Tra lazzi e scherzetti

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Le schermaglie, che c’erano state durante la navigazione, sembrano sopite nella serata al ristorante Beach Bay’s, trascorsa in un clima disteso e allegro. Le chiacchiere indugiano sul passato tra ricordi di scuola e aneddoti di vita, mentre le battute nervose del pomeriggio sono dimenticate.
Le giornate volano mentre arriva la vigilia di Halloween in un clima grigio di pioggia. In casa però regna il sole e la distensione.
Ellie e Matt si mettono ai fornelli, mentre Annie e Dashiell osservano divertiti. C’è un’atmosfera dal sapore goliardico tra lazzi e scherzetti. Tutti sono rilassati discorrendo piacevolmente di argomenti frivoli, degni della vigilia.
“Invece di stare lì impalato come uno stoccafisso allungami quella zucca!” grida Ellie a Dashiell.
“Io sono l’ospite. Che padrona di casa sei, se lo costringi a lavorare per te?” replica tra il serio e il faceto l’uomo.
“Devi guadagnarti la cena!”.
“Esistono anche i ristoranti, dove stai seduto e vieni servito e riverito!”.
“Questa me la devo segnare! Ah! Ah! Crede di essere riverito, il signorino! Ah!”.
Matt interrompe la preparazione della torta Jack O’Lantern per ascoltare il battibecco tra i due litiganti.
“Stento a riconoscere mio fratello” sussurra in un orecchio a Annie.
“Pensavo di conoscerlo a fondo, ma in questa vacanza ha mostrato lati che mi erano sconosciuti. Introverso, musone, di poche parole e per contro …lo trovo litigioso, ciarliero, pronto alla battuta, … Una bella differenza …”.
“Evidentemente la bella e battagliera rossa ha colpito e affondato il nostro irriducibile single” replica sorridente “Tu sei sicuramente informato meglio di me sul fratellino. Se dici questo…chissà quanto ancora dobbiamo scoprire di lui nei prossimi giorni! Sinceramente ero un po’ perplessa quando gli hai proposto di unirsi a noi. In realtà dentro di me non volevo crederci che tu trasformassi una vacanza per noi due in una col terzo incomodo, ma ora mi devo ricredere positivamente. Senza la sua presenza sarebbe stata una vacanza moscia e noiosa. Invece è diventata divertente e allegra …”.
Ellie rossa in viso come la chioma si gira per osservare l’amica e il marito, intenti a parlarsi sottovoce. Ha percepito solo qualche frase smozzicata senza capirne il senso.
“Battiamo la fiacca! Di questo passo per mezzanotte non c’è pronto nulla!” borbotta con voce stridula la ragazza, visibilmente infastidita dalle loro parole.
“Beh! Non abbiamo fretta! E poi mancano ancora otto ore alla mezzanotte!” replica sorridente Matt nel tentativo di disinnescare la tensione che si sta creando.
“Non ti scaldare più di tanto! Ci stiamo divertendo tantissimo, Ellie! Non mi sono mai trovato a mio agio come in questi giorni! Poi, male che vada, una telefonata a Pizza Hulk e arrivano quattro enormi pizze Halloween!” aggiunge ironicamente Dashiell.
“Ma dove hai letto che vendono la pizza Halloween? Non sapevo che conoscessi così bene Princess Anne! Quando l’hai frequentata?” chiede stupita Annie.
“Ci siamo passati dinnanzi quattro volte. E fuori, sul marciapiede, era appeso un enorme cartello con tanto di numero di telefono che ho memorizzato. Sembrava una pizza spaventosa dalla foto! Degna della serata”.
Lei rimane a bocca aperta dallo stupore e non riesce a trovare le parole giuste per replicare.
“E’ vero che non osservo nulla quando sono in giro. Però il cognato non lo facevo così osservatore! Altro punto a suo vantaggio. E’ proprio certo che gli aspetti delle persone sono come la cipolla. La sfogli e non vedi mai il cuore” riflette Annie rimanendo in silenzio.
“Dovrai perdonarmi, fratello, ma non ricordo di aver osservato nessun cartello con la foto di una pizza spaventosa. Penso che l’avrei notato. E questo quando sarebbe avvenuto?”.
Dashiell lo guarda ironicamente prima di rispondere. E’ ben conscio che Matt sia uno scarso osservatore, perché, quando guida, ha sempre la necessità che qualcuno gli dia le indicazioni giuste altrimenti chissà dove finisce.
“La prima volta l’altro ieri, quando siamo andati a Wenona. La seconda volta ieri mentre passeggiavano per Main Street”.
“Wenona? Non ricordo di essere andato in quella località”.
“Guidavi tu mentre Ellie di dava le imbeccate giuste per arrivarci. Ti ricordi il porto dove è ormeggiato Rebecca?”.
Matt osserva il fratello sgranando gli occhi. Non rammenta che lo skipjack di Ellie si chiama Rebecca, né tanto meno che la località dell’ormeggio sia Wenona. Sono due nomi che non gli dicono niente come se non li avesse mai uditi.
“Matt, lo sappiamo tutti che quando guidi o cammini non osservi nulla perché sei concentrato nella guida. Non è una novità” lo rassicura Annie, stringendogli la mano.
“Matt!” lo canzona Dashiell “Non crucciarti. Non è colpa tua se non guardi dove stai andando e non memorizzi nomi e insegne. Non ti ricordi come da piccolo ti infuriavi quando si faceva quel gioco dove si dovevano indovinare le posizioni delle foto? Non ne azzeccavi una che una! E vincevo sempre io!”.
Il fratello non vuole dargli la soddisfazione, ammettendo che da piccolo non riusciva a vincerlo. Lo sa perfettamente che non memorizza nulla. Questo è una limitazione che ogni tanto affiora e qualche volta con effetti dirompenti.
“Nessun cruccio fa parte mia. Semplicemente non ricordavo il nome della località” ribatte calmo.
“Però ora diamoci da fare. Ellie ha ragione che di questo passo a mezzanotte possiamo andare a letto senza aver mangiato nulla”.
Tutti e quattro decidono di collaborare senza polemiche.
 
