Grazie.

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Su Alchimie la blogger Marzia ha creato uno splendido video dove lei ha messo le immagini e io le parole.

Parole scritte tempo fa come un esercizio ispirato da scritture creative – peccato che da tempo tacciano.

Il mio era un testo senza molte pretese, giusto un esercizio per divertirmi. Ne è uscito un qualcosa di veramente pregevole e mi piace condividerlo con voi.

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Tane mahuta

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Dal blog di Matteo Telara che si trova nella lontana Nuova Zelanda leggo questo bellissimo post.

 

 

È arrivato!

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Oggi ho ricevuto la mia copia autore dell’ultimo nato: La kitsune.

Copertina La Kitsune

e questa si vede anche il retro

Fronte e retro

Ho inserito l’immagine in modo che occupi anche il retro.

Però adesso correte su amazon.it per comprarvi la vostra copia.

Il cartaceo costa 7,90€

L’ebook Kindle solo 2,99 €

Per chi ama l’epub lo trova su smashwords e kobo store a 1,99€

Copertina epub – La kitsune

Non fate i timidi.

Vi aspetto

Relax

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Ci sono. Momento di pausa in attesa di riordinare le idee e pensare a come procedere. Sto rivisitando un’altra storia vecchia – 2010 – andata perduta nel trasloco ma non credo che la ripubblicherò.

Nell’attesa di ricevere il cartaceo de La kitsune, dovrebbe arrivare venerdì, ho messo in vacanza la mente.

Per chi volesse non perdere Un caso per tre può leggere qui.

Per la Kitsune invece può leggere qui.

Insomma non potete annoiarvi

Gaudemus… habemus La kitsune

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Copertina Kindle – La kitsune

Copertina epub – La kitsune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il favoloso successo editoriale de Il caso per tre in collaborazione con Elena – Non solocampagna – ecco a voi l’annuncio che aspettavate da tempo.

È disponibile in diversi formati La kitsune, il romanzo che avrà un seguito tra poche settimane, ambientato nelle Dolomiti, alle falde del monte Antelao.

Dove lo potete reperire – mi raccomando non spingete c’è posto per tutti.

Per gli amanti del EPUB

Smashwords al costo di $ 1,99

Kobostore € 1,79

Ibooks Apple € 1,79

Tolino.de – la costola tedesca di IBS – € 1,79

e per gli amanti dell’esotico

Barnes & Noble $1,99

Per chi ama kindle

Amazon.it €2,99

Infine chi adora l’odore della carta

Amazon.it €7,90

 

pagina su Kobo

Infine un breve riepilogo di quello che ho pubblicato finora. Un po’ di pubblicità non guasta mai.

In formato EPUB

Titolo $ Isbn
Goethe e la felicità nascosta gratis gratis 9781301666591
I tre cunicoli 1,88 1,99 9781301736997
Il mazzo di fiori 1,70 1,99 9781370494514
La kitsune 1,79 1,99 9781370408887
Le linee parallele si incrociano 1,78 1,99 9781311761606
Luca e altre storie 1,27 1,49 9781370378456
Lucrezia e il racconto erotico 1,67 1,99 9781370365944
Racconti di Vita 1,67 1,99 9781370287611
Un paese rinasce 1,79 1,99 9781370474165
Un caso per tre * 1,99 2,99

* questo è disponibile nei seguenti canali

Kobo a solo 1,99€

Google libri a solo 1,99€

IBS a solo 1,99€

Bookrepublic a solo 1,99€

LaFeltrinelli a solo 1,99€

Per il formato Kindle – pagina autore

Titolo

Ebook €

Cartaceo €

Ebook $

Cartaceo $

I tre cunicoli

3,88

11,55

3,99

12

Il mazzo di fiori

2,99

8,80

2,99

10

La kitsune

2,99

7,90

3,34

8,49

Le linee parallele si incrociano

1,99

8,30

1,99

8,80

Luca e altre storie

2,99

3,31

2,99

7

Lucrezia e il racconto erotico

2,99

7,05

3,43

8

Racconti di Vita

3,31

21,84

3,49

24

Un paese rinasce

2,99

10,2

3,43

6

Un caso per tre

1,99

6,5

2,99

11

 

Sally e Jean – Capitolo 27

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La storia è finita – Dio vuole dirà qualcuno – Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

Lilium – Foto personale

Buona lettura.

