Torno presto

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Torno presto. Per qualche giorno non ci sarò

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Scrivere creativo – miniesercizio 81 –

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Scrivere creativo dopo un lungo silenzio torna e propone un miniesercizio intrigante.

Questo esercizio, tornato a grande richiesta, è in collaborazione con goweddy.com, un progetto straordinario, che permette a chi sta per sposarsi di creare il proprio sito legato al matrimonio: dove si può organizzare tutto, mantenendo il romanticismo necessario.

Questo tipo di esercizio sviluppa la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo statico: la fotografia.

Con i tre parametri definiti proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.

Per concludere: il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.

Inventate quindi una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:

– La parola GoWeddy

– Una donna che ha divorziato 7 volte

– Una città in cui piove 364 giorni l’anno

– La foto seguente

Bea e Ico hanno un colpo d’ala: «Ci sposiamo». Però vogliono essere originali e scelgono per farlo Goweddy. Insomma un matrimonio 2.0 come non si è mai visto prima. Sì, perché Goweddy ti aiuta a creare il blog del tuo matrimonio, coinvolgere gli amici e preparare la lista di nozze. Mica fichi tutto questo!

Bea è speciale: una collezionista di matrimoni falliti. Ico lo sa ma la cosa lo intriga. Lui è al primo. Ha solo vent’anni mentre Bea è più scafata: ne ha ventuno ma con sette divorzi alle spalle. Ma siamo in Italia! È vero, ma basta scegliere mete esotiche che non trasmettono documenti all’anagrafe e il gioco è fatto. Sposarsi e il giorno dopo chiedere il divorzio.

Adesso il problema è una location fuori del comune.

«E se c’inventiamo un matrimonio virtuale?» suggerisce Bea a cui luccicano gli occhi. «Troviamo un paese dove piove per 364 giorni ma in quello fatidico c’è un sole splendente. Sposalizio sfortunato».

Ico ricerca con impegno e trova uno sgorbio di paese. Uno sputo, dove gli abitanti girano con maschere e pinne.

Fanno matrimoni per procura e divorzi ultra rapidi. Nemmeno il tempo di consumare che già sono liberi come due fringuelli.

Disegna la tua storia con un’immagine di Etiliyle – Il tramonto

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Ho finito di leggere una raccolta di racconti sul mare, scritti da più autori

che potete trovare qui.

Così m’è venuta la voglia di scriverne uno, molto ridotto, che ha come sfondo il mitico paese di Venusia e i suoi abitanti, alquanto bizzarri.

Per prende l’abbrivio mi ricordavo una splendida immagine di Etiliyle. L’ho cercata e la propongo.

e adesso buona lettura

Se qualcuno a Venusia sale sulla montagna, un rilievo alto poche centinaia di metri, non vede altro che una calma piatta intorno: la pianura di Ludilandia.

I venusiani pensano che la terra non sia rotonda, perché l’orizzonte è una linea diritta senza curve o gobbe.

Così per loro la montagna è quella piccola gobba adagiata alle spalle di Venusia. Le sue pendici sono ricoperte da un fitto bosco, quello che loro chiamano il Bosco degli Spiriti, e in cima sta il Castello, che appartiene a tutta la comunità.

Per chi osa salire fin lassù vede solo la pianura tutt’intorno e niente altro. Un’altra credenza è che il mare sia un’invenzione di qualche comico, perché per loro il mare è quel gruppo di stagni che stanno a occidente di Venusia. Non vedono altra acqua, a parte quel fiumiciattolo che scorre di fianco la strada che conduce a Ludi.

Il loro orizzonte è limitato. Così la terra è piatta e il mare è un’invenzione di qualcuno per burlarsi di loro.

Quando Ermete ha deciso di raggiungere il mare, i compagni di scopone lo hanno preso in giro alla partenza, dicendo che non l’avrebbe mai visto, perché non esiste. Lui ha mostrato un mappamondo dove il mare è colorato di azzurro e la pianura di verde. Nuove risate e altri lazzi per dimostrare il loro scetticismo.