Martedì 6 dicembre si avvicinava sempre più, mentre pareva che non volesse smettere la nevicata che era copiosa da diversi giorni. Holland Island era letteralmente ricoperta da uno strato di neve di almeno di cinquanta centimetri che in alcuni punti per effetto del vento diventava una muraglia. Nonostante il lavoro incessante di cento spalatori, ingaggiati a Deal Island, era molto difficoltoso muoversi sia a piedi sia col calesse, perché le strade si erano trasformate in pericolose piste di ghiaccio. Enormi cumuli di neve grigiastra e sporca si ammassavano ai lati delle strade. Con l’aiuto di diversi volenterosi tra enormi difficoltà erano tenuti sgombri gli accessi alle abitazioni. I collegamenti con la terraferma erano a singhiozzo, tanto che i rifornimenti alimentari diventavano sempre più proibitivi. Ormai anche le scorte di legna e carbone erano ridotte al lumicino. Qualcuno faceva osservare se avesse continuato a nevicare tra un paio di giorni sarebbero rimasti sicuramente al freddo e avrebbero dovuti contingentare anche le vivande.
Angie osservava con molta apprensione questo continuo cadere di neve dall’unica finestra, che rimaneva aperta giorno e notte, chiusa solo dagli scuretti interni. Era seriamente preoccupata, perché reputava che recarsi all’approdo con un baule pieno di vestiti e due enormi borse non sarebbe stata una passeggiata.
“Mi domando se troverò un volenteroso che trasporterà il mio bagaglio fino al postale. Ma a cosa serve preoccuparsi di questo, quando mi domando se sarà in grado di svolgere il suo servizio? Pericolose lastre di ghiaccio attraversano Chesapeake Bay, così da rendere pericolosa la navigazione. Le strade sono praticamente impraticabili. Non credo che la situazione a Deal Island sia migliore di qui. Al ritardo ci mancava solo una nevicata coi fiocchi e controfiocchi. Riuscirò a raggiungere il mio Dan?”
Erano questi i pensieri o meglio le preoccupazioni di Angie che vedeva sempre più problematica la partenza. Meg erano diversi giorni che non si faceva vedere, ma era comprensibile l’assenza.
“Chi osa avventurarsi sulle strade di Holland Island senza una specifica e inderogabile urgenza? Però devo lasciarle delle incombenze per i quaranta giorni di assenza. Tenere riscaldata la casa, fare le pulizie settimanali, procurare la legna da ardere e il giorno del mio rientro provvedere al rifornimento delle provviste alimentari” rifletteva scrutando ora il cielo ora il giardino non più riconoscibile.
“Come faccio?” si domandava sconsolata, “Come posso lasciarle le istruzioni da seguire durante la mia assenza?”.
Un altro giorno stava passando lentamente senza che il tempo accennasse a migliorare. Si allontanò dalla finestra scendendo in cucina, pensando se era opportuno iniziare i preparativi dei bagagli.

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  1. Ancora un capitolo suddiviso in due parti: gioiosa la prima – che vede, secondo me, la nascita di un amore -; ansiosa la seconda, a causa del clima inclemente.
    Entrambe sono rese molto bene, accurate e ben scritte; ma questa non è certo una novità.
    Un abbraccio ^^

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  2. è proprio vero che le persone sono come le cipolle… con tutti quegli strati imprevedibili da sfogliare, ma alla fine ciò che sfugge è proprio il cuore… è impossibile conoscere qualcuno fino in fondo…
    un altro bel capitolo che si legge d'un fiato…
    un abbraccio

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