Halloween 2010

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Nella casa in pietra di Princess Anne Ellie si guarda intorno: tra un paio di giorni la vecchia amica Annie sarebbe arrivata col marito e il cognato. La tranquilla solitudine che si era costruita negli anni sarebbe stata travolta dall’ingresso di tre persone con le quali avrebbe dovuto condividere stanze e rumori.
Si chiede perché ha avuto quel moto spontaneo e istintivo, invitandola a casa sua. Adesso è pentita, ma l’influsso della lettura del diario le ha acceso la fantasia di ripercorrere le orme di Angie di un secolo prima. Percepisce l’intimo dissidio tra quella parte di lei che la vorrebbe fuori dal guscio e l’altra che le vorrebbe imporre di restare indifferente al mondo esterno.
Tra dubbi e pentimenti, tra eccitazione e paure sente tutto il travaglio dentro di sé e la diversità tra lei e Angie anche se il nonno diceva il contrario.
Eppure comprende che è lontana nel tempo e nello spirito e, a parte il colore dei capelli, tutto è differente.
“Sarà vero?” si interroga con un pizzico di incertezza.
“Sarà vero che la bisnonna mi assomiglia nel carattere? Da quello che leggo non so…  Però..Il nonno Pat ha sempre detto che siamo due gocce d’acqua. La percepisco vicina e lontana allo stesso tempo. Lei appartiene a un mondo che io ho conosciuto solo attraverso il suo diario. Mi sembrano atmosfere rarefatte, avvolte nelle nebbie di un tempo che fu. E’ naturale perché io sono figlia degli anni novanta e sono cresciuta con altri stimoli. Ma perché il nonno ha sempre sostenuto il contrario? Cosa glielo faceva supporre?”
Sono le molte domande che si pone e alle quali pospone sempre al dopo la risposta. Adesso non ha tempo di ricercare dentro di sé le parole giuste e i pensieri coerenti ai suoi dubbi, ci sono altre priorità da soddisfare in questo momento.
“Devo ripulire la casa, rendere le stanze confortevoli, preparare il menù per Halloween, addobbare tavola e sala. Dunque non c’è tempo per trastullarsi in domande senza risposte sui motivi della somiglianza con la bisnonna. Ora la precedenza è da dove cominciare”
Non ha mai organizzato nulla in vita sua. Nemmeno una festa di compleanno, quindi si trova spaesata. Eppure pensa che Angie c’è riuscita in due soli giorni e in ben altre condizioni.
“Anch’io ci riuscirò in due giorni! Sono forse da meno della bisnonna?”
Prende carta e penna, sedendosi alla scrivania tenta di fare un promemoria di quello che deve fare con tante cancellature, frecce e rimandi. Alla fine fa una bella palla di carta del foglio pieno di scarabocchi e del tutto illeggibile, lanciandola nel cestino di fianco. Ne prende uno nuovo e comincia a scrivere ordinatamente, imponendosi di essere rigorosa.
“Telefonare a Susan per le pulizie – urgente” è il primo appunto scritto in stampatello, perché si noti bene.
“Fare la lista degli ingredienti”, ma si sofferma pensando se sarà in grado di cucinare.
“Non l’ho mai fatto per degli ospiti! Come posso sapere se quello che preparo è mangiabile? Di solito non preparo mai nulla di strano.. e poi … c’è un ristorante comodo a due passi…Dovrò fare qualche prova. Chi sarà la cavia? Sì, sì! Invito Susan a colazione e lei sarà l’assaggiatrice! Eureka! Risolto il problema.. E se non si ferma?..Tentar non nuoce!”
E’ euforica e chiama immediatamente Susan, che diventa il perno delle prossime decisioni. Le altre voci le aggiungerà poi, perché a suo parere questi due punti condizionano le restanti azioni.
“Bene, bene! Susan è disponibile a venire per i prossimi tre giorni ad aiutarmi nella sistemazione della casa. Non ha garantito di fermarsi a colazione, perché ha addotto mille impegni che sono saltati. Sarà, ma sono convinta che si ferma e non una volta sola! Sì,sì! Si ferma, perché è troppo curiosa di conoscere le motivazioni di tanto fervore! Ora lista della spesa!”
Ellie è galvanizzata, ricopia in bella grafia l’elenco degli ingredienti da comprare, esce e va al drugstore, che è sempre aperto.
“Se manca qualcosa, pazienza. Lo acquisterò domani. L’importante è avere almeno quelli per una voce del menù”.
Non trova diversi componenti, ma non si demoralizza. C’è tempo per completare gli acquisti.
“Domani faccio un salto a Crisfield per trovare il resto. Vediamo… per i biscotti ho tutto, anche per la torta non ci sono problemi. Direi che con questo basta e avanza! Credo che sia un buon test! Stasera posso preparare gli ossicini dei morti, così domani mattina li provo a colazione. Sì, sì! Susan li mangerà mentre rigoverna la casa! Al lavoro!”
Si precipita in cucina e comincia la preparazione.
Accende lo stereo a tutto volume per ascoltare il cd preferito, quello live di Bruce Springsteen “Live in New York City”. Le note violenti di «Born in the U.S.A.» si alternano a quelle più morbide di «The river» in un mix che le piace molto. Mentre è indaffarata nel selezionare e pesare i vari ingredienti, si ritrova a canticchiare il ritornello di «Two hearts».
«Two hearts are better than one
 Two hearts girl get the job done
 Two hearts are better than one»
Si ferma un attimo perché fino a quel momento della sua vita ha ascoltato questo CD e mai ha cantato le parole della canzone. Ha fischiettato, quello sì, il motivo, ha seguito il tempo con movimenti involontari del piede sinistro, ma mai si era comportata come stasera.
Pensa alle ragioni, ma non trova nulla, nessun appiglio plausibile. Scuote la testa e riprende a canticchiare, mentre allinea sul tavolo gli ingredienti.
“Devo pesare 200 gr. di mandorle tritate, poi 200 gr. di zucchero, 30 gr. di burro. Mi piacciono le varianti invece del burro userò la margarina. Dicono che fa male. Una volta dicevano il contrario. Chi se ne frega! Però in compenso si mescola con più facilità. Ah! stavo dimenticando anche i 200 gr. di farina”.
Cerca la bilancia, che come al solito non si trova.
“Faccio a occhio oppure m’impegno nella ricerca?” e alla fine decide di cercare questo strumento.
“Con esperienza zero andare a spanne può essere pericoloso. Meglio cercare questa stramaledetta bilancia!”
Dopo qualche borbottio di disappunto la trova ancora chiusa nell’involucro originale pronta a pesare i vari componenti.
Prende tre chiodi di garofano, che riduce in polvere, pestandoli energicamente con un cucchiaino. Trita finemente le mandorle e mette sul piano di lavoro tutti gli ingredienti aggiungendo un pizzico di cannella in polvere, un albume, la scorza grattugiata di mezzo limone.
Con molta energia li mescola molto bene fino a formare un composto ben omogeneo.
E’ soddisfatta del risultato ottenuto e si congratula per essere riuscita nell’impresa di ottenere qualcosa che a prima vista sembra prossimo al risultato ottimale.
Adesso viene la parte più complicata: stendere l’impasto nello spessore giusto per poi ricavare con lo stampino a forma di ossa tanti biscotti da cuocere.
“Beh! finora ci sono riuscita. Facciamo qualche prova prima di ottenere il risultato prefissato. Dunque vediamo …” e prende un grumo dal piano e comincia a stenderlo.
“La bisnonna non ha indicato lo spessore esatto, limitandosi a dire che la pasta deve essere alta all’incirca un dito”.
Osserva il suo che è esile.
“Quello di Angie com’era? Boh! Qui procediamo a vista. L’altezza sarà ..Intanto cominciamo a stenderla, poi per l’altezza decido al momento”.
Dopo una decina di tentativi infruttuosi riesce ad ottenere una decina di biscotti a forma di ossa che apparentemente sembrano ottimali.
Nella ricetta di Angie c’è scritto di imburrare una teglia e mettere nel forno caldo per una ventina di minuti.
Però non è convinta, perché secondo lei c’è il rischio che si brucino con qualche difficoltà a staccare i biscotti dal fondo. Quindi decide di consultare qualche sito di cucina su Internet per avere maggiori lumi.
Trasporta il PC in cucina e comincia con pazienza a cercare l’imbeccata adatta.
“Ecco! Carta forno da mettere sul piatto del forno! Così non corro il rischio di bruciarli sotto! Poi altro consiglio scaldare il forno per dieci minuti prima di mettere a cuocere i biscottini a 170°. Il tempo? Dicono per 20 minuti circa. Beh! qui vado a vista. Quando mi sembrano ben dorati li prendo fuori. E poi.. Non sto facendo prove ed esperimenti? Forza Ellie! Il tempo passa e rischi di passare la notte in bianco!”.
Così comincia a cuocere i primi ossicini dei morti.