Lucy era soddisfatta. L’esame era andato benissimo, ricevendo i complimenti del professore, perché lei, unica tra gli allievi di lingua madre non francese, aveva preso la lode per la critica su Madame Bovary.

Aveva imparato bene il francese, tanto da ragionare come una parigina autentica, dimenticandosi di essere americana. Si esprimeva in maniera quasi perfetta con una parlata impreziosita dall’inflessione di chi fosse sempre vissuto a Parigi.

Non avrebbe mai immaginato un anno prima, partendo per la Francia, che sarebbe riuscita a impadronirsi con tanta proprietà di una lingua dai toni dolci e arrotondati perdendo l’asprezza gutturale della parlata americana.

Adesso doveva pensare al futuro prima di ripartire ai primi di agosto per Syracuse. E poi voleva fare la turista per godere gli ultimi scampoli di una lunga vacanza ricca di soddisfazioni e stimolante per le esperienze vissute.

I rapporti con Sally si erano normalizzati trasformandosi da conflittuali in amichevoli. La chiacchierata di chiarimento aveva prodotto i suoi effetti, perché si era fatta vedere più spesso a casa di Jean. In apparenza non aveva mostrato interesse verso di lei. Almeno questo era quello che lasciava trasparire, rimanendo fredda e distaccata nel loro rapporto. Però qualche messaggio di segno opposto l’aveva lanciato e neppure troppo velatamente.

Quando Sally arrivava, Lucy con molta discrezione scivolava via, lasciandoli soli dopo i soliti convenevoli di benvenuto. Si appartava nella sua stanza con le orecchie tappate dalle cuffie dello stereo oppure usciva.

Percepì che Sally avrebbe voluto approfondire la reciproca conoscenza, ma lei con tatto era riuscita a evitare il contatto diretto usando all’inizio come alibi la necessità di preparare l’esame senza distrazioni.

Adesso che la prova era stata superata trovava più difficile a resistere alle sue lusinghe. Quindi cercava di mantenere un atteggiamento distaccato, quasi freddo, dando l’impressione che l’episodio di qualche mese prima era stato archiviato in modo definitivo.

Lucy non desiderava combattere un’altra battaglia con Sally per vincere la guerra. Se fino a qualche mese prima avrebbe voluto guerreggiare per conquistare Jean, adesso si era resa conto che non ne valeva la pena. Era un bel uomo ma tutto sommato vanesio ma forse aveva capito che non sarebbe riuscita a scalzare Sally dal suo cuore.

Quindi rinunciò a tramare, dedicando gli ultimi giorni della sua permanenza a Parigi a frequentare Rachid. La ragazza le aveva fatto conoscere Claude, che era un bel ragazzo dai modi educati e gentili.

La sua presenza favoriva il loro incontri, perché non era facile distinguere quale delle due ragazze frequentasse. Questa era un’ottima copertura per l’amica.

A Lucy piaceva fare da paravento alla loro storia d’amore, perché percepiva buone sensazioni nel loro rapporto. Formavano una bella coppia ma nutriva molti dubbi che la storia sarebbe arrivata in porto dopo una navigazione difficile e piena d’ostacoli rappresentati da barriere sociali e culturali, che si frapponevano fra loro.

Queste sensazioni non le aveva palesate a Rachid per non creare imbarazzi inutili e prematuri. “Se il loro amore è solido” rifletté osservandoli. “Supererà ogni intralcio. Ma se è solo innamoramento, naufragherà sulla prima scogliera che incontreranno”.

