La festa continua

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Ellie si immerge nei suoi pensieri, mentre Holland Island si perde all’orizzonte. Troppi ricordi ritornano alla mente in un tumultuoso rincorrersi senza un filo logico. Non sa il perché, ma questi frammenti di vita, che lei ha vissuto, si intrecciano coi racconti del nonno e con quello che ha letto sul diario della bisnonna.
Sembra un caleidoscopio che scompone le immagini per ripresentarle con altre forme e altri colori ad ogni movimento delle lancette.
“Sì, il nonno mi ha raccontato molto, ma sono i diari della bisnonna che hanno fatto la differenza”.
Si interroga sul motivo per il quale quell’isola, che non c’è più, l’ha sempre affascinata, prima con le storie che ha ascoltato in religioso silenzio, poi attraverso le letture delle pagine della bisnonna Angie, infine dai pellegrinaggi che ha eseguito con lo skipjack.
“In effetti sono andata pellegrina a Holland Island, che per me rappresenta un mito. Ma alla fine cos’è un mito? E’ un sogno ad occhi aperti che sembra essere sempre a portata di mano, ma in realtà non riesci mai a toccarlo. Un fantasma evanescente che si materializza e smaterializza senza che io possa interrompere questo processo di trasformazione. Una sorta di illusione perenne che non mi abbandona mai. Ho amato quest’isola come se ci avessi abitato da sempre e non riesco a capacitarmi che ora è solo un ricordo che sfumerà tra le nebbie autunnali. Quando sarà cancellata definitivamente, come reagirò?”.
Sente qualcosa scivolare lentamente sulla guancia per poi prendere la rincorsa e cadere sul mogano lucido del pavimento.
 