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  1. Incomincio elogiando la scelta musicale che è davvero notevole!
    Trovo molto interessante questo riflettere sul passato, alla ricerca di somiglianze e di punti in comune: in fondo in ciascuno di noi è presente qualcosa di chi ci ha preceduto, sebbene molto spesso sia difficile stabilire esattamente cosa, specie nel caso di antenati lontani.
    Qui Ellie cerca di ripercorrere le orme di Angie, sebbene appaia un po' perplessa.
    Ottima, come sempre, l'introspezione psicologica, tuo tratto caratteristico.
    Un abbraccio dalla befana 🙂

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  2. Comincio a pensare che l'orso bianco in realtà sia un'orsa.. e per di più amante della cucina!.. Mi piace molto questo post, sarà che adoro cucinare e avere ospiti!.. Sono curiosa di sapere se la giovane seguirà passo passo le orme della sua antenata non solo in cucina!.. Baci Baci

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  3. Misia, niente di più errato! Sono un orso e dal pelo bianco! Amante della cucina? uhm! non ho mai cucinato niente in vita mia, ma ho seguito in cucina la dolce consorte, quindi…non morirò mai di fame. E poi Internet è un prezioso contenitore.
    Pazienta e seguirai le performance della nostra eroina in cucina.
    Un abbraccio

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