Le giornate scorrevano veloci e il tempo della partenza si avvicinava. Le dispiaceva lasciare Parigi dove aveva trovato un contesto favorevole ai rapporti umani, un aspetto impensabile prima di partire da Syracuse.

Avvertiva che la sua personalità era maturata, diventando più riflessiva e attenta ai valori della vita. Aveva sperato di trovare amore e sesso che invece non l’avevano sfiorata per nulla. Questo era dipeso un po’ per scelta personale, in parte perché non aveva incontrato delle persone in linea con i suoi obiettivi.

Jean secondo lei non era adatto a impersonare l’uomo della sua vita, perché aveva capito che per lui le donne erano ‘usa e getta’. Solo con Sally le sembrò che avesse trovato il giusto equilibrio nel rapporto con l’altro sesso. Aveva notato che la loro storia si era consolidata ogni giorno di più.

Ma quali sono le mie esigenze?” si chiese in uno degli ultimi giorni di permanenza a Parigi. “Non ho ben chiaro quali siano i miei obiettivi sentimentali. Nemmeno riesco immaginare quale uomo desidero. Fare sesso solo perché lo fanno tutte non è una priorità o una motivazione stimolante”.

Forse la rigida educazione che i suoi genitori le avevano inculcato la condizionava nelle scelte. “Forse è un alibi che mi fa comodo usare per giustificare che non ho trovato l’uomo che fa al caso mio” si disse Lucy, intrecciando le mani dietro la nuca. “A volte mi scopro di sognare una donna, come Sally, che forse inconsciamente mi ha attratto. Ma è questo quello che voglio?”

Lucy socchiuse gli occhi concentrandosi su questo pensiero. “Non lo so, ma lo dubito. Se penso di essere arrivata alla mia età e sono vergine in tutti i sensi, la questione mi deve costringere a ragionare su questi aspetti della mia personalità. Però ora devo pensare al mio futuro e agli obiettivi che vorrei raggiungere e che mi sono imposta”.

La sua idea era quella di un secondo anno a Parigi che le sarebbe stata utile per conseguire il suo PH.D per proseguire nella carriera accademica. “La convivenza con Jean mi ha fatto risparmiare un bel gruzzolo, che sarebbero benedetti qualora i miei genitori non fossero d’accordo per un secondo anno alla Sorbonne” si disse, facendo un rapido calcolo. “La possibilità di ripetere nel prossimo ottobre il sodalizio di quest’anno sono migliori rispetto a qualche settimana fa. L’ostacolo Sally è stato rimosso. Ho un paio di giorni per riflettere”.

Lucy girò da turista gli ultimi due giorni prima di prendere il volo verso New York.

Le rimaneva un giorno per sciogliere i dubbi e procedere all’iscrizione per il prossimo ottobre. Ne avrebbe parlato stasera con Jean, se c’era, e telefonato ai genitori per strappare il loro consenso.

Adesso si godeva l’aria di Parigi.

FINE

Sally e Jean – Capitolo 26

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Ancora un piccolo sforzo e poi tutto sarà finito. con vostra grande gioia. Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

Sally

Jean capì che era Sally la donna che desiderava. Lucy poteva essere un capriccio. Troppo gelida e attenta per essere passionale.

«È la gelosia e non la supposta attrazione che ti ha impedito di tornare qui e stare con Jean?» chiese senza troppe perifrasi Lucy, osservando le loro espressioni per cogliere sfumature e variazioni di umore.

Alla sua esternazione Jean e Sally abbracciati rimasero muti.

«Chi non è geloso?» affermò con impeto Lucy guardando la coppia seduta sul divano. «È da stronzi credere all’affermazione di quello che dichiara di non essere geloso! Se manca il senso del possesso, viene meno pure il desiderio verso l’altra persona. Però c’è un limite affinché la gelosia non soffochi l’amore. È il rispetto verso il compagno, la sensazione che il possesso non prevarichi la libertà dell’altro. Capisco che, vedendomi in modo inaspettato, sia nato il sospetto che Jean ti avesse teso una trappola. Hai percepito gelosia verso di me, una donna, che non conoscevi e che avrebbe potuto contendere il tuo possesso».

