Amanda 16

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Il viaggio durò poco più di un’ora e mezza tanto che le ragazze fecero appena in tempo a imparare i loro nomi.
Era un gruppo di quattro ragazzi e due ragazze che festeggiavano la maturità con un viaggio di una settimana a Londra. Naturalmente si fecero notare per la loro esuberanza latina sotto gli sguardi severi e seriosi degli altri passeggeri.
Amanda avrebbe preferito il caldo Messico ma alla fine non oppose molte recriminazioni al cambio di destinazione. Tutto sommato anche Londra era una meta sconosciuta e ne valeva la visita. Le amiche erano entusiaste di tornare a Londra, che conoscevano già. I nuovi compagni di viaggio, raccolti così casualmente, erano davvero simpatici anche se c’era una bella differenza di età. Lei si sentiva coi suoi ventisette anni una donna matura rispetto a loro, sbarbatelli di nemmeno vent’anni.
“Ormai sono una single incallita e irrecuperabile. E poi .. e poi .. desidero proprio cercare un amore? Non ho forse scelto ..” e la riflessione sfumava in una sorta di rimpianto per un’opzione finora perdente.
Durante il viaggio, mentre osservava Franzi e Michi civettare con Paolo e Matteo, un fugace pensiero la riportava a Belluno, a Pietro senza un motivo specifico.
“Cosa starà facendo? Mi avrà cercata oppure aspetta che ritorni?” e subito scacciò dalla mente queste considerazioni come se fossero concetti da ripudiare. E provò a concentrarsi sul presente.
Alice, una delle due ragazze, sedeva accanto a lei e le chiedeva dove vivesse e perché avessero cambiato destinazione e mille altri perché.
“Vivo e lavoro a Bolzano ..” cominciò Amanda.
“Una bellissima città immersa in una conca circondata dalle montagne. Ci sono passata l’estate scorsa e mi sarebbe piaciuto abitare lì” la interruppe quasi subito.
“In effetti è una bella città ricca di verde e di attrattive. D’estate i boschi appena sopra la città, la strada dei vini tra vigneti e castelli oppure la misteriosa val Sarentino. D’inverno c’è solo l’imbarazzo della scelta. E poi i masi, sempre ospitali dalla primavera all’autunno. Insomma si sta bene. Ma tu da dove vieni?”
Alice era di Brescia, anzi di Monte Isola sul lago di Iseo. E cominciò a parlare di questa isola posta nel centro del lago ricca di verde e vigneti.
Tra loro s’era instaurata subito un ottimo feeling. Ed erano talmente concentrate sui loro discorsi che parevano fossero all’interno di una bolla di vetro senza avvertire il casino che gli altri compagni stavano facendo. Viaggiavano low cost e avevano dovuto imbarcare il proprio bagaglio a mano. I sedili erano scomodi, ma non ci facevano caso.
“Il viaggio dura talmente poco che ..”. Era un veloce flash tra una chiacchiera e l’altra. “In compenso solo 10 sterline! Certo rispetto ai 1000 dollari del viaggio in Messico con Mexico Airlines è tutt’altra cosa. In Messico ci andrò visto che non ho chiesto il rimborso del biglietto tramutandolo in un ticket open da sfruttare entro sei mesi. Qualche giorno di ferie mi è rimasto e chissà ..”.
“Interessanti i vostri discorsi ..”. Una voce interruppe il flusso di pensieri di Amanda mentre spuntava tra loro la testa di Luca.
“Ciao! Stai origliando le nostre chiacchiere? Io sono Amanda e tu?”
“Luca”.
Lei lo osservò bene. Era un bel ragazzo, vestito con cura che ne valorizzava l’aspetto. Le era sembrato un tipo tranquillo quando aveva scrutinato il gruppetto di ragazzi per una possibile preda per questa vacanza.
“Ci sono sei ragazze per solo quattro maschi. Mi sa che sarà una bella lotta tra noi. Però non pare che ci siano coppie fisse. Quel biondino esile ed elegante è un tipo interessante”. Però si chiedeva quali motivi l’avessero stimolata nella scelta.
“Solo istinto oppure ..”. Aveva notato che anche lui lanciava messaggi con gli occhi senza prendere l’iniziativa. “Niente colpi di testa. Un po’ di pazienza nel valutare la situazione e gli eventi e poi ..zac!”.
Però adesso gli eventi erano precipitati e avevano mutato il quadro, perché era stato lui a promuovere l’azione di avvicinamento. Dunque era il momento di assumere il comando delle operazioni. Era lei che voleva guidare e non aveva nessuna intenzione di farsi guidare da chicchessia.
Alice per l’intrusione di Luca si muoveva nervosa sullo stretto sedile come se fosse seduta su un ramo di rose selvatiche, mentre le spine le mordevano le cosce. Era partita di malavoglia, perché quei quattro ragazzi non le garbavano per nulla. Però Irene aveva insistito a tenerle compagnia per non essere la sola ragazza del gruppo. Quello che non aveva previsto era che non immaginava di trovare altre quattro ragazze che si sarebbero aggiunte come sorpresa inaspettata e quanto mai gradita.
“Ho tirato un sospiro di sollievo quando le ho viste, scoprendo con gioia che si sarebbero unite a noi a Londra. E poi questa rossa mi ha attratto in maniera irresistibile. Conversare con Amanda è un piacere immenso. Spero di condividere albergo e stanza. Noi abbiamo già la stanza prenotata, ma le nuove arrivate no. Chissà se c’è posto anche per loro. Sarebbe magnifico..”.
Però adesso c’era quell’antipatico di Luca, affettato e azzimato come un piccolo milord, a rompere le uova nel paniere.
“Guarda quello stronzo come punta su Amanda! Lei è mia!” urlava dentro di lei.
Cercò di mantenere un self control invidiabile per mascherare il nervosismo. Le pareva che Amanda gradisse la presenza di Luca e questo l’infastidiva.
“Certe cose le percepisco immediatamente. E il clima di feeling tra noi si è interrotto bruscamente. Ma non demordo”.
Si inserì nei loro discorsi, replicò alle battute e cercò la mano di Amanda e la trovò. La strinse, sentendo un brivido percorrerle la schiena. “Sì, anche lei ..”.
Si erano inginocchiate sui sedili per meglio chiacchierare con Luca senza dovere fare delle torsioni innaturali del busto. Nella fila accanto Anke e Irene si contendevano le grazie di Enrico.
Un glin glon, che annunciava il prossimo atterraggio, le fece sobbalzare tanto erano impegnate nella conversazione.
Si sistemarono con le cinture allacciate. Dal finestrino un cielo plumbeo carico di pioggia si apprestava a dare loro il benvenuto.
Londra era sotto di loro e si preparava ad accoglierli.

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  1. E Londra val bene un viaggio!
    Un capitolo, questo, rilassato e rilassante: una giusta pausa in vista degli avvenimenti futuri.
    Mi è piaciuto leggerlo, e di ciò ti ringrazio.
    Un abbraccio 🙂

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