Quando è ritornato per raccontare la sua esperienza, nessuno ha creduto alle sue parole. Ermete ha mostrato delle fotografie ma loro hanno continuato a dire che sono immagini manipolate con Photoshop. Così si è rassegnato a conservare la memoria del mare dentro di sé.

Proprio oggi in una scatola da scarpe ha ritrovato quelle vecchie, si fa per dire, immagini che documentano che il mare esiste. Ricorda bene il lungo viaggio attraverso contrade mai viste né sentite. Parole che assomigliano al venusiano ma pronunciate con una cadenza diversa. Poi la spiaggia l’ha affascinato con quella sabbia color miele, dove ha notato ombrelloni e lettini variopinti disposti in ordine lungo file parallele.

Quello che l’ha incuriosito di più è stato tutta quella gente nuda, distesa sotto il sole. Lui con le scarpe, i calzoni lunghi e la giacca ha intuito di essere fuori posto in quel luogo. Qui le donne indossano mutande ridottissime e il solo reggiseno, mentre gli uomini hanno i boxer, che lui porta sotto i pantaloni e che mai ha mostrato in pubblico.

A Venusia sarebbero finiti in prigione per oltraggio al pubblico pudore. “Ma ci sono le carceri a Venusia?” si è chiesto osservando quella moltitudine di persone quasi nude.

Ermete sorride a quel pensiero, perché si è informato su quella strana usanza, scoprendo che sulla spiaggia è l’abbigliamento usuale. Qui, gli hanno spiegato, sono visti come diversi le persone come lui, vestite con l’abbigliamento cittadino.

In un angolo della scatola trova un pugno di quella sabbia, che capricciosa si è infilata ovunque. Dentro le scarpe, nelle pieghe dei pantaloni. “Mi è sembrato un delirio eliminarla” ricorda sorridendo. “Ne ho trovato dappertutto, compresi i boxer”.

Però quello che gli è rimasto impresso con nitidezza è stato il tramonto.

Il sole è sceso sempre di più inabissandosi nel verde del mare. Si aspettava che sfrigolasse a contatto con l’acqua ma invece niente. Ha solo incendiato un paio di nuvole in cielo, mentre l’acqua ha cambiato colore. È diventata rossa a strisce. Una vera magia, che nemmeno il più bravo illusionista può realizzare.

La spiaggia si è spopolata con lentezza. Gli ombrelloni sono stati chiusi, i lettini accatastati.

Il silenzio è rotto solo dal suono del mare che come una ninna nanna accompagna le ombre sempre più scure.

Ermete ripone nella scatola questi ricordi e sospira, perché un giorno ripercorrerà quel tragitto per osservare di nuovo la magia del tramonto.

Citazione 4 e Maria Maddalena

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Maria Maddalena

In questi mesi ho intensificato le mie letture. Non che prima non leggessi affatto, anzi ho sempre letto molto ma in questi ultimi mesi sfrutto ogni momento per leggere, trascurando un po’ la scrittura e il blog.

Ho un nutrito elenco di libri, tra carta e digitale, che aspettano fiduciosi che io li estragga dall’oblio e dalla polvere.

Così tra gli ebook in attesa ho estratto “Maria Maddalena” di Cinzia Giorgio – ed. Newton Compton. Di questa scrittrice avevo letto qualche mese fa “La piccola libreria di Venezia” e “La collezionista di libri proibiti”, tutti editi da Newton Compton. Ovviamente li ho letti nella sequenza inversa, in quanto il primo è il seguito del secondo per le vicende narrate e i personaggi che li popolano.

Ma torniamo a Maria Maddalena dove ho trovato interessanti queste due citazioni.

«Sai bene che la gente ha la malsana abitudine di giudicare a prescindere, soprattutto quando non conosce l’argomento e, spesso, quando lo ignora del tutto. Più non si conosce una cosa e più ci si sente in dovere quasi di esprimere un proprio giudizio».

e

“Aveva capito che la libertà era nel pensiero e che le superstizioni rendevano schiavi e alla lunga potevano risultare pericolose. Il fanatismo, di qualunque natura fosse, era un mostro difficile da combattere con la ragione perché affondava le sue radici nelle paure ataviche degli uomini”.