Lucy stette in silenzio, osservando sia l’uno che l’altra, sperando in una replica alle sue tesi esposte con foga e sincerità.

Però nessuno dei due fiatò.

«Non è mia intenzione corteggiare Jean per conquistarlo» affermò calmando il tono della voce, sapendo di mentire. «Se questa fosse stata la mia intenzione, l’avrei fatto prima con discrete possibilità di successo. Quindi tranquillizzati. Prima di ritirarmi nella mia stanza vorrei aggiungere questo».

Jean tenendo abbracciata Sally le fece un cenno di lasciarli soli, di non proseguire nella discussione. Lucy comprese il messaggio.

Lui si sentiva preso tra due fuochi e non desiderava creare ulteriori attriti tra le due donne.

«Sono contento» affermò Jean rompendo il silenzio. «Sono contento che vi siate chiarite. In fondo erano problemi creati dall’immaginazione senza fondamenti reali. Vado a prendere tre coppe e la bottiglia di champagne per brindare alla ritrovata armonia».

E si alzò sparendo in cucina.

Lucy si avvicinò a Sally per abbracciarla e sussurrarle il suo disappunto per avere creato queste crepe nel rapporto con Jean.

Lei di rimando la baciò con trasporto e disse: «Ho capito che sei una ragazza sincera e spero che in futuro possiamo diventare delle buone amiche. Le mie erano solo sensazioni distorte da uno stato d’animo instabile e confuso».

Lucy abbozzò un falso sorriso, perché aveva sperato di battere la rivale. Se voleva rinnovare il sodalizio con Jean a ottobre doveva mostrarsi felice della ritrovata armonia tra loro.

«Ah! Avete finto di rappacificarvi affinché io mi allontanassi per potervi abbracciare e strapparvi i capelli!» esclamò ironico Jean di ritorno con le tre coppe e la bottiglia.

Aveva capito che era solo una tregua ma andava bene così, mentre Sally lo guardò in malo modo per la battuta sarcastica.

Lucy intuì che tra loro si stava stabilendo una complicità che si sarebbe consolidata nel tempo. Quando non lo sapeva con certezza, perché tra poco avrebbe fatto ritorno negli States. “Ma è quello che cerco?” pensò Lucy, mentre i dubbi continuavano a vagare nella sua mente, sollevando senza piacere la coppa per brindare alla ritrovata armonia. “Non è l’amore verso una donna lo sbocco della mia sessualità. Né credo che sia il suo pensiero, perché vedo tra loro un vero rapporto tra uomo e donna. Dunque è quella sensazione che lei ha definito come attrazione? Ora è meglio che non ci pensi più e mi concentri sull’esame che dovrò sostenere tra due settimane”.

Sally baciò con ardore Lucy e Jean prima di brindare, mentre Lucy sollevò la coppa e aggiunse: «Che vi porti fortuna! Vi auguro ogni felicità e gioia possibile. E spero che duri tutta una vita».

Jean le invitò a sedersi accanto a lui perché desiderava ringraziarle, anche se percepiva che la famosa attrazione era scoccata ancora una volta. “Pazienza” si disse “forse ci sarà minore tensione tra loro. Ma almeno non dovrò subire la pressione della gelosia. Se il mio rapporto con Sally durerà, sarà il tempo il migliore giudice. Se Lucy il prossimo ottobre vorrà tornare, avrò meno grattacapi per un sì o un no ragionato. Aspettiamo e pazientiamo”.

