fantasmi evanescenti. Solo per Amanda aveva gli occhi!” E mentre questi pensieri passavano tumultuosi nella mente, scivolò dolcemente nel sonno popolato da visioni e incubi che si alternavano freneticamente.
Luca invece si agitò più a lungo incredulo per tanta sfortuna. Almeno questo era la sua riflessione.
“Eppure ricordo bene l’immagine della tripla su internet. Tre letti singoli accostati! Questi stronzi d’inglesi, asessuati e gay, invece no! Li hanno separati! Di cosa avevano paura? Che si facesse sesso sotto lo sguardo vigile e severo di Baden Powell? Come se i boy scout fossero dei timorati di Dio! Non sai quante scopate si fanno con la scusa di badare ai lupetti! Poi mica sembrano letti normali questi1 Paiono più lettini per nani che per degli adulti, tanto sono piccoli! Su questi in due si sta al caldo e ben abbracciati, perché altrimenti si cade per terra” e un largo sorriso gli illuminò il viso.
“Bella sorpresa è stata Alice! Mica la facevo lesbica! Sai che sputtanata si beccherà al ritorno quando lo racconterò in giro che le piacciono le ragazze. Eppure ha avuto qualche ragazzo. Non troppi, ma qualcuno sì! Ora la vedo sbavare dietro la rossa! Certo che … dev’essere un bocconcino mica da ridire con quel fisico asciutto e ben fornito! Però io ci provo. Ci sono ancora sei giorni! Chi l’ha duro, la vince! Ah! Ah!”
Guardava il profilo di Amanda nella penombra, mentre cresceva la voglia di fare all’amore con lei. Un sospiro, un altro e poi si girò per non vederla, mentre lentamente prendeva forma un sogno erotico tutto accentrato su di lei.
Amanda osservò i due ragazzi che stavano ai suoi fianchi.
Un sorriso ironico quasi beffardo percorse il suo viso, perché immaginava la loro delusione nello scoprire che i tre letti erano ben separati da un comodino.
“Altro che letto triplo! Tre bei lettini separati! Che idea balzana sarebbe stata quella che fossero stati uniti. Quello che avrebbe occupato la posizione centrale sarebbe stato penalizzato e avrebbe dovuto scavalcare uno dei due per scendere! Però sarei stata curiosa di vedere come si sarebbero comportati! Alice mi fa tenerezza. Pare un pulcino appena uscito dal guscio. Luca .. Luca si da le arie del maschio vissuto, ma .. è .. Cosa è? Un ragazzino appena svezzato! Questa notte dormirò tranquilla come le prossime ..” e un largo sorriso comparve sul suo viso.
Un respiro profondo, un ultimo sguardo ai due ragazzi che dormivano sereni sognando chissà che cosa e poi chiuse gli occhi.
Una mattina fresca ma luminosa li accolse al loro risveglio. Il clima era completamente mutato. Come era stata uggiosa e piovosa la giornata precedente, così si prospettava limpido e soleggiato il nuovo giorno.
“Buona giornata!” augurò loro Amanda “Oggi sembra che il sole ci faccia compagnia. Dormito bene? Questo letto è per un bambino tanto è ridotto. Ho rischiato più volte di trovarmi distesa per terra”.
Alice borbottò qualcosa di non intellegibile. Forse un saluto, forse qualcosa d’altro, mentre emergeva dal piumone.
Luca si mise eretto e ricambio il buon giorno.
“Ma che ore sono?” chiese sbadigliando rumorosamente.
“E’ tardi. Sono poco più delle sette!” rispose calma Amanda.
“Le sette? Sei impazzita? E’ ancora profonda notte! Notte” e si rimise sotto il piumone.
Lei li osservò e tentò l’ultima carta.
“Se volete dormire, fatelo pure. Io mi alzo e poi faccio il secret tour di Londra. Ci vediamo stasera” e gettò in fondo al letto il duvet alzandosi.
Alice si risvegliò dal torpore e chiese cos’era questo giro segreto per Londra. Adesso era vigile e con la mente sgombra dai ricordi della notte.
“Vestiti e seguimi” replicò enigmatica Amanda dirigendosi a occupare per prima il bagno.
Luca rimase immobile, mentre freneticamente Alice sceglieva l’abbigliamento adatto.
“Cosa sarà mai questo giro segreto per Londra! E che cavolo di vestito mi devo mettere? Sapessi almeno dove andiamo, forse .. Al diavolo! Un paio di jeans comodi, scarpe da ginnastica .. tanto ho capito che si dovrà camminare, quindi è meglio avere nei piedi qualcosa di pratico. Un maglione .. ma quale? Quello azzurro o quello rosso? E  vada per il rosso .. o la rossa? Ah! Ah!”.
Fece una rapida doccia ed era pronta a seguirla ovunque la volesse condurre, inferno compreso.
Prima di uscire Amanda sfiorò con le labbra la fronte di Luca, che si svegliò di colpo come se una scarica elettrica l’avesse fulminato.
“Dove state andando senza di me?” gridò agitato e arrabbiato.
“Dormivi beatamente e .. Sul tavolo c’è il depliant del tour di stamattina. Se ti sbrighi puoi raggiungerci in Trafalgar Square al Cafè in the Crypt e fare colazione con noi. Altrimenti ci inseguirai per Londra! Ciao bello! La mattina è bella!” e infilata la porta con Alice sparì alla vista.
Luca con gli occhi impastati di sonno cominciò a smoccolare.
“E’ l’alba a quest’ora! Che fretta c’è? E poi la colazione qui è compresa nel prezzo della camera! Cavoli, che fretta! Però quel bacio avrebbe resuscitato anche un morto! Mi sembra di sentire ancora le labbra sulla mia pelle e ..” e rimase a sognare a occhi aperti.
“Cavoli, se non mi sbrigo riesco di passare la giornata di corsa a inseguire quelle due donne! Maledizione a loro e a tutte le loro manie!” e velocemente si preparò per uscire dalla stanza.
Lungo le scale incontrò Enrico.
“Ehi! Come è andata?” chiese fermando la corsa forsennata di Luca.
“Uhm! Ti dirò! Ho fretta. Devo inseguire quelle due … E tu?”
“Uno strazio! Meglio non parlarne! ..2
“Allora non parliamone! Ciao!” e giù di corsa per le scale.
“Ehi! Dove corri così di fretta?” e la voce di Enrico si perse nell’aria.

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  1. L'ansia dei giovani, è la prima cosa che ho pensato anchi'io… Sì, hai descritto benissimo quel miscuglio di sensazioni, quelle emozioni tanto confuse quanto intense, quell'impazienza tirrefrenabile di vivere che sono i'essenza della giovinezza!

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