Da Gino's

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Ellie continua ad analizzare Dashiell, che è sempre più silenzioso e assente quanto estroverso è invece Matt.
Lei continua a chiedersi perché Annie si sia trascinata dietro questa mummia vivente. Però non è tempo di perdersi in troppe meditazioni o pipe mentali qualsivoglia, perché tutto sommato quest’uomo non l’attira per nulla.
“Mi incuriosisce, perché non riesco a capire come non si annoi mortalmente ad ascoltare le nostre chiacchiere. Mi piacerebbe leggergli la mente, ma forse sarebbe fatica sprecata. Perché penso a lui nei rari momenti nei quali mi rifugio dentro me stessa estraniandomi dal mondo? Eppure quando l’osservo non provo nessuna sensazione né positiva né negativa. Calma piatta o neutralità completa”.
Mentre ragiona così, i suoi ospiti si sono ritirati nelle loro stanze. Lei è rimasta nel salotto sulla poltrona, aspettando il loro ritorno. Sono ritornati da poco dopo aver consumato il pranzo nel ristorante italiano che aveva scelto con cura.
Il pranzo da Gino’s è stato un successo per tutti fuorché per Dashiell che ha assaggiato solo qualcosa di ogni portata, lasciando il piatto praticamente intatto.
Ellie gli ha chiesto cortesemente se la cucina italiana non gli piaceva, ricevendo in compenso come risposta solo un grugnito che poteva assomigliare a un si come a un no. In definitiva ne sapeva quanto prima.
Gino è il nonno dell’attuale proprietario, che funge anche da chef. E’ arrivato in America con l’ondata migratoria di inizio novecento da un minuscolo paese della Toscana. Buddy, il nipote di Gino, gliene ha parlato diverse volte, ma lei ha scordato regolarmente il nome. Una località buffa nella denominazione, ma lui la ricorda sempre presente nelle sue conversazioni.
“Un giorno, quando sarò vecchio” gli ha detto una volta “vendo tutto e ritorno a ..”. Ma Ellie quel nome proprio non fa per lei.
“E poi Buddy mica è un giovincello! Sembra un vecchio coi capelli bianchi che si ritrova! Quindi le sue affermazioni sono bufale”.
A parte questo si mangia bene e ogni tanto lo frequenta se non ha voglia di sporcare in casa oppure si fa portare un pranzo completo.
La sua specialità è un piatto che Buddy afferma è la copia esatta di quello originale toscano.
“Come faccia ad affermarlo, lo sa solo lui! Chi mai è andato a .. vattelappesca per controllare quale sia il migliore! Un giorno mi faccio annotare come si fa e poi volo in Italia per controllare. E dove? Non so nemmeno quale minuscolo paese è quello dei suoi nonni! Lui dice che la bruschetta in agrodolce è come la preparano in Toscana. Ma la Toscana è un paese oppure uno stato? Non lo so, ma un giorno con Google map verificherò. Comunque dubbi a parte, la trovo squisita. Una fetta di pane grigliata con sopra una crema a base di pomodoro. aglio e olio. Un giorno chiederò a Buddy come si prepara. Ha riscosso un bel successo tra i miei ospiti, a parte Dashiell che ha preferito oyster della baia condite con un filo d’olio e limone. Le ha sempre fresche”.
Ellie ha un debole per questo ristorante guidato da Buddy, un corpulento italo-americano che presenta un menù scritto in italiano.
Il ristorante è una tipica costruzione del Maryland su due piani in legno e mattoni con un portico sollevato dal piano stradale di tre gradini. La facciata è dipinta in bianco con una doppia fila di grandi finestre. L’interno è caldo con molte fotografie della Toscana appese alle pareti. Al piano terra c’è un’ampia sala con la zona cucine e l’angolo bar. Però la parte migliore sono le salette riservate e discrete ai piani superiori, dove si può mangiare e conversare senza essere disturbati dal tavolo vicino.
“Annie non lo conosceva, mentre per Matt è stata una vera sorpresa. Loro hanno fatto onore a Buddy e alla sua cucina. Annie ha preso le BBQ lasagne, mentre Matt ha onorato Neapolitan salad with roast scampi. Io ho preferito Creamy lemon, ginger and rosemary risotto. Una vera prelibatezza! Buddy ormai mi conosce e prepara sempre delle mezze porzioni, perché altrimenti  il pranzo sarebbe terminato alla prima portata. In effetti eravamo già sazi, nonostante le razioni ridotte. Quindi abbiamo mangiato grilled radicchio, rinunciando al Branzino filet with thyme and saffon mixed vegetables, un piatto gigantesco che da solo ci avrebbe sfamati per due giorni. Dovevamo lasciare un posticcino per i dolci. Come rinunciare alle zucche frolle o alle sfoglie smorfiose oppure a marshmallon di Ognissanti? Siamo per Halloween e se non li mangiamo in questa occasione, quando li potremo gustare? Dashiell che non aveva assaggiato quasi nulla ha preferito la panna cotta allo yoghurt, mele e lamponi. Un giorno la prenderò anch’io, anche se ho un debole per il tiramisù con pistacchi e arance. Abbiamo trascorso un paio d’ore di vero relax. Matt era partito velocemente ingurgitando in un attimo le bruschette sul piatto. Ma gli ho detto. «Calmati. Questo non è un fastfood. Da Buddy si mangia lentamente, perché i piatti sono preparati all’istante. Abbiamo il tempo di fare molte chiacchiere tra una portata e l’altra!». Lui ha spalancato gli occhi e poi è scoppiato a ridere prima di dire «OK». Dashiell invece era assente. Forse era volato su Marte. Annie non è stata zitta un secondo. Ha parlato in continuazione. A volte ho rischiato il mal di testa, ma ha tenuto sveglia l’intera compagnia, Dashiell escluso”.
Pensa che si potrebbe fare una passeggiata per Princess Anne prima dell’imbrunire. In questo modo è possibile eliminare qualche caloria di tutte quelle immagazzinate a pranzo. Riflette che se tardano ancora un po’ a scendere, lei rischia di schiacciare un pisolino. Il vino bianco, la digestione rallentata dalla gran quantità di cibo da smaltire le fanno chiudere gli occhi. Si deve sforzare a pensare, a concentrarsi su qualcosa per non cadere preda del sonno.
“Chissà cosa direbbero, se scendendo mi vedessero a sonnecchiare!” di dice a mezza voce per tenersi sveglia.
Sobbalza sentendo Annie che le chiede: “Con chi stai parlando?”
“Con Ellie, che vorrebbe fare la pennichella” ribatte prontamente.
“Che ne dite di fare quattro passi per la metropoli? L’aria frizzante e la camminata mi sveglieranno completamente”.
Fuori c’è ancora un po’ di sole che sta calando, allungando le ombre. L’aria è fredda e punge il viso, ma sveglia i sensi assopiti dal sostanzioso pranzo.
Ellie prende sotto braccio Dashiell, che rimane indifferente, mentre Annie cammina dietro con Matt. Percorrono Somerset Ave, la via principale della cittadina, dove c’è il cuore economico. Negozi, bar, ristoranti, banche si affacciano sulla strada.
Lei fa da cicerone magnificando le poche case superstiti della Princess Anne di fine settecento. Parla al vento, perché nessuno l’ascolta più di tanto. Però la passeggiata li ha risvegliati.
Dashiell sembra essere ritornata alla vita, perché vede un bar e chiede: “Entriamo qui a prendere un caffè e a mangiare qualcosa?”
Annie ride di gusto, mentre Ellie rimane di sasso.
“Dunque ha anche la voce!” riflette.
“Dove?” chiede gentile.
“Da Allegro. Il nome promette bene e poi mi pare molto caratteristico. Questa camminata mi ha risvegliato un certo languore”.
“Per forza!” esclama Ellie “Da Gino’s eri il commensale di pietra!”
“Non mi andava di mangiare” replica con calma.
Ellie si volta verso Annie e la interroga con lo sguardo.
“Va bene. Tutti da Allegro!” e le due coppie entrano allegre da Allegro.