Egoisticamente pensò che alla fine non ci rimetteva nulla se tra le due donne fosse nata una complicità. Lui si trovava bene con Sally perché il rapporto era sincero senza ossessioni da entrambe le parti. L’intesa sessuale era più che buona, le discussioni tra loro erano pacate, i loro discorsi vertevano su argomenti interessanti e variegati. In conclusione non c’erano motivi di attrito, a parte la presenza di Lucy in casa. Se tra le due donne veniva a cessare l’immagine conflittuale, anche questo aspetto perdeva d’importanza.

«Vi lascio soli» affermò Lucy, ritirandosi a meditare su Madame Bovary.

Sally e Jean – Capitolo 25

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Stiamo andando verso la fine. Ancora poco dovette pazientare e poi tutto sarà finito. con vostra grande gioia. Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

 

Sally si rivolse a Lucy che composta sulla poltrona aspettava la risposta alla sua domanda.

«Forse non sono stata chiara» ammise con le guance ancora arrossate e la voce stridula. «Ma solo confusa. Ho provato ogni volta che pensavo a te tre sensazioni: angoscia, gelosia, attrazione. Un vortice senza fine, un’emozione lunga come una vita. Ma perché? Anche adesso si accavallano senza un motivo logico. Forse le voglio cacciare nel fondo dell’anima per dimenticarle».

Gli occhi azzurri di Lucy parevano di ghiaccio, mentre Sally parlava, ma dentro era un ribollire di pensieri. La percepiva come un’antagonista senza manifestare le sue sensazioni. Una domanda le sorse spontanea: perché Jean si era comportato in quel modo con lei qualche istante prima dell’arrivo di Sally e forse ci avrebbe riprovato se non avesse suonato. Avvertiva un senso di stonato nel suo atteggiamento. Se avesse ceduto alle sue avance, adesso sarebbe pentita. Si era illusa di averlo conquistato ma vedendolo accanto a Sally che le teneva la mano con dolcezza, percepiva che non gli suscitava nessun sentimento. Rimase in silenzio per ascoltare cosa avevano da dire.

Sally fece una pausa per rifiatare, per riordinare i pensieri confusi che danzavano nella mente e uscivano dalla bocca, mentre Jean l’abbracciò con tenerezza.

“Vigliacco di un traditore” pensò Lucy, osservandoli schifata.

Jean iniziò un discorso contorto senza che le due donne vi prestassero attenzione.

Loro erano più attente a fronteggiarsi che ascoltare quello che Jean diceva. Si scambiavano muti messaggi in codice che solo loro decifravano. Era la guerra per la conquista di Jean secondo Lucy, mentre per Sally era anche qualcosa d’altro.

«Perché sei gelosa di Lucy?» chiese Jean, trascurando l’aspetto più inquietante della questione: l’attrazione sessuale accennata più volte ma mai approfondita.

Sally si era ricomposta e il rossore sparito, lasciando il posto a uno sguardo gelido. Aveva compreso che Lucy non avrebbe rinunciato a darle battaglia.

«Penso che ognuno voglia raggiungere il suo scopo e cerchi risposte alle domande che si affacciano tutti i giorni» riprese Sally, mentre Lucy ascoltò senza intervenire. «Gelosia, chiedi?»

Sally si fermò per guardare Jean sottraendosi alla sua stretta. Le labbra erano ridotte a una fessura e gli occhi blu mandavano lampi di collera.

«Ma angoscia e attrazione!» ribatté alzando di un’ottava la voce.

A Lucy non sfuggì quel rimarcare di Sally sulla parola ‘attrazione’ con una modulazione diversa della voce, che da piatta divenne quasi stridula.

«Sono tre sensazioni diverse e strane che si mescolano tra loro» ribadì con forza. «La gelosia è un sentimento irrazionale che nessuno è riuscito a spiegare in modo esauriente. Ho sperato che col vostro aiuto di tentare di comprenderne le motivazioni».

Come diceva un famoso statistico, Tuckey, Sally pensò di trovare la risposta esatta alla domanda sbagliata sulla gelosia, anche se era formulata in modo preciso. “Come posso credere che gli altri rispondano in modo esauriente e preciso a una domanda mal formulata sulla gelosia?”

