Amanda 3

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Non ha nessun’idea dove trovare una farmacia in paese. Vede un gruppo di donne che avanzano lentamente con le borse della spesa. Si accosta e chiede loro l’indicazione.
“Una farmacia? Quella del Dr. Incerti?” risponde una ponendogli un quesito anziché una risposta.
“Perché quante farmacie ci sono in paese?” domanda stupito Pietro.
“Due!”
“Allora la più vicina. Ho una certa urgenza”.
“Era sufficiente dirlo subito” replica come infastidita la donna.
“Se lascia questo macchinone qua, con venti passi la raggiunge. Vede quel negozio di frutta e verdura..”.
Pietro allunga il collo ma non vede nulla.
“Quale, signora?” domanda tentando inutilmente di tenere il tono della voce il più dolce e calmo possibile.
“Deve scendere se vuole vederlo. Comunque girato l’angolo dopo il fruttivendolo Bepi vede l’insegna della farmacia” prosegue imperterrita la donna.
“Mi perdoni la domanda. Non è possibile arrivarci con la macchina?” chiede stupito Pietro.
Però la donna riprende a camminare con le altre senza degnarlo di una risposta, lasciandolo di sasso.
Rimasto incerto sul da farsi, si pone la domanda se deve ascoltarla oppure proseguire in macchina.
“Mica posso scendere dal fuoristrada portandomi a presso una cesta di vimini con dentro un neonato… Scusami, Amanda, ma non sono ancora abituato all’idea che tu sia una femmina”.
Riavvia il fuoristrada verso Bepi, quando si accende una lampadine nella testa. In farmacia troverà qualche pappetta, qualche attrezzo o forse altre minutaglie, ma gli servono altri oggetti.
“La lascio nella cesta? Non è quel che si dice comoda per portarla in giro e poi stanotte dorme lì? Mi pare di ricordare che ci sono negozi specializzati per neonati. Come si chiama? Pre..? Premaman.. Ma si chiama così oppure no? E se mi allungo fino a Cortina forse ho molta più scelta. E vabbé! Passiamo prima dal Dr. Knapp? Aveva detto questo nome? Chi se ne frega, basta che sia una farmacia!”
Intravvede il fruttivendolo e gira l’angolo  vedendo una bella insegna lampeggiante con una croce tutta verde che sfavilla invitante.
“Amanda,” esclama Pietro tutto contento “oggi siamo nati con la camicia. Tu perché hai trovato me e io perché c’è un bel parcheggio libero davanti la farmacia”.
Preso il cesto sotto il braccio Pietro fa l’ingresso trionfale in farmacia sotto l’occhi increduli e ironici di clienti e personale in camice bianco.
Si sistema pazientemente in fondo alla coda in attesa del turno.
“Amanda, pazienta un pochino… Abbiamo qualcuno che ci precede” bisbiglia sorridente guardando il cesto.
Una donna, incuriosita da quei bisbigli, sbircia nel cesto ed esclama: “Ma che bela fia! E’ ‘na pupa! Onde è soa mare?”
Tutta la fila si volta verso Pietro che impassibile tiene ben stretto il cesto. Dentro di lui manda la diavolo quella donna impicciona, che continua a guardare e toccare Amanda.
“’Sta a vedere che adesso si mette a strillare! Così la frittata è completa”.
La fila si muove lenta mentre lui comincia a spazientirsi, perché la donna prosegue a parlare e fare domande alle quali risponde con dei monosillabi.
“Che te ne frega!” urla dentro di lui tutta la sua rabbia “Ma bada ai tuoi interessi!”
Finalmente è il suo turno e un po’ impacciato comincia a porre delle domande.
“Porca miseria! Anche un farmacista uomo mi deve capitare!”
Farfuglia qualcosa, chiede informazioni.
“Ma quanti mesi ha, la neonata?” chiede paziente il farmacista.
Pietro entra nel panico. “Cosa gli rispondo? Che non lo so? Provo a sparare una cifra. Perché fa differenza? Deve mangiare e cambiarsi e basta”.
Finge di fare un po’ di conti e poi dice sicuro senza tentennamenti: “Settanta giorni esatti, esatti oggi!”
Il farmacista lo osserva, poi guarda Amanda e torna a posare lo sguardo su Pietro per nulla convinto.
“Ha fatto i conti giusti? Mi sembra troppo sviluppata per avere poco più di due mesi… Pensando a mia figlia, direi che ne ha almeno il doppio”.
Lui cerca di mantenere la calma senza tradire l’intima ansia che sta salendo inesorabile dentro di lui. Non ha voglia di intavolare una discussione sull’argomento. Vorrebbe andarsene immediatamente ma qualcosa deve dire.
“Beh! forse ho sbagliato il conto… Credo che abbia ragione … Sì, sì che sbadato! Il tempo vola molto più rapidamente di quello che penso. Sì, avrà all’incirca quattro mesi e mezzo”.
Il farmacista non è molto convinto. Lo guarda storto con sospetto e gli pone la domanda che non voleva sentire pronunciare.
“Ma lei è il padre? E la madre non c’è?”
“Si, sono il padre. Lei è Amanda. La madre? Certo che esiste! Ci mancherebbe altro! E’ a letto con la febbre”.
Il farmacista si allontana, confabula con una donna con simbolo dell’ordine appuntato sul bavero del camice bianco. Lo guardano e lo esaminano attentamente, poi scuotono il capo, mentre torna al banco con un discreto numero di scatole tra le braccia.
“Ecco quello che ha chiesto. Sono 120€. E’ … sicuro di sapere preparare la poppata per sua figlia?”
Pietro lo guarda infastidito e sibilla un secco «Sì», mentre si avvia verso l’uscita tra gli sguardi curiosi di diverse donne.
Sul marciapiede vede un vigile che mette un foglietto della contravvenzione sotto il tergicristallo.
“Amanda” sussurra dolce “mi sono sbagliato! La giornata non è fortunata per me!”
Si interroga se rincorrere il vigile e conciliare la multa oppure pensarci domani.
“Al diavolo anche i vigili! Ecco perché la donna mi aveva consigliato di andarci a piedi! Ci penserò domani. Ora corriamo a Cortina alla ricerca del negozio Prebebé!”
E caricato cesto e borsa della farmacia sul fuoristrada si avvia verso Cortina.

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  1. Forse avevo sbagliato in un commento precedente: benché scritta con il tuo inconfondibile stile, questa storia appare diversa dalle altre.
    Devo dire che mi piace molto!
    Un caro abbraccio ^^

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  2. Che tenerezza tutto quell’impaccio! è venticinque anni prima dello svolgimento della vicenda, Pietro è giovane, immagino i sudori freddi davanti agli sguardi inquisitori di farmacista e curiosi. Voglio scoprire ogni segreto!

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  3. Sì, Pietro ha 36 anni e l’impaccio nasce dal fatto che non si aspettava di diventare padre, perché Elisa, la madre di Amanda, era sparita misteriosamente un anno prima.
    Ho provato a mettermi nei panni di un uomo alle prese con un neonato.
    Un caro saluto

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