Allegro Princess Anne

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  1. Non solo scrivi con coinvolgente vivacità, caro New, facendoci conoscere il pensiero e il retropensiero dei tuoi personaggi, trattenendo il fiato, perché da un momento all'altro ci aspettiamo un colpo di scena che smuova la voluta normalità, ma anche devi essere un raffinato buongustaio.
    Qualità apprezzatissima dalle donne.
    Bravo.
    Abbraccio.
    grazia*

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  2. In effetti mi piace mangiare poco ma bene. Naturalmente in questa occasione ho cercato piatti italiani tradotti in America e che si possono trovare nell'area geografica del racconto.
    Apprezzo molto il tuo giudizio.
    Un abbraccio

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  3. Che disastro! Splinder mi ha già "mangiato" tre commenti: questo lo copio per sicurezza. Un capitolo che mi è piaciuto molto per l'attenzione che riservi a ogni particolare, che si tratti di cibo, dell'arredamento di una casa, o dei pensieri dei personaggi: è una tua caratteristica, ed è la caratteristica che distingue i veri scrittori dagli imbrattacarte!
    Un caro abbraccio 🙂

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  4. Frutta, noto che vedi realtime, dove il corpulento Buddy propone torte molto, molto calorifiche. Quano ho pensato al nome non so il perché ma ho visto lui.
    Non voglio avere rimorsi di coscienze di bulimia letteraria. Prometto che non parlerò più di mangiare (fino alla prossima volta).
    Un abbraccio

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