Mi sembrano attuali e degne di riflessione.

Cinzia Giorgio scrive bene, almeno a me piace lo stile, anche se le sue storie non sono tra le mie preferite.

Maria Maddalena è un racconto lungo, si legge agevolmente in un paio d’ore e forse anche meno. Descrive la storia romanzata di questa figura di donna assai controversa tra citazioni evangeliche e ricostruzioni di fantasia. Sia chiaro niente di trascendentale, anzi in qualche passaggio si fatica a seguire il filo cronologico della storia. Tuttavia Cinzia Giorgio dimostra competenza e conoscenze e rende il testo abbastanza credibile dal punto di vista storico.

Un altro punto di merito della scrittrice è che, diversamente da moltissimi altri testi pubblicati da questa casa editrice, l’italiano è privo di errori o refusi. Questo l’avevo già notato negli altri due romanzi letti. Credo che sia merito di Cinzia Giorgio e non dalla casa editrice.

La scrittrice ha scritto molti altri testi oltre a quelli citati, alternando storie romanzate a quelle di amori e passioni.

 

O.T. per l’ha perso domenica 22 settembre ho pubblicato su Caffè Letterario un nuovo post. Volevo dirvi che non dovete sgomitare per leggerlo. C’è posto per tutti.

Citazione 3 e altro ancora

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Qualche altra perla tratta da Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo” di Douglas Adams, trad. Laura Serra, ed. Mondadori.

Sapeva che, come genitore, doveva dar fiducia a sua figlia, cercare di costruire un senso di reciproco rispetto e sicurezza nel loro rapporto. Aveva avuto la sgradevole sensazione che un simile comportamento fosse da idioti, ma l’aveva adottato ugualmente; e in effetti era risultato un comportamento da idioti. Vivendo si impara. In ogni caso, si vive.

e

Quando la caccia a nuove fonti di energia era divenuta spasmodica, un giovane brillante aveva compreso d’un tratto che uno dei luoghi in cui l’energia disponibile non era stata tutta consumata era… il passato

A questo punto qualcuno si pone o forse mi vorrebbe porre una domanda: “Ma che cavolo di testo è questo?”

Cerco di soddisfare la vostra curiosità. Nessuno è curioso? Va bene ma la soddisfo lo stesso.

Cosa non è. Non è un romanzo di fantascienza nel termine canonico che siamo abituati a pensare. Tanto per esemplificare. Non è tipo Guerre stellari, Star Trek o i romanzi di Urania. È altra roba.

Cosa è. È un romanzo di fantascienza. Ma se hai appena scritto che non lo è. Sì, lo è ma è umoristico, di un umorismo graffiante e a tratti surreale che cerca di sbeffeggiare pensieri e persone con i loro stereotipi e le loro passioni. Il bersaglio è il pensiero comune. È sufficiente il titolo che rispecchia fedelmente quello originale The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy.

Questo testo non nasce come libro scritto ma è l’adattamento delle prime quattro puntate della serie radiofonica omonima sulla BBC del 1978. Visto l’enorme successo ottenuto tra il pubblico Douglas Adams lo pubblicò a Londra nell’ottobre del 1979. Il titolo deriva da una guida turistica galattica scritta in forma di enciclopedia, che gioca un ruolo fondamentale nella trama del romanzo e di quelli successivi. Si perché a questo sono seguiti altri cinque romanzi che sulla falsariga del primo continuano a narrare le imprese un po’ cervellotiche dei vari personaggi. Ovviamente anche i titoli successivi hanno avuto un primo passaggio sulla radio prima di approdare nella versione cartacea. Lo serie radiofonica è terminata nel 2009. Esiste anche l’omonima serie televisiva e un passaggio sul grande schermo.

Però torniamo alla nostra guida, che sulla copertina reca la scritta. DON’T PANIC. È un ebook reader ante litteram, visto che siamo nel 1978!

Già l’incipit è tutto un programma.

«Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.»