Sally si accorse in questo momento della discussione che si stava incastrando da sola battendo il tasto della gelosia, perché aveva notato che Lucy faceva una strana smorfia agli accenni della sua attrazione verso di lei. A Jean questo dettaglio era sfuggito e credeva che lei fosse solamente gelosa di Lucy. In effetti non sapeva se fosse gelosa di Lucy che viveva sotto lo stesso tetto con Jean oppure di lui essendo attratta da Lucy.

Adesso non ne era più tanto sicura. Quel lontano episodio, quando Lucy l’aveva baciata sul collo, aveva acceso il suo immaginario erotico. Doveva parlare con più cautela.

«Perché ti avrei suscitato gelosia?» chiese con tono secco Lucy.

Jean guardò Sally, curioso di conoscere i motivi della sua gelosia verso Lucy ma la discussione sembrava prendere una strada sbagliata. Si stava inaridendo tra repliche e controrepliche che non trattavano il vero motivo dell’incontro.

«Hai accennato all’attrazione» affermò Lucy che voleva capire la portata dell’affermazione rimasta tra le pieghe dei loro discorsi.

«Attrazione verso chi?» le domandò con una veemenza del tutto inaspettata, anche se per lei era chiaro chi era l’oggetto.

Le voci si chetarono d’incanto, mentre Jean osservò Sally ricordando quelle parole dette a Versailles a cui non aveva dato peso.

Sally si morse la lingua, perché adesso era nell’angolo e doveva dare delle spiegazioni.

«Hai ragione. È venuto il momento di parlare di questo. L’ho messo tra i ricordi che non volevo ripescare» affermò Sally con un filo di voce, guardando Lucy, mentre ignorò la presenza al suo fianco di Jean.

Un lampo di cattiveria attraversò i suoi occhi azzurri. Era decisa nell’affondare il colpo.

«Hai accennato che io ti genero oltre all’angoscia, della quale non ho capito molto, e alla gelosia, che rimane incomprensibile, attrazione. Almeno è quello che ho intuito, anche se non hai specificato chi sia l’oggetto del desiderio. Presumo che sia la mia persona che ti ha interessata. Quale genere di attrazione provi?»

Jean passò con lentezza lo sguardo da Sally a Lucy. Stava intuendo la feroce schermaglia tra le due donne.

Sally era incerta se parlare con chiarezza o tergiversare sull’argomento. Sapeva che Lucy era stata più abile nell’affondare il colpo ma doveva chiarire quella parola. Amava Jean e non lo voleva perdere.

«Sono etero e lo sono tuttora. Provo grande piacere quando faccio l’amore con Jean come mai avevo percepito finora. Però c’è stato un qualcosa che mi ha turbato. Quando quella mattina di aprile sei apparsa sulla porta del bagno, ho sentito qualcosa che ha creato scompiglio dentro di me. Quel bacio sul collo, le dita che passavano sulla pelle umida mi hanno fatto provare delle sensazioni, che non ho mai percepito. Nessun uomo era riuscito a tanto».

Sally arrossì di nuovo nel descrivere quel ricordo, mentre Jean la guardò stupito. Non si era accorto di nulla o meglio aveva notato nell’atteggiamento di Sally un raffreddamento che aveva imputato alla presenza di Lucy.

«Quando mi hai accompagnata nel tuo bagno personale, ero restia a spogliarmi in tua presenza. Ero terrorizzata che una donna potesse osservare il mio corpo nudo. Avevo l’impressione che lo stesse violentando. Allo stesso tempo sentivo che una parte di me desiderava mostrarsi nuda ai tuoi sguardi, perché provava piacere. Tu volevi aiutarmi a togliere gli indumenti zuppi d’acqua, ma io mi opponevo, mentre mi dava emozioni e piaceri. Ma i veri brividi li ho provati quando le tue mani hanno sfiorato il mio corpo e le tue labbra si sono posate sul collo con una delicatezza che non avevo mai percepito prima. Questa dicotomia mi hanno fatto compagnia in questi mesi, distraendomi e confondendo la mia personalità. Quando stavo con Jean, percepivo in modo confuso che una persona si frapponeva fra noi. Ho compreso che erano gli strascichi di quella giornata. Ora comprendo che quei pensieri sono suggestioni che non hanno motivo di essere. Ti osservo e non provo le stesse sensazioni di allora. Però ti percepisco come un’antagonista che mi ruba il compagno».

