Amanda 2

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Pietro osserva questo piccolo essere che gli ricorda le sembianze di una bambola ma che in realtà respira, si muove e lo guarda curiosa.
Un piccolo ciuffo impertinente di capelli appena accennati al rosso, due guance rosate come certe pesche che stanno maturando al sole di luglio sono le forme più evidenti che nota fissandola.
Passato il primo momento di stupore si chiede cosa deve fare. Amanda ha smesso di piangere, un pianto più di solitudine che di fame, e lo scruta con due occhi grandi e mobili di un grigio azzurro brillante, percependo la presenza di Pietro come amica.
“Mio Dio!” esclama risvegliandosi dallo stupore di questa realtà inaspettata. “Ora che faccio?”
Sembra in preda del panico, dell’ansia, perché non conosce nulla delle esigenze di un neonato. E’ un aspetto che mai fino a quel momento si era posto, perché sono tematiche distanti anni luce dai suoi pensieri, ammesso che si fosse posto il problema in precedenza.
Amanda continua a guardarlo fiduciosa come se dicesse «Non aver paura. Aspetto con pazienza che tu faccia qualcosa.»
Però è Pietro che continua a osservarla smarrito, incapace di formulare un qualsiasi piano che la contempli.
“Cosa mangia una neonata?” si chiede come se il sesso influisse qualcosa sull’alimentazione.
“Latte o omogeneizzati?” e si sforza di ricordare qualche spot pubblicitario. Però è anche consapevole che guarda di rado la televisione e quindi anche raramente vede degli spot pubblicitari.
“Eppure la TV è piena di pubblicità indirizzata verso i bambini. Però .. io non sono mica una donna, che ha il seno per allattarli! Quelli che appaiono corrono e sgambettano che è un piacere. Sono grandi, ma questa è piccola e se ne sta lì buona, buona e aspetta che io faccia la mia parte. Ma quale parte devo svolgere?”
Si avvicina sorridente per infonderle fiducia nelle sue qualità di genitore, sapendo benissimo di mentire. Però, pensa, lei mica se ne accorge.
“Amanda” sussurra più per fare coraggio a se stesso che a lei “Non ti preoccupare troveremo una soluzione. Quale? Ci penserò dopo. Adesso lasciami riflettere”.
Mentre rimane a fissarla, cerca di ricapitolare brevemente la situazione. Ormai è abituato a fare mente locale per trovare la scelta più appropriata ai quesiti più complessi. Però questo li supera tutti e in particolare si trova a corto di idee.
“Con me non ho nulla che .. Ma poi so di cosa abbia necessità? Non ho mai avuta una figlia né ho mai partecipato a discussioni che avevano come oggetto un neonato …Scusa, Amanda! una neonata. Faccio un salto in paese e .. La lascio qui oppure metto la cesta sul fuoristrada e ci andiamo tutti e due? Bella domanda!”
E’ concentrato su questi pensieri, quando Amanda scoppia in un pianto irrefrenabile. Non è quello di prima, ma diverso più acuto, più coinvolgente come quello di uno che chiede aiuto.
“Che c’è pupa? Hai fame? O… diamine forse devi …Mio Dio! E adesso?” e si guarda intorno disperato alla ricerca di qualcosa che neppure lui è in grado di quantificare.
Nuovamente il panico si impadronisce di Pietro che comincia a muoversi agitato per la stanza.
“Ma, porca miseria!” esclama stizzito “Cosa mi serve per accudire a una neonata?”
Raccoglie la cesta e velocemente si dirige verso il fuoristrada.
“E’ inutile piangersi addosso. Vado in paese e troverò una farmacia aperta. Di solito ci sono delle farmaciste femmine. Mi diranno bene cosa serve per una neonata! Certo che mi guarderanno male ipotizzando che sono un kidnapper! Sì, un bruto che rapisce i neonati!”
Una nuova preoccupazione sfiora la mente di Pietro.
“E se mi chiedono della madre cosa dico? Che era una elfa ed è svanita nel nulla? Se lo dico, beh! .. Forse è meglio dire che è fuggita e non so dove si trovi!”
Con infinita pazienza e delicatezza imbocca lo sterrato che porta a San Vito.

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  1. che tenerezza.. adoro i bambini.. non per niente sono diventata educatrice infantile!.. mi piace tanto! non vedo l'ora di sapere come prosegue!.. Baci Baci    ps. San Vito provincia di Trapani?… conosci anche tu quel posto meraviglioso, Orso?!

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