Angie e Dan arrivarono là dove la festa era al culmine. Un tripudio di suoni mescolati all’odore del sidro di mele e della birra talmente denso che ubriacavano anche gli astemi.
“E come hai potuto frequentare questa marmaglia?” le chiese stringendo forte le braccia della donna.
Lei sorrise senza rispondere, perché non poteva spiegargli che sperava nel colpo di fulmine per trovare un uomo col quale condividere il resto della vita.
Dan, tenendola ben stretta come se potesse sfuggirgli, continuò ad avanzare verso una pedana dove donne e uomini stavano ballando al suono di una improvvisata banda. Però più che altro era una cacofonia di suoni, che li guidavano a muoversi in maniera disarticolata senza il minimo senso del ritmo.
“Ciao, Angie! Mi presenti questo bel uomo?” si sentì apostrofare da una voce conosciuta.
Lei si girò alla ricerca di quel volto noto in mezzo a mille altri del tutto ignoti.
“Chi è quella donna?” domandò irritato l’uomo “La conosci?”
“Si, è la mia compagna di stanza per stanotte. Ma non riesco a individuarla”.
“E lì, alle tue spalle, mentre si sbraccia e cerca di raggiungerci”.
E mentre si gira, si sente abbracciare con vigore.
“Angie, chi è questo misterioso e fascinoso uomo? E ..”
“Winnie, questo è Dan. Stasera mi ha aiutato a uscire da una situazione scabrosa” aggiunse frettolosamente per interromperla e mettere fine a quella valanga di parole che minacciava una frana penosa.
“Raccontami!”
“No, ora no! Stanotte con calma, quando saremo in camera”.
Dan osservava corrucciato quella che Angie aveva chiamato per nome. Non gli piaceva per nulla, gli sembrava una donna grezza, dai lineamenti poco signorili e dal portamento di basso livello. Si domandava come queste due persone talmente diverse potessero essere amiche. Erano differenti in tutto: dal come si muovevano al come parlavano, dall’aspetto fisico a quello che emanavano.
La donna, che teneva stretta, come se la proteggesse da un nemico invisibile ma temibile, sembrava di una fragilità estrema. In realtà percepiva che quel corpo minuto trasmetteva una forza che era avvertibile nettamente, mentre l’amica dava l’impressione di una grassa baldracca senza troppo nerbo. Una piccola di statura, l’altra alta quanto un uomo: un contrasto visibile senza nessuna mediazione dei sensi. Però quello che lo colpiva era la voce sgraziata, senza nessuna musicalità. Era in particolare quella risata sguaiata e priva di grazia che feriva le sue orecchie.
Dan l’osservò ancora con attenzione e allungò la mano.
“Daniel Stevens, per servirla, Signora”.
Ma ricacciò subito indietro questo pensiero, perché piuttosto si sarebbe amputato la mano e la lingua pur di non servirla.
Winnie lo squadrò cercando di fissare l’immagine che le appariva tremolante come le lampade a petrolio che illuminavano la piazza. Stava per dire qualcosa di sgradevole, quando un uomo sbucato dal nulla, l’afferrò e la trascinò via nel mezzo della bolgia.
“Angie, non scappare! Torno! Un ballo e sono da voi. Quel bel damerino mi incuriosisce molto..”.
Dan tirò un sospiro di sollievo e tenendo ben saldo il braccio della donna la condusse verso un posto più tranquillo.
Ai margini della piazza dove si svolgeva la festa c’erano tanti chioschi che servivano da mangiare e da bere. Scelsero quello meno affollato e più defilato, sedendosi attorno ad un tavolaccio ruvido e spoglio.
“Per me una zuppa di carote, patate e cipolla accompagnato da birra. E tu cosa ordini?” chiese con cortesia Dan.
“Va bene anche per me la zuppa. Ma per bevanda preferisco sidro di mele”.
L’uomo mangiava e stava in silenzio aspettando che lei parlasse.
Angie rifletteva sull’incontro inaspettato e burrascoso con Winnie. Sicuramente non aveva ingenerato una gran bella impressione. Di questo ne era certa, perché aveva avuto modo di osservarlo con attenzione. Dalla contrazione dei muscoli facciali aveva dedotto che l’apparizione dell’amica l’aveva disgustato. Eppure normalmente era abbastanza gradevole e colpiva l’immaginazione degli uomini. Però quando era alla festa di Mabon, sembrava un’altra, una trasformazione veramente incredibile. Ed era ancora sobria. Non osava pensare a quando l’avrebbe incontrata di nuovo per andare alla pensione. Un brivido di gelo percorse il suo corpo, mentre decise di non pensarci e di affrontare il problema quando sarebbe avvenuto.
Adesso si concentrò su Dan, mentre ne scrutava il viso che appariva e scompariva come una lanterna magica. Senza dubbio era un bel uomo, dai modi affabili e signorili, molto diverso da tutti quelli conosciuti finora. E non voleva illudersi di aver trovato l’uomo che avrebbe riempito il suo letto. Doveva tenere i piedi ben puntati a terra, perché non era certa che lui fosse interessato a lei. Però adesso voleva godersi questa compagnia inaspettata e fortunata, scacciando ogni altro pensiero.
“Cosa l’ha attratto per decidere di partecipare a questa bolgia? Perché ha affrontato quel bestione rischiando la vita per salvarmi? Eppure sono consapevole che la mia figura è anonima, non ha attrattive per gli uomini, che preferiscono la grassa bellezza di Winnie! Sono minuta tanto che sembro una fragile porcellana cinese. Non sono decisamente bella! Si, devo riconoscerlo. Basta che mi osservi allo specchio per vedere dei lineamenti duri, acidi come una zitella. Eppure quest’uomo si dimostra interessato alla mia compagnia”.
Non sapeva cosa dire, come iniziare un discorso. Lei sempre pronta alla battuta tagliente adesso restava muta, incapace di esternare un qualsiasi pensiero. La mente era sgombra come una casa abbandonata.
Si guardarono negli occhi e scoppiarono in una grassa risata.
“Siamo muti! Non riusciamo ad avviare nemmeno il più misero dei discorsi. Sul tempo, sulla zuppa, sulla confusione” disse ridendo Dan, afferrandole le mani.
“Dimmi questa zuppa come l’hai trovata? Per me era un po’ troppo acquosa. Quel ladro di oste si vuole arricchire alle nostre spalle!”
Angie non si sottrasse a quel tocco forte e deciso, che le trasmetteva calore e sicurezza, e lasciò fare. Provava piacere e non desiderava interrompere la calda atmosfera che si era creata.
“Si, hai ragione. La zuppa è stata allungata con l’acqua. Quella che preparo io è molto più gustosa. Però quel dolce di zucca era veramente squisito. Non sono mai riuscita a prepararlo così bene. Ma dimmi. Vivi solo in quella grande casa dove mi hai condotta?”
Dan sorrise prima di rispondere.
“Dunque sei una cuoca provetta. Non è facile trovare una donna che sa cucinare con classe”.
Angie arrossì non vista e abbozzò un timido sorriso.
“Non ho detto di essere una valida cuoca. Però fare di meglio per cucinare una zuppa di cipolle  non ci vuole molto”.
“Sento un dolce profumo di crostata di mele. Mi ha stuzzicato l’appetito. Ne ordino due belle fette. In effetti i dolci mi hanno riconciliato con lo stomaco”.
Dan, sempre tenendole forte le mani, la guardò dritta negli occhi prima di ricominciare a parlare.
“Quella pensione non mi sembra sicura per una signora come te. Se non sono troppo audace, ho pensato di ospitarti per questa notte a casa mia”.
Angie sussultò visibilmente perché questa uscita l’aveva colta di sorpresa e in un certo senso lusingata.
“Ma le mie amiche?”
“Ho posto per un’altra persona”.
“Sono due. Una l’hai conosciuta. Con l’altra abbiamo fissato l’appuntamento al tocco di mezzanotte all’inizio della strada. Ti ringrazio dell’offerta, ma non posso lasciarle sole”.
Lei era visibilmente contrariata perché a causa loro doveva rinunciare all’interessante proposta.
“Come vuoi. Mi limiterò ad accompagnarvi al Devil’s Cove. Ma ora non lasciamo raffreddare questa squisita torta di mele”.
Al tocco di mezzanotte si alzarono per onorare l’appuntamento con le amiche.
Sandra arrivò per prima accompagnata da un uomo palesemente alticcio, ma disse che non sarebbe venuta a dormire con lei, andandosene via.
Poco dopo giunse Winnie abbracciata ad uno zoticone, entrambi ubriachi, affermando che Angie era libera di recarsi da sola alla pensione.
Così fu ospitata per la notte a casa di Dan.