A questo punto Sally tacque stringendosi a Jean, che era allibito per questa confessione.

Lucy passò lo sguardo prima su lei e poi su lui, mentre le labbra si increspavano per un motto di stizza. “La gelosia verso di me si è frapposta fra noi e non la voglia di stare con un’altra donna” si disse capendo che aveva perso la battaglia con Sally. “Perché ha enfatizzato questo aspetto? Quel giorno ero curiosa di vederla nuda. Una semplice curiosità senza fini morbosi. Però lei si negava, faceva la ritrosa accrescendo la voglia di toccarla, di baciarla. Solo per capire quali sensazioni si prova”.

Sally e Jean – Capitolo 24

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Eccoci ad ascoltare le parole dei personaggi nel nuovo capitolo. Per chi avesse perso qualcosa può trovare le precedenti qui.

E adesso un po’ di pubblicità. Questa immagine non vi ricorda nulla?

la copertina di un caso per tre

Costa solo 1,99€ su amazono, su Ibs e Kobo… ma anche su altri

Lucy socchiuse gli occhi sentendo la bella cantilena di Sally che tentava di far comprendere i motivi del suo disagio.

«Quando ho incrociato i tuoi occhi in quel piovoso giorno di aprile, dentro di me è scattato qualcosa che non sono riuscita a comprendere. Una percezione mista tra pericolo, gelosia e attrazione» e fece una pausa come per riaggregare i pensieri, le idee, le sensazioni, ma probabilmente si aspettava una domanda che invece non arrivò.

Nella stanza era calato il silenzio nell’attesa di sentire le parole di Sally, che stentavano a uscire dalla bocca.

«Questa percezione mi ha fatto compagnia in questi mesi. Mi sono interrogata sul malessere che provavo. Mi sono chiesta i motivi per cui percepivo attrazione e repulsione verso una donna che non conoscevo, della quale ho ignorato l’esistenza fino a quella mattina. Se finora ho avvertito sensazioni confuse, quando ti ho vista oggi, ho provato angoscia».

Lucy teneva socchiusi gli occhi come se stesse dormendo, ma ascoltava vigile e analizzava le sue parole. “Quale sensazione di terrore e ansia ho potuto incutere in una donna che ho incontrato una sola volta?” si domandò, aggrottando la fronte, mentre nervosa girava una ciocca di capelli tra le dita. “Forse è stato lo sguardo malevole che ho lanciato vedendo il disastro che stava combinando? Forse è stato il lampo incendiario dei miei occhi, che li ha fulminati? No, non può essere tutto questo! Non riesco a intercettare il messaggio che trasmette. Dunque sta usando i termini sbagliati per descrivere il suo problema”.

Avrebbe voluto interrompere il monologo per porre domande, per ottenere risposte, ma si rendeva conto che le avrebbe agevolato il compito e non desiderava farlo. Quindi rimase in silenzio ad ascoltare.

Sally era delusa dal comportamento di entrambi, perché parlava e loro muti senza porre nessuna domanda per darle il modo di spiegare e di analizzare il suo stato d’animo.

“Dunque sto parlando, come se fossi sul palcoscenico a recitare il monologo della mia vita” pensò Sally, che con lo sguardo sollecitò domande che non arrivavano e si rassegnò a riprendere il discorso interrotto.

«La gelosia ha preso il sopravvento sull’angoscia, quando ho capito che non eri la domestica a ore, ma una ragazza alla pari che viveva con Jean, che supponevo vivesse da solo. Allora è stato come se fossi stata tradita nella fiducia che avevo riposto in lui».