Il protagonista, Arthur Dent, si oppone a un’insensata costruzione stradale ma in realtà rischia di più perché l’Ente Galattico Viabilità Iperspazio deve demolire la Terra per far posto a un’autostrada interspaziale. Insomma se gli umani sono cretini, gli alieni non sono da meno. Questo rappresenta il punto di partenza del primo testo. Ovviamente non spoilerò il seguito, lasciando il gusto della lettura a chi volesse leggerlo.

Dei sei testi, io ho comprato l’ebook che li raggruppa tutti ma ci sono anche i sei cartacei singoli, ho apprezzato il primo che dà il nome all’intera saga e il quinto Praticamente innocuo. Gli altri sono gradevoli da leggere ma meno graffianti di questi due.

Ci sarebbe anche un settimo testo, E un’altra cosa… un romanzo di Eoin Colfer che completerebbe la saga della scombinata compagnia di giro che anima il sei testi della Guida galattica per autostoppisti. La volgata narra che Douglas Adams avrebbe voluto concludere la saga raggruappando i vari personaggi, Arthur Dent, Ford Perfect, Zaphod, Trillian McMillian, Random figlia di Trillian e Arthur, Fenchurch e il robot depresso Marvin, nell’ultima avventura. Tuttavia la morte prematura di Adams non ha permesso questo. Allora Colfer avrebbe raccolto il testimone e scritto il romanzo conclusivo.

Io l’ho trovato divertente, ironico e pungente ma anche innotivo nel linguaggio, anticipando molti temi di attualità e dispositivi che vedranno la luce molti anni dopo la stesura di questi testi. Intelligenza artificiale, computer parlanti, reader e altro ancora.

Citazione 2

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Sempre dalla “Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo” di Douglas Adams, trad. Laura Serra.

Viviamo in tempi strani.

Viviamo anche in posti strani: ognuno di noi abita in un proprio universo. Le persone di cui popoliamo i nostri universi sono le ombre di altri universi che si intersecano con il nostro. Per riuscire a fronteggiare questo sconcertante guazzabuglio di infinita ricorrenza dicendo cose come «Oh, ciao, Ed! Che bella abbronzatura! Come sta Carol?» occorre che tutte le entità coscienti sviluppino un’eccezionale capacità di filtraggio allo scopo di difendersi dalla contemplazione del caos nel quale annaspano e vagano. Perciò date ai vostri figli la possibilità di riparare ai loro errori, d’accordo? Dal Manuale dei genitori in un universo frazionalmente demente.”

 

Citazione 1

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Sto leggendo, anzi manca poco alla fine “Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo” di Douglas Adams,  trad. Laura Serra e desidero condividere con voi questa citazione.

Sospirò, mentre sedeva con il coltello storto e scheggiato in mano. Sarebbe riuscito a volerle bene anche se nell’impresa fossero rimasti uccisi lui, lei o entrambi. Non era facile essere padri. Sapeva che nessuno aveva mai affermato che fosse facile, ma non era quello il punto, perché, innanzitutto, lui non aveva neppure mai chiesto di essere padre.”

 

Un giallo Puzzone – spot non nascosto

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Un giallo Puzzone

Come avevo annunciato adesso ebook e carta hanno la stessa immagine di copertina. Quindi niente confusione e zero scuse. Avanti e passate alla cassa

È reale

Incipit

Lo trovate su

Smashwords al costo di $ 1,49

Kobo al costo di € 1,34

per gli amanti dell’epub.

Per gli aficionados di Kindle ovviamente su

Amazon al costo di € 1,49

Per gli amanti della carta che fruscia e odora sempre su

Amazon al costo € 6,45

Può essere ordinabile in libreria dando il seguente ISBN 9781688206205

Un caso per tre

Ovviamente per chi avesse perso l’imperdibile primo Puzzone e Debora Nardi scritto a quattro mani con Elena lo può trovare

su Amazon la versione cartacea al prezzo di € 6,50 o quella digitale per Kindle € 2,99.

In libreria basta il codice ISBN 9781794474901

Per gli amanti dell’epub

Kobo a solo 1,99€

Google libri a solo 1,99€

IBS a solo 1,99€

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LaFeltrinelli a solo 1,99€