Amanda 4

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“Sono preso da Amanda totalmente e ormai capisco ogni sfumatura di pianto o dell’espressione. Quando è stizzoso, lo so: vuole le coccole. Ma non sempre sono in vena di farle. Quando è rabbioso, devo subito controllarla bene: sicuramente ha dolore da qualche parte. Se sorride dolce con quella bocca senza denti, capisco che è contenta di vedermi. Se stringe le labbra e corruga la fronte, mi sta rimproverando per qualche mancanza. Quale sarà? Non è detto di sapere. Però è un vero incanto. Non mi stanco di osservarla, di analizzare ogni gesto, ogni sorriso”.
Pietro trascorre l’estate tra la casa di Belluno e la baita sulle pendici dell’Antelao. Ha trovato una donna che si occupa di Amanda quando lui è al lavoro. E non ha chiesto nulla perché lui single ha una neonata per casa. Però è certo che qualche domanda se l’è posta sulla madre che non compare.
Lui rimanda di giorno in giorno la denuncia della figlia all’anagrafe e tutte quelle incombenze burocratiche relative.
“Se mi chiedono dove è nata, a che ora e quando, non posso rispondere «Non lo so». Susciterebbe un vespaio di domande. Però non posso nemmeno inventarmi tutto! Se solo Elisa avesse appuntato qualcosa in merito, ora non sarei in difficoltà. Eppure quel biglietto che conservo con cura, era molto laconico. Se mi chiedono il nome della madre, ne conosco solo il nome: Elisa. Mi pare troppo poco. Ma il passo lo devo fare! Devo trovare la forza per farlo”.
Guarda il calendario che indica 15 settembre. E sospira. Ha imparato da subito a pesarla e misurarla con regolarità segnando i vari progressi. In questi due mesi Amanda è cresciuta in altezza e in peso secondo quelle progressioni segnalate nei siti specializzati per neonati. Gli sembra però che abbia più dei sei mesi che secondo un calcolo a spanne dovrebbe avere.
“Ieri l’ho pesata e misurata. E’ lunga 65cm e pesa sei chili. Secondo alcune tabelle dovrebbe avere almeno sette mesi di vita. Però non conosco i dati partenza. Quindi non so se sottopeso oppure no. Beh! fingiamo che pesasse 3,4 chilogrammi e fosse lunga i canonici 49cm. Dunque dovrebbe avere già sette mesi. Quindi dovrebbe essere nata all’incirca a metà febbraio. Un acquario in sostanza. Ma se fosse nata il mese dopo sarebbe un pesci. Ma ha importanza questo?” si domanda sbigottito per questa incertezza, persa in un mare pieno di dati non certi.
Mentre è immerso in questi pensieri, sente la voce di Amanda che suona allegra come se stesse comunicando con qualcuno. Scuote il capo perché sta solo fantasticando. Torna a leggere il giornale, ma la mente è distratta da un pensiero «Con chi stava parlando?». Di nuovo cerca di scrollare dalla mente quelle sensazioni, ma sono più forti e si alza per andare nella stanza dove sta nella culla.
Amanda lo guarda sorridente come se volesse comunicare qualcosa. Pietro osserva intorno per analizzare se qualcosa gli è sfuggito. L’occhio cade su alcuni fogli posati con cura sul bordo del lettino. Con apprensione si avvicina e vede che sono documenti dell’anagrafe di Belluno.
«Estratto di nascita di Amanda Boschetti» recita l’intestazione del foglio superiore. Lo sguardo corre alla data «redatto il 16 febbraio 2010».
Lo legge febbrilmente alla ricerca di altre date e località. «Data di nascita: 14 febbraio 2010. Ora di nascita 14:55 Luogo di nascita Bosco degli elfi». E’ segnata solo la paternità.
“Non è possibile! Non è possibile!” bofonchia osservando quei fogli.
Però lo stupore non cessa, perché esiste anche uno stato di famiglia datato qualche giorno dopo.
Il capofamiglia è Pietro Boschetti e Amanda Boschetti è la figlia. L’indirizzo corrisponde al suo, quello di Belluno.
“Ci manca solo il certificato di battesimo e poi abbiamo fatto bingo!” esclama con un tono tra il basito e l’incredulo.
E l’ultimo foglio è proprio quello.
Uno stranito Pietro consulta febbrilmente anche questo. Non riesce a comprendere come possa essere successo. Sembra il frutto di una magia che ha dell’inverosimile.
“Il padrino  di Amanda è Marco! Non posso crederci! E il battesimo sarebbe avvenuto il 14 luglio? No, non è possibile! Il giorno che l’ho trovata alla baita! Si stanno beffando di me! E poi chi avrebbe messo questi fogli vicino alla culla? Anche se rischio una figuraccia telefono al parroco della chiesa di San Vito per chiedere informazioni”.
“Sì”, gli risponde una voce non più giovanile “Ricordo bene il battesimo di quel giorno. Lo strano era che c’era la madre …”
“Mi perdoni, padre, se la interrompo. Ma era una donna dai capelli rossi e dagli occhi blu?” domanda Pietro con la voce incrinata dall’emozione.
Dall’altro capo del telefono avverte un momento di riflessione come se si sforzasse nel riportare a galla i ricordi.
“Mi coglie di sorpresa” risponde il parroco.
“Ripensandoci non ricordo questo particolare, ma gli occhi, sì! Portava sul capo una cuffietta e non ho notato i capelli. Però aveva due occhi blu da Madonna. Quelli mi sono rimasti impressi. Le stavo dicendo …”.
Nuovamente Pietro lo interrompe per porle altre domande sulla madre senza ottenere grandi risposte. Poi la conversazione langue e devia su particolari insignificante, almeno questa è la sua impressione.
Al termine della conversazione nella mente c’è molta confusione per la ricomparsa di Elisa, della quale ha perso le tracce da un anno, di Marco che sembrava svanito nel nulla, sui misteri dei certificati che sono camparsi come per magia.
Si siede vicino a Amanda e le chiede: “E’ venuta Elisa prima?” come se lei potesse rispondere o un «si» o un «no».
“Ho capito” le disse osservando un bel sorriso.

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  1. interessantissima questa storia. un uomo alle prese con una bimba piccola è un argomento stimolante! sempre molto avanti con la scelta degli argomenti da trattare !
    però ho la sensazione che Amanda non sia un'Amanda qualsiasi…

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  2. Veramente bello!
    Io ci vedrei un film interpretato magari da Dennis Hopper (ma purtroppo è mancato alcuni anni fa).
    La vicenda è misteriosa, ma come sempre, a poco a poco, scopriremo ciò che è realmente successo.
    Un caro abbraccio!

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