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  1. Frutta, per la zuppa ero incerto tra quella di carote, patete e cipolla e di zucca, entrambi previsti nel menù di Mabon, ma poi ho optato per il dolce di zucca e la zuppa di carote.
    Curiosa? Aspetta (copio da te eh! eh!)
    Un abbraccio

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  2. Una nuova puntata che accolgo con vivo piacere.
    La prima parte è dedicata ai pensieri di Ellie, descritti con la tua consueta grande capacità di introspezione -credo di aver notato che questo è uno dei tuoi più grandi punti di forza, assieme all'accuratezza delle descrizioni e alla precisione dei dettagli.
    Senza dettagli non c'è una storia, almeno a parer mio.
    Poi ecco Angie: molto bella la descrizione del rapporto con Dan, che non si capacita di certe sue amicizie, da lui giudicate volgari e non consone alla personalità di una donna così affascinante.
    Complimenti, e un carissimo abbraccio 🙂

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  3. Concordo con te che senza dettagli la storia è monca. La prima parte molto breve contiene alche riflessioni di Ellie, mantre nella seconda tratteggio il rapporto tra Angie e Dan.
    Sono stato latitante per un po' per una serie di cause, che spero siano risolte. Quindi la prossima puntata non dovrebbe tardare molto.
    Grazie e un grande abbraccio

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  4. Che amiche.. le classiche 'meglio perderle che trovarle'!!.. Ma andare da sola a casa di Dan sarà davvero sicuro?.. La prima volta è andata bene, ma adesso? Il tipo mi sembra abbastanza sicuro e deciso!.. Speriamo bene!.. Baci Baci

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  5. si percepiscono bene tutte le sensazioni dei vari personaggi (infatti Winnie ha fatto antipatia anche a me)…
    ma fidarsi subito di un uomo appena conosciuto può essere molto pericoloso… (poi con quelle amiche…)
    anche se, dai post precedenti, noi assidui lettori possiamo dedurre come andrà a finire tra i due…

    sui dettagli concordo pienamente con Alessandra…
    un abbraccio

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