Si fermò una seconda volta in attesa di udire la voce dei due ascoltatori, che continuavano a restare muti. “Dunque i miei pensieri li lasciano indifferenti, come se si aspettassero un racconto diverso, più pepato e polemico. Forse lei è in attesa di balzarmi al collo per avviare un litigio a base di risse verbali e fisiche, mentre lui si ergerà a pacificatore degli animi. Perché il silenzio non viene interrotto dalle loro voci?”

Sally passò lo sguardo rabbioso prima su Jean e poi su Sally ma subito si tramutò in uno carico di dubbi e aspettative senza incontrare un filo d’interesse su quando stava esternando. Dentro di sé avvertiva rabbia e rassegnazione allo stesso tempo. Sospirò e riprese a manifestare le sue sensazioni.

«Si, lo ammetto. Ho provato gelosia per una donna che non conoscevo, della quale ignoravo tutto eccetto il nome e sono stata colta dal dubbio di avere commesso ancora una volta un errore di valutazione. Sono ripiombata nell’angoscia e nel terrore di aver scelto la persona sbagliata. Mi sono domandata perché mi ero lasciata travolgere dal desiderio di stare con Jean. Ero nell’ingresso infreddolita e bagnata, incerta se fermarmi o dire: “Grazie Jean, ma io prendo un taxi per tornare a casa”, quando i miei sentimenti sono mutati un’altra volta. Mi sentivo preso tra due fuochi senza una motivazione precisa…».

Jean era stupito di quanto stava ascoltando. Ne avevano parlato a Versailles, ma non aveva percepito l’intenso senso di disagio che si stava trascinando da diversi mesi. “Eppure quando abbiamo fatto all’amore ho sentito trasporto e passione. Mai un momento d’incertezza o di dubbio, sempre calore e desiderio” pensò sgranando gli occhi per lo stupore per non aver compreso il suo disagio.Ha sempre simulato. Mi ha ingannato, mentre sono stato ingenuo a crederle senza sospettare nulla, senza percepire che lei era incerta tra il mio amore e quello verso Lucy”.

Jean come se si fosse svegliato da un lungo sonno le chiese: «Tutte queste sensazioni ti hanno accompagnata fin’ora? Io ho creduto alla sincerità dei tuoi sentimenti».

«No» rispose Sally che poteva interrompere la monotonia del suo racconto. «Non ho mai dubitato della sincerità dei miei sentimenti verso di te, né dei tuoi. Ho percepito solo un senso di fastidio, come se tra noi ci fosse un fantasma che in qualche modo ci teneva separati. Il desiderio della tua vicinanza è sempre stato molto più forte delle sensazioni incerte che covavo dentro di me. Ma ora vorrei fugare ogni dubbio, esternando con franchezza le percezioni che confuse mi hanno assalito quel giorno».

Questo accenno di confronto svegliò Lucy e preparò la sua domanda. Aprì gli occhi socchiusi, guardò prima l’uno poi l’altra, si stirò mettendosi ritta sulla poltrona.

«Da quello che ho capito» disse con cautela Lucy. «Sembra che io ti abbia suscitato prima terrore poi gelosia. Perché terrore? Non mi pare d’incutere soggezione nelle persone, tenendo presente che non ci siamo mai incontrate prima. Perché avresti dovuto essere gelosa di me, che ero una perfetta sconosciuta? Poi non sembra che Jean abbia mai avuto intenzione di avviare un menage à trois».

Jean rise e strinse fra le sue braccia Sally, che arrossì perché si rese conto di essersi comportata come una donna gelosa senza motivo. Però avrebbe voluto vedere, pensò ricomponendosi subito, chi al posto suo non avrebbe provato gelosia vedendo una bella ragazza, tutt’altro che evanescente, che viveva con quello che sperava diventasse il suo compagno.